PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA AD 1 POSTO DI PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO, FASCIA DEGLI ORDINARI, PER IL SETTORE SCIENTIFICO-DISCIPLINARE L20A FILOLOGIA GERMANICA, FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA DELLUNIVERSITÀ DI MESSINA, INDETTA con D. R. n. 785 DEL 3.01.2001, PUBBLICATO SULLA G.U. IV SERIE, n. 4 DEL 12/01/2001.
La Commissione giudicatrice della valutazione comparativa ad 1 posto di professore universitario di ruolo, fascia degli ordinari, per il settore scientifico-disciplinare L20A Filologia germanica, Facoltà di Lettere e Filosofia dellUniversità di Messina, indetta con D. R. n. 785 del 03.01.2001, pubblicato sulla G. U. IV serie, n. 4 del 12.01.2001, nominata con D. R. n. 1032 del 30.07.2001 pubblicato sulla G. U. IV serie n. 63 del 10.08.2001, rettificato con D.R. n.1074 del 16.10.2001 pubblicato sulla G.U. IV serie n.87 del 2.11.2001, rettificato con D.R. n.35 del 4.03.2002 pubblicato sulla G.U. IV serie n. 23 del 22.03.2002 e composta da:
Prof. Paroli Teresa, Presidente
Prof. Molinari Maria Vittoria, Componente
Prof. Princi Giovanna, Componente
Prof. Guerrieri Anna Maria, Componente
Prof. Saibene Maria Grazia, Segretario
si è riunita per la seconda volta alle ore 10,00 del giorno 10 settembre 2002, presso i locali del Dipartimento di Studi Glottoantropologici e Discipline musicali dell Università di Roma La Sapienza.
Tutti i componenti della Commissione sono presenti.
In apertura di seduta i commissari aprono il plico trasmesso dallUniversità di Messina e prendono visione dellelenco dei candidati che hanno presentato domanda, e che sono:
Coppola Maria Augusta (associato)
Dallapiazza Michael Gottlieb (associato)
Fennell Claire Verity (associato)
Ferrari Fulvio (associato)
Händl Claudia Theresia (associato)
Per ogni candidato vengono espressi i seguenti giudizi individuali.
Candidato COPPOLA Maria Augusta
La prof. Maria Augusta Coppola è nominata nel 1964 assistente incaricato alla Cattedra di Lingua e letteratura tedesca presso lIstituto Universitario Orientale di Napoli, dove rimane fino al 1966, anno del trasferimento a Messina. Qui presta servizio come assistente volontario prima e come assistente incaricato (1968) e ordinario (1969) poi nellambito della Cattedra di Filologia germanica della Facoltà di Magistero. Nella.a. 1976/77 le viene conferito nella stessa Facoltà lincarico di Filologia germanica, disciplina della quale è nominata nel 1983 professore associato. Ancora dalla Facoltà di Magistero dellUniversità di Messina le vengono attribuiti nella.a. 1989/90 la supplenza per linsegnamento di Linguistica e, dalla.a. 1994/95 in poi, laffidamento di Storia della lingua tedesca. Dalla.a. 1999/2000 presta servizio presso la Facoltà di Lettere dellUniversità di Messina. La prof. Coppola ha soggiornato per lunghi periodi allestero per motivi di studio e, in particolare, nel quadro di un accordo culturale italo-tedesco, è stata ammessa a collaborare al progetto Mittelalterliche Bedeutungsforschung nellambito del Sonder-forschungsbereich Mittelalterforschung dellUniversità di Münster. Ha approntato numerose traduzioni, dal tedesco, di testi scientifici legati allo studio della Filologia germanica e della cultura medievale, soprattutto tedesca. Nellambito di questa attività ha anche curato un volume pubblicato nella collana Historica della Editrice Sicania di Messina. Ha collaborato al Dizionario critico della letteratura tedesca e al Lexikon des Mittelalters. E socio, dal 1990, della Società Glottologica Italiana.
Giudizi individuali
Prof. Saibene Maria Grazia
La produzione scientifica della prof. Coppola comprende studi dedicati ad opere tedesche medievali, in particolare la lirica cortese, alla produzione di Cynewulf e della sua scuola con riferimenti anche alla prosa omiletica. Il Rimario dei bispel spirituali dello Stricker (1974) offre una rassegna aggiornata sullargomento a integrazione di precedenti lavori. Nellintroduzione viene trattata questa produzione con particolare attenzione e interesse per aspetti della lingua e per la provenienza del poeta (vd. articolo 1966). A Bligger von Steinach sono dedicati due articoli. In un primo studio (1975) si definisce la produzione di questo poeta e se ne ricostruisce la figura storica attraverso una documentazione ricca e precisa. In un secondo articolo (1972) si affronta linterpretazione di unimmagine presente in uno Spruch che la studiosa non attribuisce a Bligger, ma considera più tardo. Lanalisi dei versi iniziali permette di approfondire problemi del testo e di discutere unemendazione proposta da alcuni critici. Limmagine del vetro offre poi lo spunto per fare una rapida rassegna di trattati e studi scientifici medievali. Diversi i piani di indagine ed esaustivo lo studio condotto con rigore scientifico e ampia conoscenza delle fonti. Nellambito del Minnesang sono state anche redatte voci enciclopediche su Bligger von Steinach, Dietmar von Aist e Kürenberg (1976) con attenzione a problemi discussi dalla critica. Un contributo di carattere linguistico tratta le occorrenze del termine alemanno nellopera del Manzoni (1985). Un saggio di traduzione raccoglie brani del Cristo III (1994). Nella traduzione in prosa si ricrea un effetto ritmico attraverso unaccorta resa della sintassi e delle pause. Nel saggio annesso viene concentrata lattenzione sulla contrapposizione tra le gioie dei beati e le sofferenze dei dannati. A questo riguardo si indica una probabile fonte dei motivi trattati in unomelia di Gregorio Magno a cui anche Aelfric avrebbe attinto nella composizione di due Sermoni. Ampio e ben documentato lo studio dedicato al trattato sulla falconeria di Federico II (1991/92). Dopo una prima trattazione della tradizione e dei testimoni di questa interessante opera la prof. Coppola passa a presentare i vari capitoli con un esaustivo commento dei contenuti, delle tecniche e degli obiettivi che limperatore si era prefisso. Si apprezzano le ampie conoscenze in questo ambito e la precisione con cui viene inquadrata lopera. In un articolo (1985) viene analizzata unimmagine presente nellArmer Heinrich di Hartmann. Rispetto allinterpretazione naturalistica data da alcuni critici la prof. Coppola considera invece limmagine del vetro come metafora della caducità della vita delluomo e rimanda a passi biblici e a commenti patristici. Ancora con riferimento al Cristo III abbiamo due articoli in cui viene analizzata unespressione riferita alla parusia(1988/89). Alla luce delle interpretazioni proposte dalla critica vengono discussi rimandi a varie fonti soprattutto patristiche e commentari, con particolare riguardo al Prognosticon di Giuliano da Toledo. Ampia la conoscenza delle fonti e approfondita linterpretazione del passo. Lespressione gebleod viene considerata nel secondo articolo (1989/90) in diversi testi anglosassoni: nel Cristo III, in glosse kentiche e nell Exameron di Aelfric. Esaustivo lo studio che perviene a uninterpretazione personale di questa forma. La prof. Coppola ha curato inoltre due voci su opere medioinglesi nel Lexikon des Mittelalters (1992). Nellarticolo sui Segni della beatitudine e della dannazione nel Cristo III (1996) viene data linterpretazione di un passo alla luce di varie fonti e di riferimenti a un inno di Prudenzio. In un successivo contributo (1996) la studiosa presenta uno studio lessicale sul composto synrust e sulle sue occorrenze e riconduce lespressione al motivo penitenziale. Un ultimo contributo (1999) interessa sempre il lessico e in particolare i due nomi Lucifer e Satanus accostati nel Cristo e Satana. Lo studio dimostra una buona conoscenza del testo di cui vengono discussi anche problemi di critica testuale e viene data uninterpretazione dellaccostamento dei due nomi che non ricorre in altre opere anglosassoni. La prof. Coppola ha tradotto vari saggi di Fr. Ohly e quelli sulla tipologia sono raccolti in un volume (1994) di cui ha curato lintroduzione. Ha inoltre collaborato con riviste specialistiche pubblicando recensioni e notizie.
La produzione scientifica della prof. Coppola mette in luce capacità e competenze nella ricerca filologica sempre approfondita e condotta con particolare interesse verso le fonti, ma anche nello studio del lessico allinterno dei testi studiati al fine di fondare le proprie interpretazioni attraverso questi strumenti di indagine. Per i risultati innovativi delle ricerche e le diverse tradizioni letterarie di cui si è occupata si ritiene che la candidata abbia raggiunto la piena maturità scientifica per lidoneità nel concorso in oggetto.
Prof. Guerrieri Anna Maria
La produzione scientifica che la prof. Maria Augusta Coppola fornisce ai fini della presente procedura di valutazione si articola in numerosi eterogenei contributi che, abbracciando un arco di tempo piuttosto lungo, lasciano intravedere non soltanto lassidua continuità di lavoro, ma anche il progressivo affinarsi del metodo e la sempre più precisa messa a fuoco delloggetto di studio attraverso la sua ambientazione nel pertinente contesto letterario, linguistico e storico. In particolare, i due principali filoni di ricerca, rappresentati luno dagli articoli riferibili a Bligger von Steinach, laltro dagli studi sul Cristo III anglosassone, documentano incisivamente come loriginalità dei risultati possa essere garantita, anche a giudizio della candidata, soltanto dal lavoro di restituzione e chiarificazione interpretativa del testo. Lobiettivo è raggiunto talvolta attraverso il recupero di una delle fonti dispirazione, reso possibile dalle molte dotte letture soprattutto di letteratura mediolatina, talaltra attraverso la discussione, in qualche caso persino fin troppo puntigliosa, dei risultati raggiunti dalla critica scientifica (della cui conoscenza fa fede anche limponente numero di recensioni e di schede bibliografiche presentate), talaltra attraverso lapplicazione di nuove procedure interpretative a luoghi testuali privilegiati.
In conclusione, per il grande impegno profuso, per il rigore metodologico dindagine, per gli apporti originali alle conoscenze del Medioevo tedesco e inglese, esprimo un giudizio altamente positivo sulla produzione scientifica della prof. Maria Augusta Coppola.
Prof. Princi Giovanna
La candidata si è occupata più volte di problemi attinenti al testo del Cristo III. In ... Swa þæt scire glæs. Sui segni della beatitudine e della dannazione nel Cristo III (1993-94), dopo aver vagliato le interpretazioni degli studiosi nei confronti dellinsieme e di particolari del testo, ne accosta con pertinenza il senso, oltre che ai noti luoghi neotestamentari, alla esegesi di Gregorio Magno, di Beda, di Roberto Pascasio, e a certi passi dellopera di Prudenzio, e apporta una sua originale e persuasiva spiegazione sui discussi versi 450-460, dimostrandone la piena congruenza con lintento parenetico del poemetto (quei versi riflettono il punto di vista retrospettivo dei dannati, sempre definiti come uomini benché defunti). Alcuni punti del saggio sono anticipati (sotto il titolo Le gioie dei beati) nelle pagine che seguono alla traduzione del Cristo III, per la quale la candidata dichiara di seguire il testo degli Anglo-Saxon Poetic Records, ma introduce modifiche alla punteggiatura basandosi su letture personali o di altri studiosi. Integra invece lesegesi a cui la Coppola ha sottoposto i citati versi del Cristo III larticolo Ags. synrust (del 1996). Limmagine synrust þwean (lavare la ruggine del peccato, v. 454), previa una ricerca sulle occorrenze di rust in glossari e carte anticoinglesi, viene additata in molti brani di profeti biblici sfuggiti a vari ricercatori e a un luogo dellExpositio al vangelo lucano di S. Ambrogio. In precedenza (1988-89), con La parusia nel Cristo III, la candidata ha dato una personale interpretazione di un dibattuto semiverso (v. 908) del poemetto adducendo tutta una serie di testi patristici e altomedievali, mentre con Ags gebleod (1989-90) questa ricerca è ripresa e focalizzata sulla voce in epigrafe.
Nella parte seconda del Rimario dei bîspel spirituali dello Stricker (Osservazioni sulle caratteristiche linguistiche) la candidata ripercorre le varie tappe attraverso le quali la critica, che inizialmente collocava lo Stricker in Austria, giunge a ricollocarlo nella Franconia, comprensiva delle sue tre articolazioni dialettali. Questa seconda parte è preceduta da una pubblicazione del 1966 dove lanalisi linguistica ha lo scopo di supportare la proposta di Konrad Zwierzina intesa a fare dello Stricker invece che di un austriaco un originario della Franconia, pur nella difficoltà di precisare ulteriormente la collocazione.
A proposito di una parola in un verso di un componimento attribuito a Bligger von Steinach (lincipit dà il titolo allarticolo, del 1972), la candidata dimostra la correttezza della lezione tràdita glase e respinge linvito a emendare in grase, nonostante la copia di espressioni proverbiali bibliche incentrate sulla similitudine dellerba, anzi proprio a causa dellovvietà di tale autorizzazione, che renderebbe facilior la lezione proposta. La candidata intraprende un interessante excursus attraverso parecchi luoghi di opere di letteratura, tecnica e non, dove si tratta della qualità del vetro, della sua lavorazione e di altri caratteri di questa sostanza, dai quali si trae la conclusione di una conferma di glase e la giustificazione dellinterpretazione data a p. 102. I materiali raccolti in questo studio sono riutilizzati e ampliati (con la convocazione di un brano dellExameron di S. Ambrogio) per spiegare certe varianti redazionali venute fuori con la disponibilità di un nuovo manoscritto dellopera di Hartmann von Aue (in Omnis caro foenum: sulla metafora dellerba nellArmer Heinrich, del 1985).
In Lucifer vs Satanus (del 1999) la Coppola dimostra, partendo dalle occorrenze dei due nomi in Cristo e Satana e procedendo poi nellesame in altre opere poetiche e prosastiche anglosassoni, la loro non intercambiabilità.
La diligenza di indagatrice di documenti che qualifica la candidata si manifesta anche nei riguardi del nome del minnesinger Bligger von Steinach (larticolo è del 1975). Il materiale documentario (poi riportato in appendice) è vagliato e discusso per arrivare a concludere che sotto quel nome vengono indicati ora il padre ora il figlio.
Del De arte venandi cum avibus di Federico II (saggio del 1991-92), tappa obbligata, entro la letteratura tecnica sulla falconeria, per affrontare vari problemi interpretativi del cosiddetto Falkenlied del Kürenberger, la Coppola ripercorre con informata attenzione le vicende della tradizione manoscritta nonché le sorti della sua fortuna e sfortuna, in Germania e in Italia (è probabile la conoscenza dellopera da parte del naturalista Ulisse Aldovrandi).
In uno studio apparentemente estravagante rispetto alla disciplina in concorso (Schede di lettura manzoniana, del 1984) si parla delluso delletnico Alamanni nei Promessi sposi e della consapevolezza, da parte del Manzoni, di quel che Alamanni debba designare: cosa che non stupisce conoscendo i suoi studi sui Longobardi.
Da segnalare a merito della candidata laccuratezza delle sue molte recensioni, dove si trovano inserite anche integrazioni personali (ad esempio a de Tollenaere sullelmo di Negau) e considerazioni sulla tradizione manoscritta nonché opportune citazioni di altre opere. Talvolta si tratta quasi di introduzioni a voluminose opere di consultazione (Ralf Bergmann, Verzeichniss der althochdeutschen und altsächsischen Glossenhandschriften ... , del 1973; George T. Gillespie, A Catalogue of Persons Named in German Heroic Literature [700-1600]), anche con rilievi di mancanze e omissioni, rilievi e insieme sorta di introduzioni che la Coppola fa anche altrove, recensendo manuali linguistici, repertori lessicali, elenchi di codici, anche illustrati, della tradizione di determinate opere (ad esempio per Karl Helm, Abriss der mittelhochdeutschen Grammatik, settima ed., 1973; Heinrich von Veldeke, Eneide, I, Einleitung, Text, II Untersuchungen; Handbuch der deutschen Literaturgeschichte, zweite Abteilung: Bibliographien, Hrsg. von Paul Stapf, Band 2: Michael Batts, Hohes Mittelalter, Bern-München, 1969).
Lattività culturale della candidata si è esplicata anche nella traduzione di varie opere saggistiche tedesche, nonché nella traduzione di due manuali di comune uso didattico.
La candidata, a mio giudizio, è pienamente meritevole di ricoprire una cattedra di prima fascia di Filologia germanica.
Prof. Molinari Maria Vittoria
La produzione scientifica della prof. Coppola si distingue per il rigore metodologico e la completezza della ricerca, sempre frutto di analisi approfondite ed esaustive della documentazione e della letteratura critica.
La cultura medievistica e filologica della prof. Coppola spazia al di là dei confini della disciplina, come si rileva dallo studio sul trattato De arte venandi cum avibus, dalle traduzioni di opere impegnative, come i quattro volumi di Ohly (di uno dei quali, Tipologia, è anche curatrice) e dai suoi interessi anche verso argomenti marginali rispetto alla disciplina, come lo studio sulluso e il senso del termine Alemanni in Manzoni. Si segnala inoltre la lunga e accurata attività di recensione, soprattutto per la rivista Studi medievali, alla quale collabora dal 1971. In questi lavori, anche quando corrispondono ad una funzione di alta divulgazione, emerge un punto di vista critico e personale.
I contributi di carattere propriamente scientifico vertono sui due campi della poesia medioaltotedesca e anglosassone. Nel primo ambito emerge il saggio (1972) che fornisce uninterpretazione molto approfondita e persuasiva della lirica Ich merke ein wunder..., restituendo la lettura del ms. emendata dai precedenti editori e giungendo motivatamente a mettere in dubbio lattribuzione a Bligger von Steinach; a questo si ricollega un ampio studio della documentazione storica sulla personalità del presunto autore. Dei lavori sulla lingua poetica dello Stricker, il più completo è Il rimario...(1974), un repertorio integrato da unaccurata analisi linguistica. Il pregevole articolo sul frammento E dellArmer Heinrich (1985) bene illustra il corretto metodo di ricerca della candidata, che dallanalisi di un singolo aspetto del linguaggio (qui unimmagine poetica e le sue fonti) fornisce un contributo sostanziale per una nuova lettura dellintero passo.
In campo anglosassone si evidenzia la serie di saggi sul cosiddetto Cristo III: anche qui si nota il progressivo articolarsi del discorso filologico, che utilizza lanalisi del dato particolare, indagato in tutte le sue implicazioni linguistiche e testuali, per avanzare nuove (o più approfondite) interpretazioni del testo nella sua totalità. Si vedano ad es. la ricerca lessicografica sulla voce gebleod (1989-90), nata a conferma dellinterpretazione del brano concernente la Parusia (1988-89); o i due ottimi saggi connessi tra loro sui segni della beatitudine e della dannazione (1996a e 1996b), che attraverso lanalisi dei motivi della trasparenza del corpo nel giorno del giudizio e della ruggine del peccato documentano la rilevanza del tema della confessione per linterpretazione del poema. Anche nellultimo lavoro presentato lanalisi delle occorrenze dei nomi Lucifer vs Satanus in Cristo e Satana (1999) bene illustra la funzione delluso e della collocazione delle due voci allinterno della strategia espositiva del poema.
Nellinsieme la prof. Coppola presenta una produzione quantitativamente contenuta (rispetto alla sua lunga carriera), ma di livello elevato, sorretta da un metodo di lavoro solido e rigoroso e sempre finalizzata al conseguimento di risultati originali, che ne dimostrano la piena maturità scientifica.
Prof. Paroli Teresa
La candidata presenta, ad iniziare dal 1966, una produzione ricca e piuttosto differenziata. Oltre a cinque voci per enciclopedie o lessici e ben 70 recensioni, presenta la traduzione di sei libri e di gran parte di un settimo edito in collaborazione, e 18 tra articoli e monografie. Della edizione del "Sogno della croce" con relativa traduzione, pubblicata con altri, nel 1978, non si può tenere conto in quanto non risulta indicato il contributo effettivo della candidata.
Le traduzioni, tutte dal tedesco, concernono in un primo periodo manuali classici nell'ambito della filologia germanica (Sievers, 1975; Krahe, 1976), ma poi (dal 1979 ad oggi) si avventurano, e con ottimi risultati, in campi assai più ardui concernenti la mentalità medievale, vista e ricostruita sia attraverso i testi sia nell'ambito delle arti figurative, in particolare dell'architettura gotica. La prefazione alla versione del 1994 costituisce in realtà un saggio autonomo.
La monografia sul rimario dello Stricker (1974) si connette all'articolo del 1966 sullo stesso autore; entrambi i lavori presentano un buon commento anche sul piano linguistico e filologico. Ancora al tedesco medio sono dedicati altri tre articoli: su uno "Spruch" (1972), in cui l'attenta ricerca delle fonti è in funzione della soluzione di difficoltà testuali; ad esso si collega il lavoro sulla metafora dell'erba (1985) anch'esso assai ricco sul versante dei precedenti specialmente patristici; e infine il contributo del 1975, che fornisce una ricca documentazione in vista della identificazione di una figura elusiva come quella di Bligger von Steinach.
Come una voluta e cosciente opera a margine è presentato l'articolo "Schede manzoniane" (1985), di cui però la prima parte sulle accezioni di "alemanno" nell'opera del Manzoni può rientrare nella storia della conoscenza dei popoli germanici in ambito italiano. Nato in conseguenza di una ricerca (non ancora edita) sul "Falkenlied", il lavoro sul testo latino del "De arte venandi cum avibus" di Federico II appare come opera di contorno rispetto alla disciplina in oggetto, ma comunque condotta con grande accuratezza di metodo e di indagine.
Sei articoli, tra 1988 e 1999, si occupano invece di inglese antico. Numerosi sono quelli direttamente connessi al poema "Cristo III", sulla parusia del Cristo, sulle gioie dei beati, su beatitudine e dannazione nel poema, oppure suggeriti dallo studio del medesimo componimento, come i due contributi su particolari lessemi (1989, 1996) i quali spaziano in realtà in tutto l'ambito letterario inglese antico, compresa la prosa specialmente omiletica. Con analogo procedimento l'articolo più recente (1999) prende spunto dal poema "Cristo e Satana" per unampia presentazione della distribuzione dei nomi "Lucifer" e "Satanas" nella produzione inglese antica.
La produzione della candidata si distingue per molti e diversi motivi. La precisione dell'informazione bibliografica, sempre ragionata con finezza, si lega ad un metodo assai rigoroso d'indagine; la grande sensibilità al testo e ai suoi problemi che sono trattati con prudenza e sapienza; la vastità della cultura di base e di letture anche non strettamente tecniche si uniscono all'alto livello dell'esposizione in un ottimo italiano giocato con accortezza su vari livelli. Ma soprattutto i contributi della candidata non hanno nulla di "occasionale", ma si susseguono secondo precise linee di interesse e di ricerca, passando da un problema ad un altro che il precedente ha messo in evidenza. L'atteggiamento intellettuale della candidata rispecchia, quindi, quello di una vera studiosa, che ha pienamente non solo raggiunto ma superato quel livello di maturità scientifica richiesto dal concorso in oggetto.
Candidato DALLAPIAZZA Michael Gottlieb
Il prof. Michael Gottlieb Dallapiazza è docente incaricato di Filologia tedesca presso lUniversità di Francoforte sul Meno nel 1982, è professore a contratto di Storia della Lingua tedesca presso lUniversità di Genova nella.a. 1982/83, è lettore di madrelingua tedesca del DAAD presso lUniversità Ca Foscari di Venezia nella.a. 1983/84. Dal 1988 è professore associato di Filologia germanica presso lUniversità di Trieste. Tiene la supplenza di Filologia germanica negli anni accademici 1988/89 e 1989/90 presso lUniversità Ca Foscari di Venezia e dalla.a. 1991/92, e per i quattro anni successivi, presso la Facoltà di Magistero dellUniversità di Trieste. Dal 1° novembre 1996 è professore associato di Filologia germanica presso la Libera Università di Urbino. Collabora a più riviste specialistiche: della rivista Prospero è membro del comitato scientifico. Insieme ad altri studiosi è direttore della collana Studi Tergestini sul Medioevo (fino al 1995), della collana Hesperides, di La letteratura tedesca medievale e di Medioevo tedesco. Studi e testi. Collabora a Die deutsche Literatur des Mittelalters. Verfasserlexikon (Berlin New York).
Giudizi individuali
Prof. Saibene Maria Grazia
Il prof. Dallapiazza presenta una produzione che riguarda prevalentemente la letteratura tedesca medievale, anche nella fase più tarda. Limpostazione delle ricerche persegue più obiettivi della critica letteraria che dellindagine filologica e linguistica dei testi medievali, se si eccettua lo studio del lessico del Physiologus antico alto-tedesco (1988) che porta a ipotizzare due diversi autori per le due parti della versione più antica. Una parte delle pubblicazioni è incentrata su tematiche riguardanti il matrimonio nel Medioevo e il ruolo della donna nella conduzione domestica. Nella monografia Minne, husere und das ehlich leben (1981) Dallapiazza affronta queste tematiche nello studio di opere tardomedievali, tra cui lAckermann aus Böhmen e il Ring di Wittenwiler. Lo studio è condotto con ampiezza di riferimenti e tenendo conto delle trasformazioni avvenute nel contesto storico-culturale rispetto al periodo cortese. Allo stesso ambito di ricerca fa riferimento un contributo (1994) in cui si confrontano alcuni trattati medievali sulla conduzione della casa con opere poetiche che evidenziano nuove posizioni e concezioni soprattutto relativamente alla posizione e alla funzione della donna nel matrimonio. In due contributi vengono presentati un trattatello sul matrimonio (1983) e una Ehelehre sveva del XV secolo (1984). Una antologia presenta la traduzione di testi di trattati didattici medievali sul matrimonio con un breve saggio di carattere storico-culturale (1984). Il rapporto uomo-donna viene considerato in opere medievali a confronto: in un articolo (1990) si indaga questa tematica nel genere del romanzo arturiano (Chrétien, Hartmann e Wolfram) e ancora attraverso alcune figure femminili in Wolfram e Chrétien (1997) per le quali si sostiene una nuova concezione del poeta tedesco e una sua autonomia rispetto a Chrétien; per lepoca tardomedievale vengono considerati questi rapporti per quanto riguarda lamore, il matrimonio e la vita domestica (1996/97). Al Parzival di Wolfram è dedicato un articolo (1985), in cui viene posta in risalto la peculiarità della figura di Cundrie rispetto allideale cortese di bellezza femminile. Il prof. Dallapiazza si è dedicato anche allo studio della ricezione e tradizione in Germania di alcune opere del Boccaccio e in una monografia presenta una rassegna dei principali manoscritti (1988). Due articoli sono dedicati a due opere del Boccaccio: nel primo esamina la diffusione del De claris mulieribus (1987) considerando i diversi ambiti e destinatari e nel secondo studia le caratteristiche della rielaborazione del De casibus virorum illustrium (1987) tramandata in un manoscritto tedesco evidenziando le diverse finalità didattico-morali rispetto alloriginale. Per quanto riguarda la ricezione di queste opere sottolinea la funzione avuta da Norimberga (1991), quale centro di produzione e diffusione di opere a stampa e considera diversi ambiti a cui può essere riportata la ricezione delle opere del Boccaccio (1992/93). Ha inoltre curato due volumi della Storia della letteratura tedesca medievale, il primo dedicato allepica cortese attraverso i tre principali autori (Hartmann, Wolfram e Gottfried) (1995), mentre il secondo volume tratta con ampiezza di riferimenti critici e con approfondimenti relativi al contesto storico-culturale le opere della letteratura tedesca intorno al 400 (1997). Il prof. Dallapiazza ha inoltre curato lintroduzione al testo tradotto del Titurel di Wolfram, in cui colloca lopera nel contesto letterario e ne discute alcune interpretazioni proposte dalla critica. Una sola pubblicazione riguarda la letteratura inglese medievale e in particolare Sir Perceval of Galles che viene confrontato con opere di altre tradizioni e di diverse epoche per evidenziarne alcuni aspetti peculiari(1992). Il prof. Dallapiazza ha collaborato con diverse riviste (Mediävistik, Germanistik, Prospero, Arcadia).
Nel complesso la produzione scientifica rivela unampia e approfondita conoscenza della letteratura tedesca medievale considerata a livello di critica letteraria con contributi anche originali e ben strutturati. Tenuto conto però dei pochi studi di carattere linguistico e filologico-testuale e dellinteresse prevalente per una sola tradizione letteraria germanica si ritiene che i titoli presentati siano solo in parte pertinenti con lambito disciplinare della valutazione comparativa in oggetto.
Prof. Guerrieri Anna Maria
La produzione scientifica del prof. Michael Gottlieb Dallapiazza è fortemente incentrata sulla tradizione letteraria tedesca medievale, allinterno della quale vengono privilegiati temi e testi attinenti alla letteratura didattica del tardo Medioevo e del primo Umanesimo. In particolare, il tema dellamore coniugale e dei precetti matrimoniali, anche nei suoi risvolti storico-culturali, è alla base di più pubblicazioni, tra le quali spiccano una monografia, originariamente tesi di dottorato, e le edizioni di due trattatelli del XV sec. Anche il problema della ricezione e della diffusione delle opere del Boccaccio in Germania è oggetto di pari attenzione, come testimoniano i numerosi articoli e il catalogo dei manoscritti contenenti opere del Boccaccio conservati in biblioteche di paesi di lingua tedesca. Suscita maggiore attenzione lo studio sul lessico del Fisiologo alto-tedesco antico, che, peraltro, per ragioni di cronologia e per la più spiccata impronta linguistica, rimane espressione di un interesse scientifico del tutto isolato. In effetti, i vari contributi, insieme alla lodevole assiduità di studi, mettono in luce, per impostazione metodologica, conoscenze bibliografiche e qualità degli obiettivi di ricerca, competenze sicure nellambito della storia letteraria tedesca, competenze che, del resto, trovano la loro più sistematica espressione nei volumi dedicati luno allo studio della lirica di Oswald von Wolkenstein, dellAckermann aus Böhmen, del Ring di Wittenwiler, laltro allepica cortese.
Prof. Princi Giovanna
Fra i libri propri del candidato (si veda lelenco delle pubblicazioni presentate) solo Der Wortschatz des althochdeutschen Physiologus (1988) è da ritenersi di stretta pertinenza alla disciplina messa a concorso. Gli altri libri (nonché i contributi manualistici) lo mostrano piuttosto studioso di letteratura e cultura tedesca medievale, anche sotto il profilo comparatistico. Lo stesso si dica dei numerosi articoli (se ne vedano i titoli nel medesimo elenco) che trattano di mistici, di moralità e mentalità matrimoniali (tema prediletto dal Dallapiazza), di ricezione di opere del Boccaccio, del tipo di pubblico dei romanzi arturiani, di problemi di estetica letteraria (in relazione al Parzival di Wolfram von Eschenbach), segnalano un manoscritto di Seuse presso la Biblioteca Laurenziana e pubblicano due trattatelli inediti sul matrimonio da due codici (Cgm 756 e 757) della Bayerische Staatsbibliothek di Monaco (ma in apparato al testo figurano solo note esplicative e non le consuete lezioni dubbie e comunque non accolte nel testo, di tradizione unitestimoniale).
Esprimo il convincimento che la produzione del candidato, per quanto copiosa e di buon livello, non sia di interesse specifico (se non forse per un paio di titoli) per la Filologia germanica e che il loro consono obbiettivo concorsuale riguardi invece la Letteratura tedesca medievale.
Prof. Molinari Maria Vittoria
Il prof. Dallapiazza presenta una produzione copiosa, che risponde a interessi (sia di carattere scientifico che divulgativo) rivolti quasi esclusivamente allambito della letteratura tedesca di epoca cortese e tardomedievale. Fanno eccezione il lavoro sul Fisiologo altotedesco antico (1988), un repertorio lessicale con conclusioni prudenti sul problema del doppio autore della traduzione, e il contributo su Sir Perceval of Galles (1992).
Uno degli ambiti di ricerca più frequentati e proficui, soprattutto agli inizi dellattività scientifica del candidato, è la letteratura didattica dal tardo medioevo allumanesimo, e più in generale i testi che documentano levoluzione e listituzionalizzazione del ruolo femminile e della morale matrimoniale nella società dal XIII al XV sec. A questo filone dindagine sono dedicati una dissertazione, Minne, hûsêre... (1981), uno dei lavori più pregevoli tra quelli presentati, che ripercorre il tema del ruolo sociale della donna nella poesia e nella letteratura didattica, e alcuni articoli, tra cui due edizioni di manoscritti inediti (Ein püechel von der regel... 1983, Eine schwäb. Ehelehre... 1984), fino al breve, ma stimolante saggio del 1994 e al successivo del 1996/1997.
Un secondo filone dinteresse è rappresentato dalla ricezione della cultura letteraria italiana (il Boccaccio, in particolare) nel primo umanesimo tedesco; a questo tema, molto interessante, seppur marginale rispetto alla disciplina, sono dedicati un repertorio dei mss. presenti nei territori di lingua tedesca e cinque saggi su problemi particolari inerenti alla diffusione e destinazione delle opere del Boccaccio.
Altri cinque contributi riguardano il romanzo cortese, a partire dal saggio Häßlichkeit und Individualität... (1985), dedicato al personaggio di Cundrie nel Parzival e al suo significato nel romanzo rispetto alla fonte, fino a quello del 1997 (Antikonie...) che, privo di riferimenti critici, resta ad un livello descrittivo. Dei due volumi a carattere divulgativo, il secondo e il decimo dellopera prevista in dodici volumi dedicata a La letteratura tedesca medievale, il primo, Lepica cortese, che si propone la trattazione di un materiale troppo copioso e rilevante, non sfugge ad una certa superficialità, mentre La letteratura intorno al quattrocento risulta più personale e stimolante nella felice scelta di tre realtà letterarie particolarmente significative per una rappresentazione evocativa dellepoca.
Nellinsieme la produzione del prof. Dallapiazza appare pregevole e utile, soprattutto per quanto riguarda il primo periodo della sua attività, e in particolare il filone di interesse concernente la letteratura didattica e i primi contributi sul romanzo cortese, mentre alcuni degli ultimi lavori presentati indulgono maggiormente alla prospettiva divulgativa. In generale la metodologia di lettura utilizzata nella maggior parte dei suoi lavori risulta coerente con interessi di tipo storico-culturale e sociologico e perciò legata più allanalisi dei contenuti (in opere letterarie e non) che alla puntuale analisi testuale e linguistica caratteristica del vero e proprio approccio filologico.
Prof. Paroli Teresa
La produzione del candidato, che ha inizio nel 1981, è scritta in tedesco o tradotta da altri in italiano, si muove solo nell'ambito del tedesco, tra basso medioevo e rinascimento, e si può suddividere in tre campi d'interesse.
Il primo consiste nel tema della prassi e dell'etica dell'ambito familiare specialmente considerata secondo la relativa trattatistica dal tardo medioevo fino ad oltre il '500; a tale argomento è dedicato il primo volumetto (1981), l'edizione di un breve testo (1984), e ben sei articoli (1983, 1984, 1994, 1995, 1996/7, 1997), assai spesso ripetitivi.
Sulla ricezione di Boccaccio in Germania, il candidato presenta un elenco ragionato di manoscritti (1988), e quattro articoli tra 1987 e 1992; si tratta di una tematica che sembra maggiormente congrua con l'italianistica che con l'ambito disciplinare del concorso in oggetto.
Di epica cortese si occupano un volumetto di rapida storia letteraria, una breve introduzione ad una versione fatta da altri, e tre articoli, dato che anche l'unico (1992) che tratta di una produzione medio-inglese ha stretti contatti con un materiale fondamentalmente tedesco. Infine, alla letteratura tedesca attorno al 1400 è dedicato un volumetto di taglio compilativo.
L'unico contributo sul tedesco antico si limita ad un glossario del "Physiologus" (1988).
Risulta evidente che gli interessi del candidato sono fondamentalmente letterari, si muovono esclusivamente nell'ambito del tedesco e unicamente tra basso medioevo e rinascimento. La sua produzione sembra quindi rispondente a discipline diverse da quelle comprese nel gruppo oggetto del presente concorso.
Candidato FENNELL Claire Verity
La prof. Claire Verity Fennel è assegnataria nel 1969 di una borsa di studio annuale presso lIstituto di Filologia germanica della Facoltà di Lettere e Filosofia dellUniversità di Bologna, Facoltà presso la quale tiene, negli anni accademici 1971/72 e 1972/73, un corso di Filologia germanica a titolo gratuito. Nella.a. 1972/73 è incaricata di Lingua inglese presso la Facoltà di Scienze Politiche dellUniversità di Bologna. Dal 1° gennaio 1973 al 31 ottobre 1984 è lettore ordinario di Lingua e letteratura inglese presso la Facoltà di Magistero dellUniversità di Bologna. Dal 1° novembre 1973 è incaricata di Filologia germanica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dellUniversità di Bologna, dove diventa
stabilizzata dal 1° novembre 1974. Nel 1980 consegue il Ph.D. in Letterature medievali comparate allUniversità ebraica di Gerusalemme. Ha lavorato dal 1982 al 1991 presso gli Istituti Italiani di Cultura di Monaco di Baviera, di Addis Abeba e di Cracovia. Nel 1985 è nominata professore associato di Filologia inglese: dal 1991 al 1996 è professore associato di Filologia inglese presso lUniversità di Bologna, dal 1996 è professore associato di Filologia germanica presso lUniversità di Trieste.
Giudizi individuali
Prof. Saibene Maria Grazia
La prof. Fennell presenta in traduzione italiana due opere della letteratura inglese medievale di cui ha curato anche il commento: Il gufo e lusignolo (1994) e Sir Tristrem (2000). La prima viene inquadrata per quanto attiene al genere letterario e analizzata nella struttura e per singoli motivi. Lanalisi offre materiale per una lettura critica e riscontri filologici. Nel saggio introduttivo al Sir Tristrem viene considerata la tradizione della materia del Tristano, le principali versioni come pure aspetti peculiari e controversi della rielaborazione medioinglese. Linterpretazione punta a rivalutare lopera inglese e a spiegare certe incongruenze attraverso la genesi della composizione e gli intenti del poeta.
Tra gli articoli pubblicati tre affrontano problemi legati al lessico anglosassone. Una breve nota sul nome runico eoh (1981) e una rassegna della differente resa dei termini lat. conversio e conversatio nelle traduzioni in inglese e tedesco antico e medio della Regola di S. Benedetto (1983). Infine sulla base di due passi del Beowulf e dei versi iniziali del Wanderer si analizzano termini che significano nuotare e remare nei diversi contesti (2000). La prof. Fennell ha inoltre trattato un episodio del Tristano riferito alla caccia e alla tecnica di sezionare il cervo sia nellopera di Gottfried (1984a) (1984b) che in testi francesi e inglesi (1982). Apprezzabile la comparazione dei brani letterari con trattati che hanno permesso di far luce su passi oscuri e di precisare il significato di termini del lessico specialistico. Con la proposta di revisione dellordine dei versi nellepisodio dellopera di Gottfried (1984b) vengono chiarite alcune incongruenze nel procedimento, ma forse si doveva tener maggiormente conto delle specificità e delle esigenze del testo poetico. Alcuni contributi prendono spunto da Il gufo e lusignolo. Una breve nota (1995) e il saggio Luxuria and its branches (1996), in cui viene fatta una rassegna di opere e di autori che hanno affrontato nel Medioevo la definizione di questo peccato con particolare riferimento al De virtutibus di Alano. Corrispondenze con questo autore vengono riscontrate in un passo della tenzone tra il gufo e lusignolo (1998) alla luce anche della trattatistica sui peccati e in particolare sulla lussuria. Uno studio (1999) è dedicato ai costumi alla corte di William Rufus, sulla base di cronache del tempo e con riferimento a trattati sulla morale. In un articolo (1996) viene interpretato il testo dellExeter Book noto come Resignation. Il tema dellesilio è centrale in questo testo come nelle elegie anglosassoni e vengono indagate le cause e le forme in cui si realizzava lallontanamento o lespulsione di un individuo dalla società nel mondo germanico. Linterpretazione del testo mira a ricostruire una figura e una vicenda biografica per concludere che vi possono essere riferimenti al vescovo Wilfrid di Northumbria.
La produzione della prof. Fennell è incentrata su specifici temi ed opere della letteratura inglese medievale con particolare attenzione ad aspetti storico-culturali e ad ambiti tecnici. Lindagine filologica è applicata allinterpretazione di passi e alla ricerca delle fonti nelle opere oggetto di studio . Buoni nel complesso i risultati raggiunti, anche se vengono soprattutto analizzati testi della letteratura inglese medievale.
Prof. Guerrieri Anna Maria
La produzione scientifica della prof. Claire Fennel attiene, in larga misura, a vari aspetti della cultura inglese medievale. Linteresse squisitamente letterario si lega allattenzione per la storia delle idee, spesso nel dichiarato intento di ricostruire il back-ground storico-culturale indispensabile per la corretta interpretazione del dato testuale. Si spiegano in questa ottica, ad esempio, gli studi sul motivo del breaking of the deer nelle versioni del Tristano nelle varie lingue germaniche, le cui specificità terminologiche avrebbero meritato, comunque, più attenta considerazione, visto il peso dei tecnicismi nella descrizione di una procedura tanto particolare. Del più puro interesse letterario sono, invece, testimonianza le due traduzioni Il gufo e lusignolo e Sir Tristrem corredate da ampie introduzioni. In generale, la prof. Fennell, anche grazie alluso garbato delle letture bibliografiche, dimostra di avere buone capacità argomentative: non mancano però i casi in cui nel fervore della dimostrazione sembra perdere la chiarezza del giudizio e sfruttare il dato documentario per interpretazioni del tutto soggettive.
Prof. Princi Giovanna
Degli undici articoli presentati dalla candidata solo tre appaiono più strettamente attinenti alla disciplina messa a concorso.
In On the Attribution of the Rune Name eoh to the Letter g [yogh] (1981), dopo una rassegna delle lettere dellalfabeto anticoinglese derivate da rune e dei relativi appellativi, si giunge alla ragionevole, e peraltro non nuova, conclusione espressa dal titolo.
Age Mec: A Reconsideration of Exeter Book 117v-119r (1996) si dilunga sui vari tipi di esilio partendo dal diritto romano, sullesilio come penitenza e sulle interazioni fra leggi e penitenziali, ma non mi sembra che faccia emergere con chiarezza, attraverso labbondanza delle citazioni da chi si è occupato del passo in esame, la propria personale proposta.
Did the anhaga swim home? The case of Beowulf and the anonymous hero of Exeter Book, folios 76v-78r (2000) tradisce un po le aspettative suscitate dal titolo. È corretta lanalisi del significato di alcune parole anticoinglesi, ma non si capisce bene lattinenza del passo di Saxo, mentre dal confronto tra il Beowulf e il Wanderer il nuotare del primo e il vogare del secondo restano assodati, come vuole la vulgata degli interpreti.
Altri articoli riguardano testi medioinglesi e mediotedeschi. Tre di questi si occupano delle descrizioni delle tecniche della macellazione del cervo, in particolare in un passo del Tristano di Goffredo di Strasburgo ma, in prospettiva comparatistica, con ricca convocazione di opere anticonordiche, anticofrancesi e medioinglesi.
Due articoli (uno è in realtà una breve nota) sono rivolti ad alcuni versi del medioinglese The Owl and the Nightingale. Vi si convocano Alano da Lilla e Agostino in punti dove si discute di sessualità lecita e illecita o si propone di vedere in flok una allusione ai greggi di porci allora allevati e alle risse e contumelie consuete tra porcari (ma il richiamo allEditto di Rotari appare alquanto fuori luogo).
Nelle sei pagine dellarticolo I termini conversio e conversatio nella Regula Sancti Benedicti e la loro traduzione in antico e medio inglese e in antico e medio alto tedesco (1983) la candidata tratta della cronologia e della collocazione dialettale di tali termini e ribadisce la impossibilità delloperazione per quanto concerne lambito medioaltotedesco.
Due articoli sono di taglio genericamente definibile storico-culturale. In Luxuria and its branches (1996) elenca opere in cui si mettono in ordine e si commentano i sette peccati capitali. Inizia da Gregorio Magno (che per primo redige una lista di sette, ma aggiungendovi la superbia), retrocede a S. Agostino e prosegue succintamente con Rabano Mauro, Pietro Lombardo, Burcardo di Worms, Alano da Lilla, Magister Serlo, Bartolomeo di Exeter (il tema della sessualità sarà ripreso, due anni dopo, con intenti più circoscritti, in un sopra menzionato articolo su un passo di Il Gufo e lUsignolo). The Degenerate Morals and Fashions of Anglo-Norman Society at the Turn of the Eleventh and Twelfth Century: Interpreting the Sources riprende una lezione universitaria (tenuta negli USA nel 1998) e tratta didatticamente di abitudini sessuali e di atteggiamenti verso di esse.
Sono della Fennell anche le traduzioni, con originale a fronte, di due opere medioinglesi: Il Gufo e lUsignolo e Sir Tristrem, provviste entrambe di una introduzione propedeutica (assai ampia nella prima) rispettivamente al genere della disputatio e alle vicende della fabula tristaniana. I testi inglesi riproducono rispettivamente ledizione Stanley e ledizione Kölbing. Nella nota informativa alla riproduzione dei due testi si danno notizie sui manoscritti e si fa qualche cenno alla lingua e alla metrica. È indubbia lutilità di queste due pubblicazioni per i corsi universitari.
In conclusione la produzione scientifica della candidata appare in parte non completamente pertinente e nel complesso non ancora adeguata a una cattedra universitaria di prima fascia di Filologia germanica.
Prof. Molinari Maria Vittoria
Nella produzione scientifica della prof. Fennell si riconoscono due distinti periodi di attività: 81-84, anni a cui risalgono le prime cinque pubblicazioni presentate, e 94-00 in cui vengono presentati gli studi più recenti. Gli interessi della studiosa si muovono precipuamente nellambito dellinglese medio e antico.
Nel primo periodo si segnalano uno studio (1981) di runologia anglosassone che rivela buone capacità di analisi in campo grafico-fonologico e una serie di tre articoli (1982, 1984a, 1984b) che esaminano in più testi, soprattutto nellambito della letteratura cortese medioinglese e medioaltotedesca, brani che concernono la descrizione analitica della tecnica di sezionare le carni del cervo. In questi lavori, affrontati in una dimensione comparatistica, si passa dallanalisi, inizialmente dominante, del dettaglio di contenuto, per giungere a proposte di chiarificazione del valore denotativo di elementi lessicali problematici. La proposta di modifica dellordine dei versi nel Tristano di Gottfried (1984b) non persuade, in quanto basata solo sul confronto con testi tecnici e non sullanalisi di esigenze di coerenza interna a livello poetico.
La produzione scientifica della prof. Fennell riprende nel 1994 con la pubblicazione per la Biblioteca medievale della traduzione del poemetto medioinglese The Owl and the Nightingale. Lintroduzione delinea, seppur sinteticamente, le problematiche essenziali inerenti incroci di generi e motivi, ma appare più attenta a elementi di contenuto e struttura che ad un inquadramento storico-culturale. La traduzione è corretta e scorrevole, con qualche tentativo di riprodurre elementi del ritmo e della rima. Il testo a fronte è ripreso dalledizione di E.G. Stanley senza ulteriore commento testuale. La collocazione culturale dello stesso testo è indagata in un breve saggio più recente (1998), che mette in relazione alcuni spunti presenti nel poemetto con il pensiero clericale coevo rispetto alla definizione del peccato di lussuria.
Nella recente traduzione del Sir Tristrem (Biblioteca medievale, 2000), testo non facile né dal punto di vista metrico, né da quello della struttura narrativa, la candidata padroneggia disinvoltamente il difficile compito di sintetizzare in unintroduzione di poche pagine le molteplici questioni presentate dallimmensa materia tristaniana, seppur con alcune sproporzioni e tratti impressionistici. Anche qui la traduzione, condotta sul testo edito da E. Kölbing, è sciolta e gradevole; il commento è di tipo esclusivamente contenutistico.
Tra gli ultimi saggi presentati, si collocano a parte i due (del 1996 e 1999) condotti esclusivamente su documenti latini; si segnalano invece il lavoro sul testo anglosassone Resignation (1996), riletto alla luce di una apprezzabile definizione critica del concetto di elegia in ambito anglosassone, ma sbilanciato verso il tentativo di definire dal punto di vista storico-biografico la personalità del parlante, che viene riconosciuto in Wilfrid di Northumbria; e infine lultimo contributo (2000) che analizza lambiguità semantica tra i concetti di nuotare e remare attraverso la rilettura di tre passi poetici anglosassoni, deducendone non tanto la presenza di un tema tradizionale diffuso nella poesia epico-eroica germanica, quanto una difficile ricostruzione nellambito dei realia. Anche in questi ultimi lavori si manifesta linteresse della prof. Fennell per gli elementi storici e i dettagli di contenuto, a volte a scapito di una prospettiva di analisi globale del testo. Negli ambiti che riscuotono maggiormente il suo interesse, la prof. Fennell raggiunge tuttavia nel complesso alcuni buoni risultati attraverso un corretto metodo di analisi; ma manca ancora nella sua produzione un lavoro (o un ambito di lavoro) di maggior impegno filologico e testuale, che possa documentarne la completa maturità scientifica.
Prof. Paroli Teresa
La candidata presenta, a partire dal 1981, 11 articoli e due traduzioni. Alcuni articoli trattano di argomenti vari e sparsi, come il nome di una runa (1981), la resa di due termini nelle versioni tedesche e inglese della Regula Benedicti (1983), la considerazione di un binomio in un poemetto inglese antico (1996), un parallelo tra passi del Beowulf e dello Wanderer (2000); si tratta per lo più di rassegne, spesso troppo rapide, basate su studi precedenti, cui non si aggiunge nulla di particolarmente significativo.
Altri articoli, sempre su temi estremamente specifici, sono riconducibili a due gruppi: tre articoli sono dedicati alla divisione del cervo in testi medio-inglesi (1983) e medio-tedeschi (1984); e altri tre (1996, 1998, 1999) si occupano della lussuria, nell'ambito della morale sessuale, in testi medio-inglesi con menzione di alcune fonti teologiche latine.
Gran parte degli articoli dei due gruppi, ora citati, sembrano inoltre non più che note a margine rispetto alle due versioni dal medio inglese, pubblicate con introduzione e brevi note, negli anni 1994 e 2000; il testo dei due poemi tradotti è riprodotto da edizioni critiche altrui senza alcun intervento della traduttrice.
Candidato FERRARI Fulvio
Il prof. Fulvio Ferrari è nominato nel 1992 ricercatore per il raggruppamento L23 presso lUniversità di Trento, dove in seguito opta per il raggruppamento L20A (Filologia germanica). Nella.a. 1995/96 ottiene laffidamento dallUniversità di Padova per Lingua e letteratura olandese e fiamminga e dallUniversità di Trento per Filologia germanica, affidamento questultimo che gli viene rinnovato anche negli anni successivi. Dal 1° novembre 1998 è professore associato di Filologia germanica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dellUniversità di Trento. Dal 2000 fa parte del Nucleo di valutazione dellUniversità di Trento. Dalla.a. 1998/99 fa parte del Collegio dei Docenti del Dottorato Narratività e letterature comparate, con sede amministrativa a Trento. Partecipa con relazioni a più convegni e giornate di studio: ancora presso lUniversità di Trento organizza nel 1994 un convegno di studi scandinavi, di cui cura anche la pubblicazione degli Atti (Viaggi e viaggiatori nelle letterature scandinave medievali e moderne, Trento 1995), e nel 1996 due giornate di studio sul tema Tra edificazione e piacere della lettura: le vite dei santi in età medievale, i cui contributi (Trento 1998) pubblica in collaborazione. In collaborazione cura anche la pubblicazione del volume Teoria e pratica della traduzione nel medioevo germanico, Padova 1994. E responsabile locale del progetto di ricerca biennale cofinanziato dal MURST e coordinato con le Università di Bergamo, Venezia e Udine dal titolo La modernizzazione del testo medievale. Problemi di ricezione e di traduzione. E membro dellAssociazione Italiana di Filologia germanica, dellAssociazione culturale Classiconorroena e dello Svenska Fornskriftsällskapet. Fa parte dei comitati di redazione delle riviste Studi nordici e Osservatore Critico della Germanistica.
Giudizi individuali
Prof. Saibene Maria Grazia
Nellambito della sua attività di traduttore (dal: tedesco, nederlandese, svedese, norvegese e danese) il prof. Ferrari ha tradotto e curato la pubblicazione di due saghe: la Saga di Oddr larciere (1994) e la Saga di Egill il Monco (1995). Nel saggio introduttivo della prima saga analizza, oltre alla struttura, le diverse componenti del testo che richiamano sia antiche tradizioni che aspetti riconducibili alla rielaborazione cristiana della materia. Fine largomentazione critica che rivela lapprofondita conoscenza di questo genere di testi e la padronanza degli strumenti metodologici. Nellintroduzione alla Saga di Egill viene proposta una distinzione delle saghe in vari gruppi per poi inquadrare il testo in esame in base alle sue caratteristiche. Sono messi in luce anche collegamenti con altri episodi e paralleli in fonti diverse che portano alla conclusione che il testo presenta più racconti collegati fra loro da rimandi interni. La Storia di re Carlo e di Elegast (1994) presenta la traduzione di un testo poetico nederlandese medio. Ottima la traduzione che permette una buona leggibilità del testo italiano pur nella fedeltà al testo di partenza. Il saggio introduttivo offre una ricostruzione molto attenta dei rapporti fra le varie opere (francesi, nederlandese, tedesche, una saga nordica) che propongono questa storia e appare ben fondata su argomenti sia di carattere filologico-testuale che relativi alla produzione letteraria nelle diverse aree e ai diversi generi letterari. Il prof. Ferrari avanza anche lipotesi di un testo limburghese sulla cui base sarebbero state redatte sia la versione nederlandese che quella tedesca. Unartistica rappresentazione di Esmoreit, figlio del re di Sicilia presenta ledizione critica del testo rivista alla luce della ricerca svolta e la traduzione italiana che ha una veste di grande scorrevolezza e di aderenza alloriginale. Il saggio introduttivo affronta vari problemi offrendo unampia documentazione critica e una discussione delle interpretazioni proposte. Viene affrontata la definizione del genere letterario e la descrizione del codice che tramanda il testo e vengono ben delineati il contesto storico-culturale e la destinazione del testo teatrale per la rappresentazione. Al di là di ipotesi critiche che mirano a una ricostruzione in astratto lo studioso considera il testo quale ci è pervenuto e offre un valido contributo sia per la conoscenza del teatro nederlandese medievale che per lo studio dellopera. Approfondisce la struttura e la funzione delle parti come pure lo stile e procede anche a uno studio delle fonti. Il prof. Ferrari esamina vari elementi di diverse tradizioni, come quelli che riportano al romanzo cavalleresco, alla tradizione folklorica e alla fiaba e conclude che la funzione dellopera teatrale sarebbe stata essenzialmente quella di offrire a un pubblico cittadino modelli di comportamento senza trascurare però la funzione di intrattenimento. La pubblicazione dimostra la competenza filologica, la serietà della ricerca e la padronanza delle tecniche di traduzione di un testo medievale e raggiunge risultati davvero apprezzabili. Nellarticolo Da Valentin a Falantin (1994) viene esaminata una traduzione svedese di un romanzo in basso-tedesco medio Valentin unde Namelos. Dopo una rassegna delle varie redazioni e dei testimoni delle due versioni si passa a considerare il lavoro del traduttore e i suoi interventi a livello metrico e stilistico; sono individuati i procedimenti applicati alla rielaborazione svedese con riferimento anche ai diversi intenti e alle aspettative del pubblico. Una rassegna delle traduzioni italiane di testi in antico nordico (1998) permette di evidenziare il mutare nel tempo degli interessi e obiettivi di editori e traduttori in Italia. La ricostruzione a livello storico e biografico della figura di Jacob Graberg (1997) mette in luce gli interessi di questo studioso svedese per quanto concerne le antichità e lorigine delle popolazioni nordiche e la figura di Odino. Un articolo ripropone lo studio della Saga di Egill (1997) in particolare per quanto riguarda lepisodio riconducibile alla fiaba di Polifemo. La ricerca spazia da fonti letterarie allambito folklorico e delle fiabe fino a ipotizzare uno stretto legame tra il testo della saga e una fonte latina, il Dolopathos. La ricerca è quanto mai attenta a cogliere somiglianze e differenze tra le diverse opere e la tesi proposta è che lautore della saga si sia avvalso di motivi di diversa provenienza, ma che il testo sia da inquadrare come opera letteraria piuttosto che essere ricondotto alla tradizione orale. Sulla base della Þorsteins Saga (1994) viene affrontato il problema della classificazione delle saghe e viene messa in luce nel caso particolare linstabilità della saga che a seconda degli episodi assume marche di genere diverse con conseguenti differenti scelte da parte dellautore. Uno studio di carattere storico-culturale è presentato a proposito della Gutasaga (1997), in cui sia il motivo del fuoco apotropaico come pure il serpente legato alla fertilità e allabbondanza vengono analizzati per la Scandinavia e i Longobardi. Alla Knytlinga Saga (1998) è dedicato uno studio in cui viene indagata linfluenza dei modelli agiografici nella storiografia norrena con particolare riguardo per la figura di Knutr Sveinsson. Il motivo del viaggio nelle Fornaldarsogur e nelle Riddarasogur originali (1995) definisce questi due tipi di saghe sulla base dello stile e di diverse componenti. Lo stile delle Riddarasogur si avvicina infatti a quello delle opere cortesi e delle fiabe nel senso di una maggiore astrattezza rispetto alle Fornaldarsogur, ma lo studioso conclude in modo chiaro e documentato nel senso che non si possono ipotizzare due diversi generi di saghe, ma piuttosto una presenza di elementi di diversa provenienza in uno stesso testo.
La produzione scientifica del prof. Ferrari evidenzia lampia conoscenza di testi di diverse tradizioni, il rigore del metodo di analisi e loriginalità dei risultati raggiunti nellinterpretazione dei testi e nellindagine dei relativi contesti storico-culturali per cui si ritiene che il candidato abbia raggiunto la piena maturità scientifica per lidoneità nel concorso in oggetto.
Prof. Guerrieri Anna Maria
La produzione presentata dal prof. Fulvio Ferrari mette in luce una personalità scientifica chiaramente definita nella peculiarità e molteplicità delle sue competenze. Il preminente interesse per la letteratura scandinava medievale si coniuga con lattenzione per tradizioni, come quella basso-tedesca media e nederlandese media, che rappresentano, per ragioni di lingua e di cronologia, ambiti dindagine poco frequentati in Italia. Le conseguenti iniziative editoriali, che bene soddisfano le esigenze dellalta divulgazione, non prescindono dallacquisizione dei risultati scientifici, cui può pervenire soltanto una indagine filologicamente corretta. In questo senso è da apprezzare che, di volta in volta, il prof. Ferrari si preoccupi di individuare le coordinate critico-testuali cui riferire le opere studiate, che esibisca una sicura padronanza di temi e di procedure formali allinterno della complessa realtà costituita dalla letteratura medievale germanica e non, che dimostri di possedere quel dominio della bibliografia che consente sintesi e reciproci raccordi. Se ladesione stessa ai principi teorici che sono alla base dei Translation Studies, con la focalizzazione delle caratteristiche del testo di arrivo, chiarisce in che termini per il candidato debba valere ogni esperienza di traduzione, è comunque significativo che egli si sia impegnato, con lelaborazione di una edizione critica, nel lavoro nel quale è racchiusa la specificità stessa della ricerca filologica.
Per rigore, continuità e originalità di studi esprimo un giudizio altamente positivo sulla produzione scientifica del prof. Fulvio Ferrari.
Prof. Princi Giovanna
Il candidato presenta sette articoli e quattro traduzioni con introduzione e note. In Da Valentin a Falantin: La traduzione svedese del romanzo in basso tedesco medio Valentin unde Namelos (1994) il candidato, dopo avere illustrato la complessa questione della genealogia della fabula, tra versione francese, nederlandese, bassotedesca (poetica, ma giuntaci in frammenti) e svedese, passa a esaminare le modalità della traduzione e insieme rielaborazione operate dallautore svedese, nel loro ibridismo di prosa e versificazione (ricostruibile nei limiti della definizione dello knittel), nel loro obliterare o modificare determinati ritmi sintattici, variazioni formulari e appelli al lettore tipici della versione bassotedesca per surrogarli, ben prosasticamente (a dispetto dello knittel), con ampliamenti funzionali a una coerente ed equilibrata esposizione dellintreccio e con commenti esplicativi del susseguirsi delle azioni: il tutto compreso in una certa tendenza a rendere il prodotto maggiormente adeguato ai canoni del romanzo cortese.
Larticolo La Þorsteins saga Víkingssonar e la questione dei generi (1994) porta ad esempio il tipo di narrativa di questa saga per mostrare la difficoltà di una netta distinzione classificatoria tra generi (ma meglio si direbbe sottogeneri) entro linsieme delle saghe scandinave. Il problema non è interamente nuovo, ma è oggi divenuto più acuto e complicato nonostante il condiviso reperimento di alcuni punti focali caratterizzanti. Accantonata la superficiale e anacronistica taccia di incoerenza, si tratta di individuare allinterno del testo la logica dei numerosi scarti tanto tematici che formali, i gradi di libertà compositiva che lautore si può permettere.
Nellarticolo Il motivo del viaggio nelle Fornaldarsögur e nelle Riddarasögur originali (1995) si intende verificare se tale motivo nelle sue differenti declinazioni entro i due gruppi giustifichi la rigidità della classificazione vulgata. Sembra che la geografia in qualche modo gerarchizzata o anche casuale del primo gruppo e gli scenari meramente giustapposti, astratti e stilizzati del secondo possano portare a una risposta solo parzialmente positiva.
Nellarticolo Il Dolopathos in Islanda (1997) il Ferrari non si limita ad indicare i rapporti di dipendenza, diretta o indiretta, tra la fiaba di Polifemo nella Saga di Egill il monco e quella che si legge nel racconto del sesto sapiente del mediolatino Dolopathos (La leggenda dei sette sapienti), ma rinviene altri tratti lì non presenti nella Saga di Hrólfr Gautreksson e in una leggenda mariana, sempre islandese. La fiaba è comunque, allorigine, libresca e dimostra gli intensi legami culturali tra lIslanda e il Continente nei secoli XIII e XIV.
Secondo larticolo Il fuoco e i serpenti nella Guta Saga (1997), fuoco e serpenti richiamano tradizioni popolari più recenti nellambito scandinavo e baltico-slavo.
I Modelli di santità e di eroismo nella Knýtlinga saga (1998) emergerebbero, nellanalisi del Ferrari, non da interventi e commenti diretti dellautore, come nelle opere agiografiche o tendenziosamente storiografiche (vedi Saxo) dedicate in tutto o in parte a Canuto IV, ma dalle parole, dai dialoghi dei personaggi messi in campo dalla saga con la consueta apparente neutralità. Da qui si evincerebbe per di più che tali modelli riguardano anche azioni e comportamenti di Canuto IV precedenti al suo assassinio e non soltanto concentrati sul momento fatale.
Nel poco impegnato Jacob Gråber e la Svezia (1997) si danno brevi notizie sugli scritti di argomento antiquario e letterario di questo allepoca famoso poligrafo (e magari sarebbe stato gradito agli odierni ignari qualche cenno sulla sua restante produzione, tanto per collocarvi gli scritti in oggetto).
È del Ferrari una Introduzione a Marta Radici, Bibliografia delle traduzioni italiane di testi in antico nordico (1998). Vi si parla di carenze e incoerenze nelle traduzioni italiane dellantica letteratura nordica sinora eseguite.
Lattività del candidato si è esercitata anche nella traduzione di due saghe, di un romanzo cavalleresco medionederlandese e di un testo teatrale profano sempre medionederlandese. Per le due opere nederlandesi è presente il testo originale a fronte, che segue le relative autorevoli edizioni critiche, con qualche dichiarato eclettismo. Le prefazioni, assai ampie e informate per le opere nederlandesi, iniziano al genere letterario e ricapitolano i problemi attinenti a fonti, paralleli e antecedenti (tra Francia, Germania, Scandinavia e folclore vario), in stretta aderenza alla bibliografia sullargomento. Si danno anche succinte notizie sui testimoni della tradizione, manoscritta e a stampa.
A parte questi ultimi lavori di alta divulgazione e di meritoria propedeutica (specie i secondi due) allo studio di letterature medievali marginali nella corrente prospettiva storico-letteraria della didattica universitaria, gli interessi propriamente scientifici e specialistici del candidato sono rivolti in particolare alle letterature nordiche medievali (alle saghe). Lindagine ha un taglio prevalentemente tematico, mentre sarebbe da ritenere di primaria pertinenza alla disciplina posta a concorso anche un approccio di tipo linguistico-testuale.
Prof. Molinari Maria vittoria
La produzione del prof. Ferrari si colloca negli ambiti delle letterature scandinave medievali, medionederlandese e bassotedesca, toccando vari generi letterari, le saghe, il romanzo cavalleresco, il dramma medievale, visti in unampia dimensione comparatistica rispetto ai modelli narrativi e tematici forniti dalla letteratura continentale, specialmente tedesca e francese. Il candidato presenta otto saggi critici, tre traduzioni commentate e unedizione critica.
Tra le traduzioni presentate, si segnalano due saghe, La saga di Egill il monco e La saga di Oddr larciere, pubblicate da Iperborea senza testo a fronte, ma corredate da saggi critici introduttivi e un commento di tipo interpretativo, completo rispetto alla letteratura critica consultata e originale nelle soluzioni. Preziosa risulta anche la traduzione del poemetto medionederlandese Karel ende Elegast, con accurata revisione critica del testo pubblicato a fronte e una calibrata messa a punto dei problemi inerenti la trasmissione della materia narrativa nel medioevo europeo, attenta alle motivazioni culturali della differente ricezione nei vari contesti e specialmente in quello nederlandese (cfr. pp.28-34 dellintroduzione). La fine sensibilità traduttoria del candidato, che bene si evidenzia in questi lavori, si basa sulla perfetta conoscenza della lingua dei testi originali (norreno e nederlandese) e sulla sua capacità di riproporne gli elementi contenutistici (e anche stilistici) in una forma fedele alla specificità del modello, ma insieme nuova e stimolante.
Tra i saggi critici il primo (1994) è unanalisi completa, su base tematica e stilistica, della versione svedese tratta dal romanzo in basso tedesco medio Valentin unde Namelos, che evidenzia, allinterno della complessa tradizione nordeuropea del romanzo, le peculiarità linguistiche e strutturali della versione svedese e il suo significato culturale e ideologico. Risultati critici importanti sono stati raggiunti dai due articoli che si occupano della classificazione dei generi allinterno della saga norrena, La Thorsteinssaga... (1994) e soprattutto Il motivo del viaggio... (1995 cfr. rec. di R.Simek in Scandinavistik 1996, 143), dove viene messo a punto il problema della definizione dei corpora tradizionali in generi tipologici distinti, con risultati originali.
Allindividuazione di intrecci e confluenze di motivi di varia provenienza, colta e popolare, e alla loro articolazione nella tradizione norrena è dedicata la brillante ricerca sul tema di Polifemo nella Saga di Egill (1997); mentre levidenziazione di tracce di culti di origine arcaica introduce in modo stimolante allo studio della Guta Saga e della cultura di Gotland (1997). La grande sensibilità linguistica e culturale nellinterpretare i modelli stilistici e narrativi delle saghe si esercita infine nel saggio sui Modelli di santità...(1998), che descrive, attraverso unacuta analisi dei testi in relazione ai modelli agiografici, il processo storico e politico che ha portato alla costruzione della santificazione di re Canuto IV di Danimarca.
Il lavoro più importante e significativo presentato dal prof. Ferrari è ledizione del dramma cavalleresco medionederlandese Esmoreit (2001). Si tratta di una pregevole edizione critica, guidata da una solida prospettiva teorica nel campo della critica sia storico-letteraria che testuale. Il lungo e importante saggio introduttivo fornisce un approfondimento di tutti i problemi filologici e interpretativi suscitati dal testo nei suoi vari aspetti, da quelli codicologici a quelli connessi con la sua natura di opera teatrale. Riconducendo il testo alla sua natura storica di opera drammatica se ne chiariscono la collocazione storico-culturale e gli aspetti strutturali e stilistici, sollevando sia rispetto al testo singolo che al problema del genere, una discussione critica che fino ad ora non era mai stata affrontata in modo così completo.
In conclusione possiamo affermare che la capacità di analisi testuale in prospettiva filologica, comparatistica e storico-culturale, lampiezza di conoscenze linguistiche e culturali che si manifestano sia nella ricerca di carattere strettamente filologico che nella competenza teorica e pratica nellambito della traduzione, fanno del prof. Ferrari un candidato non solo pienamente maturo dal punto di vista scientifico, ma anche particolarmente prezioso per le prospettive di sviluppo della disciplina.
Prof. Paroli Teresa
Il candidato presenta, a partire dal 1994, quattro traduzioni con introduzione e note. Le due versioni dall'antico islandese (1994) non presentano anche il testo originale, cui si accenna solo brevemente nella parte esplicativa. Il testo originale è invece presente accanto alla versione nelle due traduzioni dal medio nederlandese; nella prima di esse (1994) si accenna a modifiche del testo critico operate dal traduttore senza però specificarne la portata; nella più recente traduzione (2001), invece si fornisce insieme ai criteri di edizione una prova di assai più maturo approccio ad un testo, questa volta drammatico.
Gli articoli del candidato concernono fondamentalmente l'antico nordico, suoi particolari testi ed aspetti, con una speciale predilezione per il versante folcloristico. Ancora incerti e un poco scolastici appaiono i primi contributi sui generi della saga (1994) e sul motivo del viaggio in alcuni settori delle saghe (1995), temi che avrebbero richiesto un approfondimento assai maggiore. Nell'ambito della storia della nordistica può essere inquadrato il lavoro su Jacob Gr?berg (1997). I contributi di tipo folclorico, come quello sul "Dolopathos" in Islanda (1997) e il fuoco e i serpenti (1997) appaiono tra gli scritti più interessanti del candidato, anche se si collocano un po' a margine dell'interesse propriamente filologico. Di buon livello appaiono sia il lavoro comparativo tra basso medio tedesco e svedese (1994), sia in particolare il recente articolo su modelli di santità ed eroismo (1998) analizzati sempre in una saga.
In conclusione, la produzione del candidato, che si occupa di due aree germaniche, mostra sia pure in un breve arco temporale di sette anni una sua graduale crescita sia sul piano della coscienza ecdotica, sia sul versante della interpretazione dei testi.
Candidato HÄNDL Claudia Theresia
La prof. Claudia Händl è ricercatrice presso la Bayerische Akademie der Wissenschaften Kommission für deutsche Literatur des Mittelalters di Monaco dal 1980 al 1982. Nel 1986 consegue il dottorato di ricerca in Germanistica, con una dissertazione sul Minnesang del XIII secolo, presso lUniversità di Monaco. Dal 1986 al 1992 è lettrice di madrelingua tedesca del DAAD presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dellUniversità di Pisa. Dal 1992 è professore associato di Filologia germanica: presso la Facoltà di Magistero dellUniversità di Lecce fino al 1994 e presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dellUniversità di Milano dal 1994 al 1997, anno in cui si trasferisce alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dellUniversità di Genova. Negli anni di servizio allUniversità di Milano tiene anche la supplenza di Storia della lingua tedesca, insegnamento che le è pure affidato nella.a. 1999/2000 dalla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dellUniversità di Genova. Presso tale Facoltà ha vari compiti istituzionali. Collabora a più riviste specialistiche, nonché al Literatur Lexikon (München), alla Neue deutsche Biographie (München), a Die deutsche Literatur des Mittelalters. Verfasserlexikon (Berlin New York) e alla Deutsche biographische Enziklopädie (München, etc.). Insieme ad altri studiosi è direttore delle collane La letteratura tedesca medievale e Medioevo tedesco. Studi e testi. Partecipa a convegni e tiene seminari presso le Università di Bonn e di Monaco.
Giudizi individuali
Prof. Saibene Maria Grazia
La prof. Händl presenta una monografia (1987), pubblicazione della tesi di dottorato, in cui tratta tematiche del Minnesang al fine di evidenziare il mutare dei ruoli e delle funzioni di questa produzione poetica nel corso del XIII secolo. La ricerca è ampia e ben collegata alla ricostruzione del contesto storico-culturale. Di carattere prevalentemente didattico è la presentazione del testo del Ludwigslied (1990) con introduzione storica e commento linguistico. Il primo volume di La letteratura tedesca medievale. Dalle origini alletà precortese (1995) è una rassegna delle opere della letteratura tedesca nella fase più antica. La trattazione offre una buona documentazione, come pure esauriente è lapparato bibliografico. Nel volume Vom Rechte Sul diritto (1998) la prof. Händl ha curato lintroduzione, in cui vengono presentati alcuni aspetti e problemi relativi al testo sulla base della critica. Allambito del diritto germanico si riferisce larticolo sul Sachsenspiegel di Eike von Repgow (1991), un testo giuridico in volgare, da cui si possono ricavare informazioni oltre che su istituti giuridici anche su termini del lessico specialistico. Gli altri articoli vertono su argomenti della letteratura tedesca medievale. Il tema del torneo e la figura di Neithart sono esaminati nel Ring di Wittenwiler (1991) alla luce della satira e della parodia per evidenziare i mutamenti subiti rispetto alla tradizione cortese. Larticolo sulla lirica damore presso gli Staufi (1992) ricostruisce anche a livello biografico le figure di alcuni Minnesänger e la loro produzione. Uno studio comparato del genere pastorella in ambito romanzo e tedesco (1997) porta alla conclusione che , se da un lato alcuni temi ed elementi sono stati ripresi, dallaltro non si riscontra in Germania un vero e proprio genere corrispondente alla pastorella romanza. Ancora nellambito del Minnesang viene sviluppato il confronto tra lo Schachlied di Walther von der Vogelweide e il Lied X di Reinmar (1994), alla luce della polemica tra i due poeti. La tesi proposta è che il contrasto tra i due poeti si fonda su una loro differente concezione della minne. La prof. Händl si è anche occupata dellepica teodericiana, in particolare in un articolo sul Koninc Ermenrîkes Dôt nella tradizione eroica germanica (1995). Il testo viene inquadrato nella tradizione leggendaria e letteraria continentale e nordica e vengono messi in luce gli aspetti peculiari del testo rispetto ad opere precedenti. Breve e di carattere espositivo lesposizione di Il Cantare dei Nibelunghi nella Storia della letteratura italiana a a cura di R. Luperini e P. Cataldi. Infine il rapporto testo-immagine è stato oggetto di studio nel Sigenot (1999) e nelliconografia che accompagna sia i manoscritti che i primi testi a stampa. La tesi sostenuta è quella del distacco finale del ciclo illustrativo dal testo, mentre nelle prime attestazioni liconografia svolgeva una funzione ausiliare alla lettura. La prof. Händl ha curato numerose voci su autori ed opere nel Literatur Lexikon (ed. W. Killy) e nel Verfasserlexikon; ha inoltre collaborato con diverse riviste specializzate pubblicando recensioni critiche e notizie bibliografiche.
La produzione scientifica, che si presenta ampia e costante nel tempo, privilegia lo studio della letteratura e di opere medievali tedesche con unimpostazione soprattutto di carattere storico-letterario. Vengono approfonditi aspetti inerenti ai testi sulla base di una aggiornata conoscenza della critica. Malgrado lapprezzamento per i risultati conseguiti in alcuni lavori, si ritiene che manchino studi per altre aree germaniche e con un approccio più strettamente filologico.
Prof. Guerrieri Anna Maria
La produzione scientifica della prof. Claudia Händl si articola in più contributi che, nelle vesti diverse della monografia, del saggio o della voce bibliografica, rivelano unità di interessi speculativi e comunanza di metodo di indagine. Le ricerche, condotte su un numero non irrilevante di testi, mettono in luce indubbie competenze nellambito della letteratura tedesca medievale, i cui testi vengono minuziosamente illustrati con informatissimi riferimenti bibliografici. Lobiettivo di contestualizzare ogni documento nella pertinente situazione storica e letteraria è alla base anche degli altri studi, ovviamente a partire proprio dal volume dedicato alla storia letteraria tedesca Dalle origini alletà precortese e dai lavori sui testi giuridici. Una simile impostazione ha finito col sacrificare lapprofondimento filologico-linguistico, che, del resto, non supporta adeguatamente neppure lo studio sul Ludwigslied.
Prof. Princi Giovanna
La candidata presenta quattro libri, otto articoli, molte voci di enciclopedia distribuite tra il Literatur Lexikon. Autoren und Werke deutscher Sprache diretto da Walther Killy (oltre settanta voci), la Neue deutsche Biographie (una voce), il Deutsche Literatur des Mittelalters: Verfasserlexikon (tre voci), la Deutsche biographische Enzyklopedie (una voce), e oltre trenta fra recensioni e schede bibliografiche.
Tra i libri il più personale è Rollen und pragmatische Einbindung. Analysen zur Wandlung des Minnesangs nach Walther von der Vogelweide. Lanalisi tende a evidenziare una caduta dellattenzione verso il pubblico cortese, dellinteresse alla sua partecipazione. Sono presi in esame Neidhart, Burkhard von Hohenfels, Gottfried von Neifen, Hiltbolt von Schwangau, Ulrich von Lichtenstein e Tannhäuser. Tra questi la Händl sottolinea però una marcata consapevolezza poetica di Ulrich e una certa originalità di Tannhäuser rispetto agli svevi nellapproccio ai due temi cortesi tradizionali. Il saggio, che spesso appare troppo diffuso e prolisso, e comunque di taglio spiccatamente letterario, non ci sembra apportare particolari novità alloggetto della trattazione.
È stato invece concepito come corso universitario e offre quindi un taglio prevalentemente didattico Ludwigslied. Canto di Ludovico. Introduzione e commento. Il testo dovrebbe rappresentare una edizione semidiplomatica, ma lapparato è praticamente inesistente e le sue note del tutto insufficienti, come alquanto approssimativa ci sembra la terminologia tecnica impiegata. Piuttosto semplicistica la descrizione del manoscritto, della sua grafia, nonché dellaspetto metrico del testo. Utile peraltro è la raccolta dei documenti storici riportabili allargomento del poemetto collocata in appendice.
Dalle origini alletà precortese inaugura la collana La letteratura tedesca medievale (nelle edizioni ETS di Pisa), collana diretta dallautrice medesima insieme a Michael Dallapiazza. Il volumetto sarebbe magari risultato più utile agli studenti se provvisto nei vari capitoli di qualche traccia di testi esemplificativi.
Quanto a Vom Rechte, della candidata è soltanto la prefazione. La descrizione della tradizione manoscritta non sempre appare perspicua, né mancano nellanalisi di certi passi del poemetto spiegazioni che lasciano perplessi, come ad esempio quando muntschatz tutela, mundio viene spiegato (confuso?) con dos.
Gli otto articoli della candidata sono tutti incentrati su temi di letteratura mediotedesca: quello sul Cantare dei Nibelunghi è dichiaratamente didattico-divulgativo (riassunto della trama, cenni su fonti e paralleli), ma anche gli altri non si segnalano per (almeno tentate) conclusioni originali, limitandosi a descrivere, con diligente rassegna della bibliografia pertinente, lo stato della questione (pastorella romanza e tedesca, relazione testo-immagine nella tradizione manoscritta e a stampa del Sigenot, Walther von der Vogelweide e Reinmar, Neithart e Heinrich Wittenwiler), non senza qualche squilibrio di trattazione (Deutsche und sizilianische Liebeslyrik im Umkreis der Staufer: ma della poesia siciliana quasi non si parla) o qualche imprecisione o ingenuità in materie molto tecniche (Il diritto nel Sachsenspiegel). Fa un po eccezione, nel saggio sul Koeninc Ermenrîkes Dôt, la proposta di uno schema genealogico sottostante alla composizione del poemetto che modifica il precedente schema di Kienast.
Dalla produzione di Claudia Händl riteniamo di poter arguire che, in mancanza di studi propriamente filologico-linguistici e per laccentramento degli interessi sul periodo mediotedesco, un più consono obbiettivo concorsuale riguarderebbe la Letteratura tedesca medievale.
Prof. Molinari Maria Vittoria
La prof. Händl ha svolto e svolge unintensa e apprezzabile attività di ricerca e alta divulgazione nel campo della letteratura tedesca medievale, privilegiando costantemente la dimensione pragmatica dellopera letteraria.
Lattività di tipo prevalentemente didattico e divulgativo è rappresenta dai due volumi Ludwigslied e Dalle origini alletà precortese, dalla breve trattazione sul Cantare dei Nibelunghi, dal lavoro di recensione e compilazione di note bibliografiche (soprattutto per Germanistik e Studi medievali) e dalla redazione di voci di enciclopedia, tra cui si segnala la lunga collaborazione (1987-92) al Literatur Lexikon a cura di W.Killy.
Tra i contributi che evidenziano nuove prospettive interpretative si distingue il suo primo e migliore lavoro, la dissertazione pubblicata nel 1987, che analizza il rapporto autore-pubblico e la funzione pragmatica dei ruoli rappresentati nella poesia cortese dopo Walther. Nella stessa prospettiva il Minnesang viene trattato in altri tre saggi pubblicati rispettivamente nel 1992, 1993 e 1997: il primo Deutsche und sizilianische Liebeslyrik im Umkreis der Staufer delude rispetto al titolo, in quanto si presenta come una rassegna del Minnesang mettendone in luce il carattere di esibizione cortese, ma senza trattare la problematica del rapporto con i siciliani; il secondo illustra il gioco di richiami intertestuali tra Walther e Reinmar in relazione alle diverse concezioni dellamore; mentre il terzo riconosce la presenza nel Minnesang di elementi tratti dalla pastorella romanza, ma sostiene che non per questo si possa parlare di un vero e proprio genere nella tradizione tedesca.
Tra gli altri lavori di interesse scientifico, quello dedicato al Sachsenspiegel (1991) è unaccurata illustrazione del testo che ne evidenzia in conclusione le concezioni giuridiche nei loro risvolti storici e ideologici. Più convincente lanalisi di un episodio del Ring di Wittenwiler, da cui si ricava una proposta di individuazione dellestrazione colta e aristocratica del pubblico a cui lautore si indirizza. Il saggio sul Koninc Ermenrîkes Dôt si basa su una ricostruzione dei generi nellambito dei carmi di contenuto eroico (Fromm1961) non sufficientemente verificata e su idee inerenti i problemi dellorigine e del rapporto oralità-scrittura meritevoli di una revisione critica; lanalisi conclude tuttavia, più opportunamente, proponendo, di contro allipotesi tradizionale, che la contaminazione tra i due filoni (settentrionale e meridionale) della leggenda come appare nel testo bassotedesco sarebbe avvenuta in epoca tarda.
Lultimo saggio, sulla relazione testo-immagine nella tradizione del Sigenot indaga (sempre in relazione ai destinatari) la funzione delle raffigurazioni nei due mss illustrati (spec. del cod. cpg 67 di Heidelberg) e dei loro rapporti con le edizioni a stampa e la Wandmalerei; si tratta di un lavoro solido che esplora un nuovo, interessante campo di ricerca che ci si augura possa procedere nel futuro più decisamente al di là della dimensione descrittiva.
In complesso la prof. Händl dimostra una buona competenza della disciplina e della relativa letteratura critica, che viene esaurientemente utilizzata, a volte forse in modo eccessivamente espositivo, a scapito della ricerca di soluzioni originali alle problematiche che emergono dalla trattazione. Si rileva inoltre come tutta lattività la candidata, che si svolge in un solo ambito della Filologia Germanica, quello tedesco, non dia spazio alla dimensione comparativa neppure nei due saggi che si propongono di analizzare aspetti della lirica tedesca in rapporto a quella romanza. Una metodologia più aderente allanalisi testuale e alla comparazione dei dati con altri ambiti di ricerca indirizzerebbe le indubbie qualità della candidata verso risultati scientifici più originali,consentendole di raggiungere allora la piena maturità scientifica.
Prof. Paroli Teresa
La candidata presenta tre libri e la prefazione ad un testo con traduzione effettuata da altra persona; nove articoli, di cui quello sul Nibelungenlied è solo una scheda a carattere divulgativo; una settantina di voci, per lo più assai brevi, in vari lessici ed enciclopedie, e una trentina di recensioni. La maggior parte dei suoi scritti è in tedesco; per alcuni di quelli in italiano si informa che sono stati tradotti da altri.
Il primo contributo (1987) consiste nella pubblicazione della tesi di dottorato sui ruoli e rapporti tra autore e pubblico in alcuni autori del tardo "Minnesang"; si tratta di un lavoro assai preciso, ricco di riferimenti bibliografici, anche se caratterizzato da un'impronta fortemente scolastica, che non le permette, ad esempio, di inquadrare il problema in esame in un ambito più vasto e comprensivo della storia letteraria sia pure solo tedesca. Come manuale di scuola si presenta anche la sua edizione del "Carme di Ludovico" (1990), con prefazione e con note, pesanti e pedanti, la cui utilità si limita a strumento per la didattica. Il volumetto sulla letteratura tedesca dalle origini al 1160, uscito nel 1995, è privo, nella sua impostazione, di ogni riflessione e considerazione teorica, da cui consegue un generale appiattimento della produzione letteraria presentata; basti menzionare la scarna trattazione riservata a componimenti di altissimo significato come il "Carme di Ildebrando" o il "Muspilli", cui è dedicato meno spazio rispetto ad opere di interesse documentario ma di scarsissima rilevanza sul piano della letteratura, o comunque ad essa del tutto sussidiarie. La prefazione alla versione del medio tedesco "Vom Rechte" (1998) offre al lettore le necessarie informazioni tratte dalla relativa bibliografia senza particolari contributi personali.
Un carattere maggiormente scientifico si riscontra in otto degli articoli presentati, che concernono comunque tutti solo la poesia tedesca del periodo medio con netta preferenza per la lirica e un paio di contributi sulla poesia eroica. Gli articoli sono però caratterizzati da un identico modo di procedere. La candidata raccoglie e cita in amplissime note tutta la bibliografia relativa al tema in oggetto, la analizza accuratamente nel testo del suo lavoro, senza che i risultati o le conclusioni cui giunge meritino tanta acribia. Si tratta di buone rassegne, in cui risulta carente l'apporto personale alla ricerca. Il contributo più interessante è forse quello più recente (1999), sul rapporto fra testo e immagine nella tradizione di "Sigenot", protagonista di due poemi in medio tedesco; anche qui non molte sono le novità, ma la raccolta accurata del materiale può essere un utile strumento per ricerche future.
In conclusione, la candidata si occupa solo dell'ambito tedesco e con netta predilezione per la produzione del basso medioevo, ed opera secondo un sistema che chiamerei "di accumulo erudito" e in esso si sperde, non guidata da quella particolare sensibilità al testo né dalla percezione della essenzialità dei problemi filologici, che dovrebbero caratterizzare uno studioso del settore disciplinare oggetto del concorso. Ritengo, quindi, che la candidata, sia per la limitatezza dell'area prescelta sia per le carenze sul piano del metodo, non solo non abbia raggiunto la maturità necessaria per il concorso in oggetto, ma che, sulla base proprio dei suoi interessi, dovrebbe indirizzare il suo inquadramento verso discipline diverse dalla filologia germanica.
La Commissione procede alla rilettura dei giudizi individuali di ciascun candidato e, dopo ampia e articolata discussione, alla formulazione dei giudizi collegiali.
Candidato COPPOLA Maria Augusta
Giudizio collegiale
La produzione scientifica della prof. Coppola comprende studi dedicati a testi tedeschi medievali, in particolare la lirica cortese, alle opere di Cynewulf e della sua scuola con riferimenti anche alla prosa omiletica. Meritano speciale attenzione anche le traduzioni che si avventurano con ottimi risultati in campi assai ardui concernenti la mentalità medievale, vista e ricostruita sia attraverso i testi sia nell'ambito delle arti figurative. Complessivamente, la sua attività scientifica si articola in numerosi contributi che, abbracciando un arco di tempo piuttosto lungo, lasciano intravedere non soltanto lassidua continuità di lavoro, ma anche il progressivo affinarsi del metodo e la sempre più precisa messa a fuoco delloggetto di studio attraverso la sua ambientazione nel pertinente contesto letterario, linguistico e storico.
In conclusione, la Commissione allunanimità ritiene che la prof. Maria Augusta Coppola, considerati la produzione di elevato livello, il solido e rigoroso metodo di lavoro, la ricchezza dei risultati originali, abbia raggiunto la piena maturità scientifica ai fini della presente procedura di valutazione comparativa.
Candidato DALLAPIAZZA Michael Gottlieb
Giudizio collegiale
Il prof. Dallapiazza presenta una produzione copiosa, che risponde a interessi (sia di carattere scientifico che divulgativo) rivolti quasi esclusivamente allambito della letteratura tedesca di epoca cortese e tardomedievale. Un secondo filone dinteresse è rappresentato dalla ricezione della cultura letteraria italiana (Boccaccio, in particolare) nel primo umanesimo tedesco.
Nel complesso lattività scientifica del prof. Dallapiazza rivela una buona conoscenza della letteratura tedesca medievale sotto laspetto della critica letteraria. Tenuto conto però del suo scarso interesse per studi di carattere linguistico e filologico-testuale e dellattenzione rivolta ad una sola tradizione letteraria germanica, la Commissione ritiene allunanimità che i titoli presentati dal prof. Michael Gottlieb Dallapiazza siano solo in parte pertinenti allambito disciplinare della valutazione comparativa in oggetto e nellinsieme non adeguati al conseguimento della relativa idoneità.
Candidato FENNELL Claire Verity
Giudizio collegiale
La produzione scientifica della prof. Fennell, distinta in due periodi di attività (1981-1984 e 1994-2000), attiene in larga misura ad aspetti della cultura inglese medievale. Linteresse letterario legato al dettaglio storico spesso non conduce però a una corretta interpretazione del dato testuale. Si rileva inoltre la mancanza di lavori di maggior impegno filologico e testuale, che possano documentare la completa maturità scientifica.
In conclusione, la Commissione allunanimità ritiene che la produzione scientifica della prof. Claire Verity Fennell sia non completamente pertinente e non ancora adeguata al conseguimento dellidoneità nel procedimento di valutazione comparativa in oggetto.
Candidato FERRARI Fulvio
Giudizio collegiale
La produzione del prof. Ferrari si colloca negli ambiti delle letterature scandinave medievali, medionederlandese e bassotedesca, toccando vari generi letterari (le saghe, il romanzo cavalleresco, il dramma medievale), visti in unampia dimensione comparatistica rispetto ai modelli narrativi e tematici forniti dalla letteratura continentale, specialmente tedesca e francese. La produzione del prof. Ferrari mostra una buona competenza sul piano della prassi ecdotica e della interpretazione dei testi, nonché una fine sensibilità traduttoria . Nel corso della discussione si fa rilevare, però, che lindagine presenta talora un taglio prevalentemente tematico e non è sempre suffragata da un adeguato approccio di tipo linguistico-testuale.
In conclusione, la Commissione, visti i positivi risultati raggiunti nelle analisi testuali e nelle originali indagini relative ai contesti storico-culturali, ritiene a maggioranza che il prof. Fulvio Ferrari abbia raggiunto la piena maturità scientifica per lidoneità nel concorso in oggetto.
Candidato HÄNDL Claudia Theresia
Giudizio collegiale
La produzione scientifica della candidata si presenta ampia e costante nel tempo, ma privilegia lo studio della letteratura tedesca medievale e delle opere relative analizzate secondo unimpostazione soprattutto di carattere storico-letterario. Si rileva, quindi, la mancanza di studi in altre aree germaniche e di un approccio più strettamente filologico che si leghi ad un atteggiamento critico rispetto agli ampi riferimenti bibliografici.
La Commissione allunanimità ritiene, quindi, che la prof. Claudia Händl, sia per la unicità dell'area culturale prescelta sia per le carenze sul piano del metodo, non abbia raggiunto la maturità richiesta dalla procedura di valutazione comparativa in oggetto.
Prof. Maria Grazia Saibene, Segretario
PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA AD 1 POSTO DI PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO, FASCIA DEGLI ORDINARI, PER IL SETTORE SCIENTIFICO-DISCIPLINARE L20A FILOLOGIA GERMANICA, FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA DELLUNIVERSITÀ DI MESSINA, INDETTA con D. R. n. 785 DEL 03/01/2001, PUBBLICATO SULLA G.U. IV SERIE, n. 4 DEL 12/01/2001.
RELAZIONE FINALE
La Commissione giudicatrice della valutazione comparativa ad 1 posto di professore universitario di ruolo, fascia degli ordinari, per il settore scientifico-disciplinare L20A Filologia germanica, Facoltà di Lettere e Filosofia dellUniversità di Messina, indetta con D. R. n. 785 del 03/01/2001, pubblicato sulla G. U. IV serie, n. 4 del 12/01/2001, nominata con D. R. n. 1032 del 30.07.2001 pubblicato sulla G. U. IV serie n. 63 del 10.08.2001, rettificato con D.R. n.1074 del 16.10.2001 pubblicato sulla G.U. IV serie n.87 del 2.11.2001, rettificato con D.R. n.35 del 4.03.2002 pubblicato sulla G.U. IV serie n. 23 del 22.03.2002 e composta da:
Prof. Paroli Teresa, Presidente
Prof. Molinari Maria Vittoria, Componente
Prof.Princi Giovanna, Componente
Prof.Guerrieri Anna Maria, Componente
Prof. Saibene Maria Grazia, Segretario
si è riunita presso i locali del Dipartimento di Studi Glottoantropologici e Discipline musicali dellUniversità di Roma La Sapienza nei seguenti giorni e orari:
Prima riunione: 21 maggio 2002 dalle ore 10,00 alle ore 13,00 (verbale n. 1).
Seconda riunione: 10 settembre 2002 dalle ore 10,00 alle ore 17.30 (verbale n. 2).
Terza riunione: 11 settembre 2002 dalle ore 9,00 alle ore 18,00 (verbale 3).
Nella prima riunione, nominato Presidente la Prof. Paroli Teresa e Segretario la Prof. Saibene Maria Grazia, la Commissione ha definito i criteri di massima di giudizio che sono stati pubblicizzati come previsto.
Nella seconda riunione la Commissione ha preso visione dell'elenco dei candidati, fornito dall'Amministrazione, che risultava così costituito: Coppola Maria Augusta (associato), Dallapiazza Michael Gottlieb (associato), Fennell Claire Verity (associato), Ferrari Fulvio (associato) e Händl Claudia Theresia (associato).
La Commissione ha proceduto allesame delle pubblicazioni e dei titoli prodotti dai singoli candidati ed a formulare i giudizi individuali registrati nel verbale 2, relativo alla seconda riunione, e i giudizi collegiali registrati nel verbale 3, relativo alla terza riunione, procedendo, quindi, alla valutazione comparativa finale e giudicando idonei i candidati:
Maria Augusta COPPOLA
Fulvio FERRARI.
Sempre nella terza riunione la Commissione ha proceduto altresì alla stesura della presente Relazione finale ed alla conseguente conclusione definitiva dei lavori.
La Prof. Paroli Teresa, Presidente, dato atto e sottolineato che tutti i lavori e le conseguenti decisioni hanno costantemente goduto dellunanime consenso della Commissione, si è impegnata a consegnare al Responsabile del Procedimento tre copie complete dei verbali delle singole riunioni (n. 3 verbali) e della Relazione finale riassuntiva dei lavori svolti.
Tutto il materiale concorsuale su supporto cartaceo, debitamente sottoscritto e siglato in ogni pagina, è stato sistemato in un plico chiuso e firmato da tutti i membri della Commissione sui lembi di chiusura.
Letta, approvata e sottoscritta seduta stante alle ore 18,00 dell11 settembre 2002.
Roma, 11 settembre 2002
Prof. Maria Grazia Saibene, Segretario