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L'osmosi e la pressione osmotica
Membrane semipermeabili Una membrana selettivamente
permeabile permette il passaggio, attraverso di essa, di
alcune sostanze e impedisce quello di altre. Alle volte
l'ostacolo al passaggio delle molecole non è un
blocco totale, ma le sostanze diffondono attraverso la
membrana con differente velocità presentando quindi
differenti gradi di permeabilità. Per un trattamento
semplificato considereremo le membrane come semipermeabili
e, giacchè la gran parte delle esperienze si
riferisce a soluzioni acquose, tratteremo il sistema come
perfettamente permeabile al solvente acqua e perfettamente
impermeabile ai soluti.
Osmosi (dal greco Il fenomeno dell'osmosi, conosciuto
in modo superficiale fin dai tempi antichi, pare sia stato
messo in evidenza in maniera scientifica nel 1748 dall'abate
francese J. A. Nollet, uno scienziato dilettante. Solo un
secolo dopo Van't Hoff ha stabilito le leggi che regolano il
fenomeno. L'abate Nollet osservò che una vescica di
maiale, impermeabile all'alcol etilico, quando veniva
riempita di una soluzione idroalcolica e successivamente
immersa in acqua pura, tendeva ad assorbire l'acqua
dall'esterno gonfiandosi fino a scoppiare.
Questa situazione di non equilibrio conduce ad un netto passaggio di solvente verso la soluzione diluendola. Il fenomeno osmotico procede finché il surplus di pressione idrostatica, dovuta al dislivello h che si viene a creare, non uguaglia la spinta osmotica; al raggiungimento di questa situazione, il flusso bidirezionale di solvente risulta identico e il sistema raggiunge l'equilibrio:
I tempi di osservazione dei processi osmotici sono abbastanza lenti e si misurano nell'ordine delle ore. Il fenomeno osmotico si manifestra anche quando i due comparti sono riempiti con soluzioni aventi differente concentrazione (differente pressione osmotica). In questi casi il solvente si sposta dalla soluzione più diluita verso quella più concentrata. Per dare un'idea del dislivello necessario per condurre il sistema all'equilibrio, provate a fare un click sul bottone start dei due esempi seguenti. Il bottone restore ripristina la situazione iniziale. Il soluto utilizzato per la soluzione sul lato sinistro è il saccarosio (C12H22O11; PM=342); a destra c'è il solvente puro (acqua) e la temperatura della mini simulazione è mantenuta a 20°C.
Pressione osmotica La spinta prodotta dal fenomeno osmotico viene misurata con il metodo di opposizione mediante l'applicazione di una forza uguale e contraria all'intensità del fenomeno stesso. Si definisce, pertanto, pressione osmotica di una certa soluzione, la pressione che bisogna applicare sulla superfice della stessa, separata da una membrana semipermeabile dal solvente puro, per impedire che il fenomeno si verifichi.
CALCOLO DELLA PRESSIONE OSMOTICA Nel 1887 Van't Hoff, per il calcolo della pressione osmotica di una soluzione, propose una equazione, derivata da ineccepibili presupposti termodinamici, che, in forma semplificata, faceva intuire una analogia tra le soluzioni ideali e i gas ideali:
da cui
In termini suggestivi, anche se termodinamicamente non corretti, si può affermare che la pressione osmotica, per una soluzione ideale, è numericamente uguale alla pressione che il soluto eserciterebbe se si trovasse allo stato gassoso nelle condizioni di volume e temperatura della soluzione. La pressione osmotica è una proprietà colligativa perchè dipende solo dalla concentrazione delle particelle di soluto disciolte nel solvente e non dalla loro natura o identità chimica. Quando si intende comparare due soluzioni a seconda del valore assunto dalla pressione osmotica, si usano i seguenti termini:
Il termine osmolarità è utilizzato dai biologi per descrivere il numero di moli di particelle di soluto per unità di volume di soluzione. In altri termini possimo dire che la osmolarità rappresenta la molarità della soluzione espressa in numero di moli di particelle osmoticamente attive (molecole o ioni derivanti da dissociazione). I processi osmotici e quelli diffusivi in genere, rivestono grande importanza nell'esplicazione dei fenomeni chimico-fisici che stanno alla base della vita. Numerosi sono gli esempi disponibili
nella letteratura scientifica che permettono di evidenziare
l'osmosi anche mediante semplici esperienze condotte con
materiale facilmente disponibile. Alcuni esempi sono basati
su prodotti commestibili (carote, patate, uova etc.), altri,
invece, necessitano di strumentazione idonea e microscopi di
elevata qualità mediante perchè condotti su
organi o cellule animali (globuli rossi etc.)
Nel primo caso il doppio flusso di solvente risulta già equilibrato e il globulo mantiene la sua forma; nel secondo caso prevale il flusso verso l'esterno e in globulo raggrinzisce; nel terzo caso il globulo tende a gonfiarsi: in acqua pura esplode (emolisi) liberando l'emoglobina intensamente colorata in rosso (la pressione osmotica del sangue è circa 7.8 atm, equivalente a quella di una soluzione di NaCl 9 g/litro o 0.154 M) . Un altro esempio che si rintraccia sui libri di testo è rappresentato da una carota immersa in una soluzione di NaCl e in acqua di fonte. Nel primo caso la carota, dopo alcune ore, diventa molle perchè l'acqua della carota passa all'esterno.
Un altro esempio riguarda la cellula uovo debitamente sgusciata mediante bagno in aceto (acido acetico circa 1.0 M) allo scopo di mantenere intatta la membrana (a sinistra). Se immerso in acqua pura si rigonfia (al centro), se immerso in acqua salata tende a rimpicciolire (a destra).
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