Casella di testo: A fronte dei reiterati inviti da parte del Magnifico Rettore, Ch.mo Prof. Francesco Tomasello, in coesione con il programma dallo stesso presentato in cui sottolineava un ruolo ed una presenza più incisivi sul territorio, presso il Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria dell’Università degli Studi di Messina è recentemente sorto il “Centro di Ittiopatologia Sperimentale della Sicilia” (C.I.S.S.) accreditato dal Ministero della Salute (decreto n. 39 del 20/03/2006) quale Stabilimento Utilizzatore, ai sensi del D. Leg.vo 116/92, per  la sperimentazione su pesci, molluschi e crostacei. Il CISS è stato concepito come un prototipo di impianto sperimentale a ciclo chiuso con circa 50 vasche di dimensioni variabili da 100 a 1000 l, unico nel suo genere nel meridione d’Italia. Il ciclo chiuso infatti permette tutti quegli esperimenti che prevedono l’uso di patogeni o farmaci, l’allevamento di specie alloctone e quant’altro per cui deve essere impedita la dispersione nell’ambiente. Il locale creato appositamente per la stabulazione di pesci, molluschi e crostacei in vasca, è stato allestito con attrezzatura completa da laboratorio. Si è realizzato in particolare un sistema di trattamento delle acque reflue per garantire la sicurezza del personale ed evitare la dispersione nell’ambiente dei patogeni utilizzati a fini sperimentali.

C.I.S.S.CENTRO DI ITTIOPATOLOGIA SPERIMENTALE DELLA SICILIAUNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MESSINA
FACOLTA’ DI MEDICINA VETERINARIA
DIPARTIMENTO DI SANITA’ PUBBLICA VETERNARIA
Casella di testo: Il laboratorio in questione, per lo specifico ruolo con cui si accinge a presentarsi alle professionalità del settore, costituisce l’unico esempio regionale, nonché uno dei pochi laboratori accreditati sul territorio nazionale per la sperimentazione su pesci, che possa fungere da interfaccia tra pubblico e privato nel settore della maricoltura e dell’acquacoltura in senso lato.
Il locale sede del CISS, messo a disposizione dalla Facoltà di Medicina Veterinaria di Messina, si trova presso il Polo Universitario dell’Annunziata ed occupa una superficie di circa m2 200, suddivisi in 3 aree: ingresso/spogliatoio, stabulario, laboratorio/deposito. 
1) L’ingresso/spogliatoio è dotato di armadietti per il cambio degli indumenti, di scrivania con computer connesso alla rete. L’accesso all’area di stabulazione è possibile attraverso una singola porta a cui segue un sistema di disinfezione calzari posto a colonna.
 

Casella di testo: 2) Lo stabulario è suddiviso in due zone: una di quarantena per la stabulazione dei soggetti in arrivo da destinare alle sperimentazioni, e una zona sperimentale. L’area di quarantena è caratterizzata da 9 vasche refrigerate con filtro interno. L’impianto è stato attrezzato con un sistema per il trattamento delle acque reflue caratterizzato da due serbatoi da 800 l, due filtri meccanici e biologici, un filtro a cartuccia, un ozonizzatore, due neon UV, due pompe di carico/scarico, una centralina. L’area sperimentale è dotata di 32 acquari da 110 litri, con filtri meccanici e biologici indipendenti, corredati da due turbo-soffianti capaci di mantenere il livello di Ossigeno disciolto a 7-8 mg/100 ml di acqua garantendo un’ottima aerazione. Ogni acquario è provvisto di retino, calamita pulivetro e termometro per evitare eventuali contaminazioni tra le vasche. 
3) Laboratorio/deposito. Il laboratorio è stato concepito per le autopsie e il primo campionamento, nonché per le diagnosi di routine. Gli esami specialistici vengono condotti nei laboratori del Dipartimento. Lo stabilimento è stato dotato di gruppo elettrogeno auto-innescante in grado di garantire la funzionalità del locale e delle attrezzature in caso di black out  elettrico. L’acqua di stabulazione viene periodicamente ricostituita con sali disponibili in commercio o fornita dall’Acquario Comunale di Messina, in regime di convenzione con il Dipartimento. I parametri dell’acqua, trattandosi di un sistema a ciclo chiuso, vengono continuamente monitorati. In particolare la Temperatura viene rilevata giornalmente, i livelli di ioni ammonio, nitriti, nitrati, ossigeno disciolto, densità, pH vengono saggiati due volte a settimana. E’ stato allestito un angolo con due vasche da 300 l cadauna per il ricovero/trattamento terapeutico occasionale dei pesci ospitati presso il centro.

Casella di testo: Attraverso il sistema sopradescritto di trattamento delle acque, l’acqua di stabulazione può essere settimanalmente rinnovata. L’acqua proveniente da vasche infette da patogeni dei pesci potrà essere trattata, mediante ozono e UV, con tempi più lunghi che garantiscano la sterilizzazione, ovvero disinfettata con ipoclorito o candeggina e smaltita normalmente attraverso le fognature. In caso di elevato rischio infettivo o tossico si potrà sempre ricorrere allo smaltimento specializzato attraverso le ditte, già convenzionate, che offrono tale servizio. Per lo smaltimento dei rifiuti ad elevata pericolosità il locale è infatti dotato di contenitori, sostituiti ogni due giorni, per la raccolta dei rifiuti speciali solidi e bidoni per la raccolta dei rifiuti speciali liquidi. Gli stessi  vengono smaltiti secondo normativa da ditte autorizzate appositamente convenzionate con la Facoltà. L’alimentazione viene fornita a tutti i soggetti in stabulazione secondo le esigenze specifiche di ogni specie e taglia, utilizzando mangimi commerciali.
 

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