UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MESSINA
Procedura di valutazione comparativa per la copertura di un posto di professore universitario di ruolo di prima fascia per il settore scientifico-disciplinare M-FIL/03 - Filosofia morale - Facolt di Scienze della Formazione, indetta con D.R. n.88 P.O. del 05.05.2005, pubblicato nella G.U. n.38 del 13.05.05, IV serie speciale.
RELAZIONE RIASSUNTIVA
I seguenti Professori:
-Prof. Demetrio Neri, membro designato
-Prof. Eugenio Lecaldano Sasso La Terza, membro eletto
-Prof.ssa Mariapaola Fimiani, membro eletto
-Prof. Carlo Montaleone, membro eletto
-Prof. Antonio Russo, membro eletto
membri della Commissione costituita con D.R. n. 170 P.O. del 03.11.05, pubblicato nella G.U. n. 92 del 22.11.05 -IV serie speciale, per la procedura di valutazione comparativa di cui in intestazione, si sono riuniti giorno 12 gennaio 2006 alle ore 11 in seduta telematica, essendo stati autorizzati con rettorale prot.66822 del 29/12/05.
La Commissione ha proceduto alla designazione del Presidente nella persona del Prof. Eugenio Lecaldano Sasso La Terza, e del Segretario nella persona del Prof. Demetrio Neri. .
Ognuno dei membri ha dichiarato di non avere rapporti di parentela o affinit entro il IV grado incluso con gli altri commissari (art.5 comma 2 D. Lgs.07/05/48 n.117) e ha dichiarato altres che non sussistono le cause di astensione di cui all'art. 51 c.p.c..
Quindi, presa visione degli atti normativi e regolamentari che disciplinano lo svolgimento delle procedure di valutazione comparativa (L.390/98;D.P.R.117/2000), la commissione ha proceduto a predeterminare in dettaglio i criteri di massima per la valutazione dei candidati, indicati nell'allegato n.l al verbale n.1 , che stato consegnato al responsabile del procedimento, dott.ssa Mandolfino Maria, per gli adempimenti di competenza.
Terminati gli adempimenti previsti, la seduta stata tolta e la Commissione stata dal Presidente riconvocata per il giorno 14 febbraio 2006, alle ore 10, nei locali del Dipartimento di Filosofia dellUniversit di Messina, siti in via Concezione 10.
Nel corso della seconda riunione, regolarmente tenuta il giorno 14 febbraio 2006, la Commissione ha proceduto a sottoscrivere gli originali in triplice copia del verbale della prima riunione, svolta per via telematica, e del relativo Allegato 1.
Accertato che i criteri generali fissati nella precedente riunione sono stati resi pubblici per pi di sette giorni, la commissione ha preso visione dellelenco dei candidati, che risultano essere:
Aqueci Francesco
De Franco Raffaella
Mori Maurizio
Semplici Stefano
Ognuno dei commissari ha dichiarato di non essere in rapporto di parentela o affinit fino al IV grado incluso coi candidati e che non sussistono le cause di astensione di cui allart.51 c.p.c.
La Commissione ha accertato che tutti i candidati rivestono la qualifica di professore associato e che pertanto nessuno deve sostenere la prova didattica. La commissione quindi ha proceduto alla verifica formale dellammissibilit alla valutazione dei titoli e delle pubblicazioni scientifiche presentate da ciascun candidato, iniziando poi la valutazione dei curricula, dei titoli e delle pubblicazioni scientifiche presentati dai candidati.
Alle ore 13.30, come risulta dal verbale n.2, la seduta stata tolta e il presidente ha riconvocato la commissione per il giorno 14.2.2006 alle ore 16.00.
Nella terza riunione, iniziata alle ore 16 del 14.2.2006, la commissione ha proseguito lesame dei curricula, dei titoli e delle pubblicazioni scientifiche dei candidati, che si protratto fino alle ore 20.00, quando il presidente ha dichiarato chiusa la seduta, come risulta dal verbale n.3, e ha riconvocato la commissione per le ore 9.00 del giorno 15.2.2006.
Nella quarta riunione, iniziata alle ore 9.00 del 15.2.2006, la commissione ha proseguito lesame dei curricula, dei titoli e delle pubblicazioni, al termine del quale il Presidente ha invitato i commissari ad esprimere i giudizi individuali sui singoli candidati, su ciascuno dei quali, dopo ampia discussione, sono stati espressi dalla commissione i giudizi collegiali. I giudizi individuali e i giudizi collegiali su ciascun candidato sono riportati nellallegato n.1 al verbale n.4 , e vengono integralmente riprodotti qui di seguito nella presente relazione riassuntiva.
GIUDIZI INDIVIDUALI
Candidato Aqueci Francesco
Giudizio espresso dalla prof.ssa Mariapaola Fimiani
Francesco Aqueci ha insegnato dal 1985, in qualit di professore a contratto, Filosofia del linguaggio, Filosofia Morale e Storia della Filosofia nell'Universit di Messina. Nello stesso Ateneo attualmente, dall'anno accademico 2000-2001, professore associato di Semiotica presso la Facolt di Scienze della Formazione, dove ricopre anche l'insegnamento di Etica e deontologia della comunicazione.
Alla filosofia del linguaggio, alla linguistica generale e alle problematiche socio-semiotiche sono orientati i suoi primi interessi di ricerca, che nel 1980 si concentrano su alcuni aspetti del pensiero di Humboldt e di Antonio Banfi. Il lungo soggiorno di studi presso il Centre de recherches Smiologiques dell'Universit di Neuchtel, dal 1980 al 1987, costituisce un periodo di forte maturazione per la scelta e l'approfondimento di un ambito tematico che segner il metodo e gli obiettivi di analisi del lavoro di Aqueci. La sua ricerca trova una sicura sintesi nell'esame del nesso tra strutture linguistiche, cognitive e valoriali. Il problema della norma, discusso nei suoi aspetti etici, discorsivi, semiologici, definisce, per Aqueci, negli anni Novanta, uno specifico campo di studi al quale assegna il termine di "semioetica". Il complesso e delicato intreccio tra piani differenti di analisi - eticit, cognitivit, linguisticit - costituisce, cos, il nodo problematico centrale sia nelle ricerche sulla sociologia di Pareto che in quelle sulla teoria della mente di Piaget. Anche se non mancano, nella produzione scientifica del candidato, numerosi saggi, interventi e curatele riguardanti una pluralit di temi ed autori (si pensi ai pi recenti interessi per il pensiero di Giovanni Vailati), a Pareto e Piaget il candidato dedica un intenso e maturo lavoro monografico, che riscuote particolari apprezzamenti da parte di studiosi di prestigio, in Italia e all'estero. Risultati pregevoli sono i volumi Discorso, ragionamento, azione in Pareto ( 1990), Le funzioni del linguaggio secondo Pareto (1991; un testo che bene integra il precedente); Ordine e trasformazione. Morale, mente, discorso in Piaget (2003). I problemi del linguaggio e del legame tra mondo etico e mondo simbolico hanno costituito, inoltre, oggetto di numerosi interventi, in occasione di convegni, conferenze e seminari, svolti nell'ambito di contesti qualificati nazionali e internazionali. Nel complesso la ricerca di Aqueci sempre sostenuta da competenze storico-filologiche ricche e articolate e da una matura capacit analitica, argomentativa e critica. Il campo di discussione, che mette a confronto il piano della semiosi con quello dei processi vitali e morali del mondo umano, costituisce indubbiamente una scelta teorica impegnativa e il luogo di elaborazione di interpretazioni e di proposte originali. Ritengo che il candidato sia degno della massima considerazione per la presente valutazione comparativa.
Giudizio espresso dal Prof. Eugenio Lecaldano Sasso La Terza
Ha svolto un periodo di studio e ricerca presso il Centre de Recherches Smiologiques dellUniversit di Neuchtel dova ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca . Professore a contratto , ricercatore e docente presso la Facolt di Scienze della Formazione dellUniversit di Messina. In qualit di professore associato dal novembre 2000 ha insegnato Semiotica ed Etica e deontologia della comunicazione. La sua ricerca rappresenta un originale contributo allelaborazione di una prospettiva storico-teorica, da lui stesso identificata con la nozione di semioetica, che nasce dallintreccio di due diverse prospettive: quella propria della semiotica e della teoria dei segni linguistici e quella rivolta alla comprensione dei linguaggi normativi e delletica. La sua produzione caratterizzata da ampiezza di prospettiva e da rigore analitico. Particolarmente apprezzabile il lavoro fatto da Aqueci per approfondire lapporto che ad una comprensione della moralit si ottiene adottando strumenti non solo filosofici, ma anche impostazioni interpretative ricavate dalle diverse scienze. In questo senso vanno i suoi numerosi lavori sia quelli sulla prospettiva sociologica alla morale di Vilfredo Pareto (ed in particolare i due volumi Discorso, ragionamento ,azione in Pareto del 1990 e Le funzioni del linguaggio secondo Pareto del 1991) sia quelli sulla prospettiva pi specificamente psicologica ad esempio di Piaget ( nel volume del 2003 Ordine e trasformazione. Morale, mente e discorso in Piaget). Particolarmente significativi sono i risultati raggiunti da Aqueci nel ricondurre ad un ordine sistematico i molti modi in cui nel corso del XX secolo vari pensatori (da Pareto, Vailati, von Wright a Scarpelli) hanno da diverse prospettive, vuoi genetica vuoi linguistico-analitica, tematizzato e ricostruito le componenti non cognitive presenti nel linguaggio normativo: proprio questo ordine rappresenta il punto di partenza per lelaborazione originale di una semioetica in cui attualmente impegnato. Per la sua attivit e produzione scientifica Aqueci candidato degno della massima considerazione per il presente concorso.
Giudizio espresso dal prof. Carlo Montaleone
Pareto e Piaget, Humboldt e Grize, Banfi e Vailati, Gramsci e Saussure, Jakobson e Habermas, Mandeville e Paul Grice, e ancora il rifiuto senza mezzi termini di teorie pi o meno dichiaratamente monologiche, dove sia negletta la centralit dellinterpretazione e della comprensione negli atti linguistici, e infine lattitudine a cogliere il rimbalzo di una logique naturelle che situa ogni atto di comunicazione in un prconstruit culturel senza il quale si afasici: questi alcuni dei nomi e le sottese catene di temi e problemi che Francesco Aqueci ha posto al centro della propria attenzione dagli anni 80 in poi. Studioso colto e di interessi ampi e variegati, il candidato ha dato voce a un programma di ricerca che, visto ex post, appare logico e ben coordinato. In realt, egli ha seguito fin dallinizio due linee convergenti. Mentre scandagliava la logique naturelle, considerandola unottica pi ampia di quella offerta dalle semantiche formali di impostazione analitica, Aqueci rinveniva in Pareto il prisma onde verificare le proprie molteplici acquisizioni teoriche. Nel libro del 1990 sul grande sociologo, egli analizza tutte le implicazioni del costituirsi di uno scambio discorsivo eminentemente asimmetrico, fondato sul principio dautorit sociale e sullinterazione affettiva unilaterale. Lanalisi dello scambio asimmetrico alla luce della richiesta di eguali opportunit, che dovrebbero essere invece assicurate ai protagonisti dello scambio semiotico, il fil rouge dellaltro libro su Pareto pubblicato nel 1991. Qui Aqueci perfeziona lillustrazione del lucido realismo paretiano e per anche del suo limite nel trattare i fenomeni morali. Secondo il candidato, Pareto sconnette laccettazione spontanea delle norme dalla genesi effettiva dei giudizi, col risultato di raffigurare stili e codici psicologico-morali come fossero imperturbabili specie arboree. La perizia nellanalizzare il testo paretiano e la capacit di far reagire su di esso una teoria della comunicazione ideale in grado di svelarne le strettoie, permettono al candidato conclusioni pertinenti e acute: lo scambio asimmetrico prefigurato da Pareto non punterebbe a realizzare la comunicazione di contenuti; servirebbe invece a delimitare il territorio, cio a una mera riaffermazione di identit. Sia in questa conclusione, che Aqueci curva in molti altri contributi onde meglio focalizzare la passione-tipo degli individui paretiani sempre in cerca dellapprovazione della collettivit, sia nelle molte prestazioni di ottimo livello teorico che completano una produzione del tutto rispettabile, sempre sono in primo piano gli individui, ma colti in quel livello di generalit che mira a ricostruire strutture e non storie o racconti. Grazie alla dialettica sprigionata dal rapporto complicatissimo che li lega allordine sociale spontaneo del linguaggio e al tempo stesso alla molteplicit di ordini sociali costruiti, gli individui appaiono capaci di equilibrazioni discorsive dalle quali emerge un potenziale di soggettivit in grado di rappresentare unalternativa assoluta nei confronti dellordine. Questo il tema predominante nel volume del 2003 su Piaget, intitolato Ordine e trasformazione. Un libro importante per Aqueci, il quale si riposiziona rispetto ad Habermas (e forse anche rispetto a Pareto). Rimproverando ad Habermas di affidare il tema della reciprocit normativa a un meccanismo inerziale di libert morale, Aqueci ritorna sul dialogo non come sorgente di staticit e ripetizione, ma come agente del disequilibrio. Da ci una rinnovata considerazione per Piaget, nel quale vede la consapevolezza di un ordine aperto e mobile che incorpora, normativizzandolo, un momento energetico originario. Per lampiezza e il rigore degli interessi sapientemente coltivati attraverso molti assaggi multidisciplinari, ma convergenti nel progetto di una rinnovata antropologia filosofica, per laspirazione a intercettare il filo delle grandi discussioni attuali e infine per la chiarezza dellesposizione, Francesco Aqueci appare senzaltro meritevole della massima attenzione ai fini della presente valutazione comparativa.
Giudizio espresso dal prof. Demetrio Neri
Laureato in Filosofia nellanno acc. 1978-79 nellUniversit degli Studi di Catania. Dal 1980 al 1987 stato borsista e ricercatore presso il Centre de Recherches Smiologiques dellUniversit di Neuchtel. In questa stessa Universit, ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca nel giugno 1991. Tra il 1985 e il 1991, in qualit di professore a contratto, ha svolto corsi di Filosofia morale, Storia della Filosofia e Filosofia del Linguaggio presso la Facolt di Scienze della Formazione dellUniversit di Messina. In questa stessa Facolt, stato ricercatore dal dicembre 1995 al 1 novembre 2000, ottenendo laffidamento dellinsegnamento di Etica e deontologia della comunicazione. Avendo conseguito lidoneit a professore di seconda fascia, stato chiamato, sempre dalla Facolt di Scienze della Formazione dellUniversit di Messina, il 1 novembre 2000 a ricoprire il posto di professore associato per linsegnamento di Semiotica, e gli stato confermato laffidamento di Etica e deontologia della comunicazione.Lintensa attivit di ricerca del candidato si dispiegata su pi piani che si presentano come temporalmente legati e logicamente coerenti nel perseguire un programma di ricerca dove linteresse per i fatti morali, presente sin dallinizio, va via via crescendo, sino a pervenire ad una originale proposta di teoria della morale. Un primo piano costituito dallanalisi delle strutture del discorso sociale che, condotta inizialmente in unottica semiologica, viene estesa sin da subito al tema del fondamento morale dello scambio discorsivo, e ci sia da un punto di vista teorico (L'insertion des valeurs dans le discours. Matriaux pour une tude dans le cadre de la logique naturelle, in Travaux du Centre de Recherches Smiologiques, Universit de Neuchtel, aprile 1983, n. 44, pp. b/1-339-336), che storico-ricostruttivo (The Embarrassment of Communication from Mandeville to Grice, in L. Formigari, D. Gambarara (ed. by), Historical Roots of Linguistic Theories, Benjamins, Amsterdam, 1995, pp. 203-219).La stessa impostazione, al tempo stesso teorica e storico-ricostruttiva, si ritrova nel secondo piano attorno a cui si organizza lattivit di ricerca del candidato, e cio lanalisi della struttura della mente e del discorso morali in Pareto, autore al quale oltre al volume del 1990 (Discorso, ragionamento, azione in Pareto, Milano, 1990, Marietti): sono dedicati numerosi lavori, molti dei quali apparsi su importanti riviste internazionali. Questi lavori, condotti con rigore filologico e profondit analitica, arrivano a far emergere il nucleo teorico positivo contenuto nellimpostazione polemica di Pareto, tendente a svalutare il contenuto cognitivo del discorso morale, e sono fra quelli che hanno assicurato al candidato lusinghieri riconoscimenti presso la comunit scientifica di riferimento. Strettamente derivante dal piano precedente, in quanto strumento analitico con cui operare la ricostruzione della teoria discorsivo-morale di Pareto, il piano che raggruppa i lavori dedicati allanalisi della genesi e delle trasformazioni della norma morale in Piaget (cfr:, tra gli altri, Ordine e trasformazione. Morale, mente discorso in Piaget, Acireale-Roma, Bonanno, 2003, pp. 140; La smiologie de Piaget entre Peirce et Saussure, Cahiers Ferdinand de Saussure, 56 (2003), pp. 193-212). In tale quadro, il candidato ha proceduto ad interessanti confronti con aspetti centrali delletica analitica (in particolare, con la concezione della logica della norma di von Wright), e ha trattato il cruciale tema morale del rispetto, mostrando in che modo la prospettiva psicogenetica pu arricchire la teoria morale senza pregiudizio per il suo lato normativo. Il risultato pi maturo conseguito sul piano in questione, autorevolmente riconosciuto a livello internazionale lintegrazione del paradigma semiotico al fine di una adeguata teorizzazione della mente morale, in una prospettiva che stata definita spinoziana, con riferimento a temi etici e ontologici sviluppati da Spinoza nellEtica e nel Trattato sullemendazione dellintelletto. Lapproccio linguistico-discorsivo alla morale, implicato da questispirazione, si ritrova alla base del quarto piano attorno a cui si manifestata lattivit di ricerca del candidato, e cio la proposta di una semioetica, come sintesi metodologica e teorica di un approccio alletica che privilegia il suo piano linguistico, una prospettiva che il candidato ha perseguito, anche qui con rigore metodologico e continuit di impegno nel tempo, in una serie di lavori che alternano o combinano tanto la ricostruzione storica quanto la proposta teorica (particolarmente interessanti, in proposito, i lavori dedicati alla figura di Giovanni Vailati).In conclusione, ci che anzitutto va sottolineato la dimensione internazionale della produzione del candidato, che gli ha assicurato la necessaria ampiezza di riferimento nelle teorizzazioni proposte, le quali hanno ricevuto riconoscimenti che ne dimostrano la consistenza e il valore. In secondo luogo, la produzione del candidato, nel suo sforzo di integrare il paradigma linguistico-semiotico nella teorizzazione etica, appare pienamente congruente al settore disciplinare di filosofia morale, investendo aspetti della riflessione sulla mente morale legati alle sue strutture e fondamenti. Infine, tale produzione appare caratterizzata da una sicura ed originale impostazione teorica sorretta da rigore metodologico e da continuit di sviluppo, e affidata a strumenti editoriali, nazionali ed internazionali, di provata rilevanza scientifica. Pertanto, sulla base delle valutazione sin qui esposte, e sulla base di unuguale positiva valutazione dellattivit didattica, il candidato, mostrando di avere raggiunto una piena maturit, particolarmente degno di essere preso in considerazione per lidoneit nella presente valutazione comparativa.
Giudizio espresso dal prof. Antonio Russo
Nato a Caltagirone il 28 giugno 1954, ha conseguito la laurea in Filosofia nel 1979, a Catania. Dal 1980 al 1987 ha usufruito, a pi riprese, di varie borse di studio presso il Centre de Recherches Smiologiques dellUniversit di Neuchtel, Svizzera, conseguendovi anche il titolo di Doctor s lettres, riconosciuto equipollente al dottorato italiano con decreto ministeriale del 27 luglio 1992. Dal 1985 al 1993, come professore a contratto presso lAteneo di Messina, ha tenuto corsi di Filosofia morale, Storia della Filosofia e Filosofia del Linguaggio. Presso lUniversit di Messina, stato ricercatore dal dicembre 1995 al 1 novembre 2000, ottenendovi, a partire dallottobre del 1999, laffidamento dellinsegnamento di Etica e deontologia della comunicazione. Nel 2000 ha ottenuto lidoneit a professore di seconda fascia, ed stato quindi chiamato, dalla Facolt di Scienze della Formazione dellUniversit di Messina, il 1 novembre 2000, a ricoprire il posto di professore associato per lo stesso insegnamento. Aqueci si occupato prevalentemente di nozioni di etica e di teoria del discorso, di figure e problemi della Semiotica, Etica della comunicazione. I suoi studi si sono sviluppati inizialmente attorno alla figura e allopera di Vilfredo Pareto, su cui il candidato ha prodotto la sua tesi di Dottorato, Discorso, ragionamento, azione in Pareto (Casale Monferrato 1990), e poi il volume su Le funzioni del linguaggio secondo Pareto, Berna 1991, e vari altri saggi successivi. A partire dagli studi su Pareto, di cui fornisce unesauriente trattazione, Aqueci, con frequente e fecondo ricorso alluso di categorie piagettiane e della sua scuola, ha analizzato una serie di altri autori, da Kant a Piaget, a Jean-Blaise Grize, Heidegger, Guido Calogero, Vailati, e poi varie questioni, tra pragmatica ed etica dellargomentare e del comunicare, che costituiscono adeguata prova delloriginale prospettiva di ricerca del candidato e, inoltre, manifestano la sua chiara attitudine e il suo costante impegno di studio e di ricerca. Il contributo dato in questi suoi scritti da Aqueci di alto livello, come lo attestano anche le numerose, e largamente positive, recensioni che gli sono state dedicate. Di notevole spessore scientifico sono anche i suoi lavori di etica della comunicazione, che trattano tematiche oggigiorno di ampia diffusione. Nell'insieme, emergono i tratti di uno studioso di consolidata esperienza, che si muove su di un terreno di ricerca, con buoni elementi di originalit.
GIUDIZIO COLLEGIALE
Francesco Aqueci
La produzione scientifica di Francesco Aqueci, del tutto congruente al settore scientifico-disciplinare M-Fil/03, si segnala, oltre che per il rigore metodologico, per l'innovativit con la quale ha saputo elaborare la sua originale lettura della riflessione di Pareto e Piaget vista come un contributo all'approfondimento della conoscenza sulla genesi dei giudizi morali.
Aqueci ha reso disponibile, con la sua semiotica, una prospettiva storico-teorica visibile anche sul piano della ricerca internazionale. Ragguardevole sono la presenza e continuit didattica, svolta da Aqueci per pi di un ventennio presso l'Universit di Messina, e la sua capacit di partecipazione a iniziative di respiro internazionale. Su questa base la Commissione ritiene che Francesco Aqueci abbia raggiunto la maturit didattica e scientifica per essere preso in decisiva considerazione ai fini di questa valutazione comparativa.
Candidata De Franco Raffaella
Giudizio espresso dalla prof.ssa Mariapaola Fimiani
Raffaella De Franco, dal 1973 assistente ordinario di Filosofia Morale presso la Facolt di Lettere e Filosofia dell'Universit di Bari, attualmente, presso la stessa Facolt, professore associato di Bioetica, insegnamento che ha ricoperto per affidamento gi nel 2000-2001. Negli anni Settanta Raffaella De Franco svolge attivit di ricerca prevalentemente su questioni di etica e di storia della riflessione morale, sui problemi legati alla medicina e alla biologia. Nel 1984 consegue il Diploma di Specializzazione in criminologia Clinica e Psichiatria Forense presso la Facolt di Medicina barese. Una significativa testimonianza della sua esperienza coordinata all'ambiente medico il volumetto del 2001, Per un'etica della diagnosi. Membro dell'International Society of Technology Assessment in Health Care, nel corso degli anni Novanta, De Franco, oltre a partecipare a qualificati Congressi Internazionali, lavora con continuit ai temi della bioetica e della deontologia della sperimentazione biomedica. Nel 1998 cura un'antologia di contributi di studiosi stranieri sulle questioni di una bioetica pluralista, dal titolo Bioetica e tolleranza. Questioni di medicina e morale per il terzo millennio, alla quale acclude una ricca bibliografia e premette una Introduzione, breve ma densa, di presentazione e commento ai saggi raccolti. Il volume del 2001, In nome di Ippocrate. Dall'olocausto medico nazista all'etica della sperimentazione contemporanea, discute il problema della regolamentazione della sperimentazione medica, proponendo un'ampia e documentata ricostruzione delle questioni che impegnano il dibattito sulla deontologia della sperimentazione nel corso del XX secolo, dal difficile momento nazista alle grandi linee della eugenetica in Occidente, fino all'evoluzione contemporanea dell'etica della sperimentazione umana. Il lavoro pi recente trova una sintesi nel volume Obiezione di scienza: la bioetica e le sfide dell'incertezza scientifica, del 2005, che affronta e discute il delicato problema della relazione tra epistemologia e scelte normative, tra frontiere della biomedicina e vincoli giuridici, pi in generale tra politica e scienza. Raffaella De Franco oltre ad esprimere maturit e sicurezza nell'uso delle fonti, mostra una certa originalit nel contributo offerto sia alla ricostruzione storica dei problemi pi delicati della ricerca bioetica che alla elaborazione teorica dei quesiti e degli interrogativi pi impegnativi e inquietanti del dibattito in corso.
Giudizio espresso dal Prof. Eugenio Lecaldano Sasso La Terza.
La candidata ha lavorato come assistente ordinario presso la Facolt di Lettere e filosofia dellUniversit di Bari dove dopo avere ottenuto lidoneit nellottobre 2002 divenuta professore associato per la disciplina di Bioetica . Nella sua produzione oltre agli articoli gi pubblicati negli anni Settanta su questioni etiche ( tra i quali da segnalare larticolo del 1975 dedicato alletica situazionistica ) prevalgono gli interessi per le problematiche della bioetica e per la storia della riflessione morale sulle questioni legate alla sperimentazione nella medicina e nella biologia . La centralit di questa tematica nella ricerca complessiva della candidata documentata oltre che dallantologia del 1998 su Bioetica e tolleranza ( una raccolta di contributi di studiosi stranieri sul tema della diversit e del pluralismo nella medicina a cui la candidata premette una introduzione ), dal volume del 2001 In nome di Ippocrate, e infine dal saggio dedicato sempre nel 2001 a Per unetica della diagnosi . In particolare lopera pi matura della ricerca della De Franco costituita dal volume In nome di Ippocrate in cui si ricostruisce con ricchezza di documentazione e chiarezza espositiva lo sviluppo che sulla riflessione biomedica degli ultimi decenni ha avuto la discussione innestata dal Processo di Norimberga sulla sperimentazione medica nel nazismo. La presentazione di una tendenza nella bioetica incline a ricavare criteri di delimitazione dalle articolazioni della stessa metodologia scientifica poi nel volume Obiezione di scienza (2005). Nei lavori pure apprezzabili della candidata si rileva una insistenza quasi esclusiva sul tema della riflessione etica sulla sperimentazione medica che nel momento stesso in cui le permette un approfondimento ragguardevole di questa tematica non apre , ancora, la sua produzione al confronto con le pi ampie tematiche della riflessione storica e teorica della disciplina oggetto di questo concorso.
Giudizio espresso dal prof. Carlo Montaleone
Dai primitivi interessi verso i problemi durkeimiani della devianza e dell'anomia di cui sono testimonianza numerosi saggi, Raffaella De Franco pervenuta a precisare una linea di ricerca in cui si mescolano virtuosamente perizia clinico-fenomenologica, teoria e profondit storica. Stabilizzata questa linea di ricerca in senso bioetico, la De Franco ha prodotto un'interesante introduzione a una serie di scritti sui rapporti tra medicina e morale, dove manifesta una spiccata padronanza sia nel trattare i tipici problemi della bioetica che nel mettere a raffronto proposte e valutazioni. Nei due volumi del 2001 che compongono la sua produzione maggiore, e cio In nome di Ippocrate e Per un'etica della diagnosi, la candidata sfoglia con pertinenza e acutezza il registro infinito di perplessit, dubbi, resistenze, illusioni che lo sviluppo della scienza e l'imprescindibile vincolo sociale che regola il destino collettivo riverberano sulla possibilit di orientare la discussione morale. Pertinente e acuta nelle sue conclusioni, Raffaella De Franco mostra, accanto a una buona maturit scientifica, una certa indeterminatezza nella teoria. Da lei peraltro lecito attendersi nuove e convincenti prove.
Giudizio espresso dal prof. Demetrio Neri.
Gi a partire dai primi scritti, pubblicati negli anni 70, la ricerca scientifica della prof. De Franco si indirizzata verso temi squisitamente etico-filosofici e, pi tardi, etico-sociali, quali quelli della morte nel pensiero di Heidegger e del suicidio nel pensiero di Sartre; e poi verso lindagine di nozioni quali norma, devianza e controllo sociale, affrontate non solo nel loro spessore etico-filosofico, ma anche attraverso strumenti concettuali specifici acquisiti dalla candidata grazie alla specializzazione in Criminologia clinica e psichiatria forense. Negli anni 90 linteresse della candidata si spostato decisamente verso lambito della bioetica, con un particolare riguardo verso il tema delle scelte etiche in biomedicina e in etica sociale. Da queste ricerche derivano i tre libri che la candidata sottopone allattenzione della commissione. Particolarmente rilevante il volume Inl nome di Ippocrate. Dallolocausto medico nazista alletica della sperimentazione contemporanea, unoriginale ricerca monografica che esamina – sulla base di una vasta documentazione storica criticamente vagliata– lo sviluppo e i principali caratteri della sperimentazione medica perpetrata dai medici nazisti nei campi di sterminio. Il volume ha suscitato un notevole interesse nella comunit scientifica italiana e ha contribuito al rinnovamento del dibattito bioetico sul tema delletica della ricerca biomedica. Nel complesso, la produzione scientifica della candidata si segnala non solo per limportanza e lattualit dei temi trattati, ma anche per lampia e aggiornata informazione e il rigore metodologico, che hanno consentito alla De Franco di pervenire, soprattutto nel volume sopra ricordato, a risultati originali. Per queste ragioni la candidata appare degna di essere presa in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa.
Giudizio espresso dal prof. Antonio Russo
La candidata si laureata nel 1969, in Filosofia, presso lUniversit di Bari, con una tesi sul suicidio. Nellanno accademico 1973 la De Franco stata assunta come Assistente ordinario di Filosofia morale presso la stessa Universit. Nel 1987 ha ottenuto il Diploma triennale di specializzazione in Criminologia clinica e psichiatria forense; inoltre, membro della International Society of Technology in Health Care. A partire dal 2000-01 ha avuto linsegnamento di Bioetica nella Facolt di Lettere e filosofia dello stesso Ateneo. La sua produzione consta di vari volumi e numerosi saggi. Il suo testo pi rilevante il volume In nome di Ippocrate. Dallolocausto medico nazista alletica della sperimentazione contemporanea (2001). In esso, e per altro anche in non poca parte della sua produzione, la candidata si concentra, con accuratezza, rigore metodologico e ricca documentazione, sui momenti pi salienti, ma anche sul significato ideologico delle vicende politico-scientifiche che, a partire dal Nazismo e dalle loro devastanti applicazioni, arrivano, in un modo o nellaltro, fino al giorno doggi, nelle loro varianti razzistiche. Nella sua produzione complessiva emergono una spiccata attenzione verso ambiti tematici di etica, questioni di bioetica e di storia delletica contemporanea, strettamente correlate alla sperimentazione medica contemporanea. Attraverso questo suo impegno, condotto sia sul piano teoretico che su quello storico, la De Franco riesamina cos, alcuni dei principali aspetti del dibattito svoltosi nellarco del XX secolo. Questa sua ricerca si snoda anche attraverso la pubblicazione di vari articoli sulletica situazionistica, sulla devianza, su bioetica e tolleranza. Per tutte queste considerazioni ritengo la De Franco meritevole di adeguata presa in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa.
GIUDIZIO COLLEGIALE
Raffaella De Franco
La produzione scientifica di Raffaella De Franco ha sviluppato approfonditamente le questioni della bioetica e dell'etica della sperimentazione medica senz'altro congruenti con il settore disciplinare oggetto di questo concorso. Apprezzabile la capacit con la quale De Franco ha saputo rendere esplicita la carica di normativit presente nella medicina scientifica vuoi con le ricadute negative che una sperimentazione senza regole pu provocare, vuoi con i suggerimenti prudenziali e precauzionali che da essa, ove ben interpretata, si possono ricavare. Rigore metodologico e ricchezza documentaria caratterizzano gli scritti di De Franco, che insistono su un'area tematica affrontata talvolta con qualche unilateralit, il che non le ha permesso ancora di ottenere risultati pienamente originali e innovativi. La notevole attivit didattica e di ricerca svolta da De Franco presso l'Universit di Bari e la sua partecipazione al dibattito italiano e anche internazionale nella bioetica e nell'etica medica la rende studiosa competente e apprezzabile.
Candidato Mori Maurizio
Giudizio espresso dalla prof. Mariapaola Fimiani
Maurizio Mori, gi professore a contratto dalla fine degli anni Novanta presso le Universit di Milano, di Torino (sede di Alessandria) e di Pisa, attualmente professore associato di Bioetica presso la Facolt di Lettere e Filosofia dell'Universit di Torino. Dopo una significativa esperienza di studi all'estero - prima in Finlandia, presso l'Universit di Helsinki, poi negli USA, presso l'Universit dell'Arizona (Tucson) dove consegue, nel 1984, il Master of Arts in Philosophy - nel 1985 assume il coordinamento della sezione di Bioetica del Centro Studi "Politeia", nel 1992 eletto membro del Direttivo della "International Association of Bioethics" e dall'anno successivo dirige la rivista interdisciplinare "Bioetica". Gli anni Novanta lo vedono impegnato prevalentemente nel dibattito sulla bioetica con interventi, in sedi qualificate italiane e straniere, per i quali ottiene riconoscimenti internazionali (dal '94 membro dell'Editorial Board di "Bioethics" e di "Journal of Medical Ethics", dal '95 di "The Journal of Medicine and Philosophy"). Gli studi di Mori muovono da un'approfondita riflessione sui problemi di un'etica laica, discussa sia da un punto di vista storico che teorico, con particolare attenzione alla tradizione analitica di area anglosassone. Il volume Utilitarismo e morale razionale(1986) ha il merito di presentare una adeguata ricostruzione delle tesi di R.B.Brandt, ma anche uno sforzo di approfondimento teorico delle prospettive utilitaristiche, criticamente confrontate con le teorie neo-intuizioniste o deontologiche: l'autore impegnato a far emergere tutta la complessit, passata e in corso, della filosofia analitica, e a proporre l'ipotesi di una speciale "etica obiettivistica". E' sulla base di queste ricerche che Mori prosegue il suo costante impegno di studio a proposito delle questioni di etica applicata e in particolare di bioetica. I temi all'attenzione del dibattito, oggi, sulla bioetica - dalla fecondazione assistita all'aborto, cui Mori ha dedicato tre volumi ( La fecondazione artificiale: questioni morali nell'esperienza giuridica, 1988; La fecondazione artificiale.Una nuova forma di riproduzione umana, 1995; Aborto e morale, 1996) - vengono affrontati dal punto di vista di un "etica critica", che escluda regole astratte e assolute, che sia capace di recepire elaborandoli i risultati delle scienze e delle nuove tecnologie, che assuma piuttosto che il principio della "sacralit della vita" quello della autonomia della scelta individuale o del "diritto alla vita" (al diritto alla vita dedicato il fascicolo monografico della "Rivista di filosofia" del 1983, curato da Mori insieme a Uberto Scarpelli; va ricordata la curatela degli scritti postumi di Scarpelli, Bioetica laica, del 1998). Le ricerche bioetiche di Mori si impegnano, cos, in una analisi conoscitiva e in una precisazione terminologica e concettuale dei problemi, adatta, per l'autore, a neutralizzare gli effetti immediatamente prescrittivi sia di una morale confessionale sia di un emotivismo etico proprio del senso comune. Le indagini privilegiano i problemi morali, che occupano una trama intermedia tra le questioni "metafisiche" relative ai fondamenti dell'etica e le questioni giuridiche o di politica pubblica. Maurizio Mori ha, inoltre, collaborato, per i temi di bioetica, al "Grande Dizionario Enciclopedico" della UTET, all'"Enciclopedia Garzanti di Filosofia" e al "Dizionario di storia della salute" di Einaudi. Meritevole per i suoi effetti di informazione, di sollecitazione, di attivazione dell'intelligenza critica del lettore, per l'ottima capacit comunicativa dei contenuti di conoscenza, che pure non riduce n semplifica la complessit dei problemi, , infine, il volume Bioetica. 10 temi per capire e discutere (2002).
Il candidato ha raggiunto una piena maturit di ricerca, dimostra approfondite conoscenze storiche e una marcata originalit teorica, capacit di analisi e di argomentazione, in una produzione ampia e continua, arricchita da un numero notevole di presenze e di partecipazioni ad occasioni di lavoro nazionali e internazionali, assicurando cos un profilo di studioso, nel campo della bioetica, di sicuro riconoscimento da parte della propria comunit scientifica. Maurizio Mori senza dubbio meritevole della massima considerazione per la presente valutazione comparativa.
Giudizio espresso dal Prof. Eugenio Lecaldano Sasso La Terza
Laureato in filosofia presso lUniversit di Milano nel 1974, ha conseguito il dottorato di ricerca in teoria generale del diritto e filosofia analitica presso lUniversit di Milano nel 1987. Ha studiato presso lUniversit di Helsinki con una borsa di studio del Ministero della Educazione finlandese . Nel 1983 - 1984 ha ottenuto una Fulbright Scholars presso lUniversit di Arizona. E stato lungamente insegnante di filosofia nelle scuole secondarie ( di ruolo dal 1981). Ricercatore di Filosofia del Diritto presso la Facolt di Giurisprudenza della seconda Universit di Milano (Bicocca ) dal 1999. Docente a contratto di Bioetica presso la Facolt di Lettere e Filosofia dellUniversit di Pisa negli anni 1997-1998 e 1998-1999. Gi idoneo al concorso di associato per il settore M-Fil /03 ha preso servizio nellottobre 2000 presso la Facolt di Lettere e Filosofia dellUniversit di Torino, decaduto dalla nomina per irregolarit nella stesura della domanda dal 1 gennaio del 2001 ricercatore presso la Facolt di Lettere e Filosofia dellUniversit di Torino dove ha anche laffidamento di Bioetica . Dopo avere ottenuto nuovamente lidoneit nellottobre del 2002 ha preso servizio dal 1 gennaio 2005 in qualit di associato di Bioetica presso la Facolt di Lettere e Filosofia dellUniversit di Torino. Dalla met degli anni 80 ha svolto in modo intenso e continuativo e con risultati pubblicamente rilevanti una attivit di promozione degli studi di bioetica in Italia,anche in collegamento con ricercatori di altri paesi, in particolare coordinando dal 1985 la sezione di bioetica del Centro di Studi Politeia e dirigendo dal 1993 la rivista Bioetica e facendo parte dal 1993 al 1999 del Comitato direttivo della International Association of Bioethics e dellEditorial Board di Bioethics. Si possono individuare allinterno della sua vastissima produzione due linee di ricerca approfondite in modo sistematico e con continuit e coerenza. Da una parte si collocano i suoi studi di storia delletica e di etica teorica quali ad esempio il volume del 1986 dedicato allutilitarismo di R. Brandt, Utilitarismo e morale razionale ( nella stessa linea di approfondimento dellutilitarismo si colloca anche un suo saggio del 1986 sullutilitarismo della norma) o il meritevole lavoro fatto nel 1995 per la cura e traduzione dei Metodi delletica di Henry Sidgwick . Ma in questa stessa linea sono rilevanti anche lintroduzione del 1981 al volume Etica di W.Frankena e i saggi sulletica di Manzoni ( del 1982), di Calderoni (1979 ) e Juvalta (1986)e lintroduzione (del 1986) a Unetica per la politica di B.Russell . Dallaltra si colloca quella larga mole di lavori con cui Mori ha trattato tutte le questioni della bioetica a partire dalla fine degli anni 70: al 1983 risale la cura con U.Scarpelli di un fascicolo speciale della Rivista di Filosofia dedicato al diritto alla vita e nel 1988 Mori cura un volume sulle Questioni di bioetica in cui raccoglie i contributi ad un convegno da lui organizzato a Siena in collaborazione con lo Hastings Center. Un volume complessivo che tiene insieme lattenzione per le questioni delletica in generale con quello pi specifico per la bioetica Bioetica .10 temi per capire e discutere (pubblicato nel 2002), nel quale Mori affronta anche una riflessione sulle ricadute formative delletica applicata. Nella sua ricerca Mori documenta poi una particolare attenzione per le questioni dellaborto (ad esempio con larticolo nel fascicolo speciale gi ricordato della Rivista di Filosofia del 1983 e con il volume del 1996 su Aborto e morale ) e della fecondazione artificiale approfondite da Mori in un volume del 1988 su La fecondazione artificiale:questioni morali nellesperienza giuridica ed in un volume del 1995 su La fecondazione artificiale: una nuova forma di riproduzione umana ). Ma Mori si soffermato pi volte e con buoni risultati anche sulle questioni delleutanasia (1986, 1990, 1992), della storia della bioetica ( 1993) e della definizione stessa del concetto di bioetica (1993, 1994). Significativa anche la presenza di Mori nel dibattito internazionale con una serie di interventi su importanti riviste (The Hastings Center Report nel 1987, Bioethics nel 1993 e il Journal of Medicine and Philosophy nel 2000) e in volumi collettanei (nel volume Principles of Health Care Ethics del 1993 a cura di R.Gillon, la voce del 1998 sul concetto di Life nellEncyclopedia of Applied Ethics a cura di R. Chadwick e il suo saggio sul pre-embrione del 1998 nel volume a cura di J. Harris e S. Holm su The Future of Human Reproduction). La produzione di Mori risulta indubbiamente ragguardevole per mole e approfondimento in entrambe le linee di ricerca di cui si detto. Il contributo di Mori, non privo di risultati originali, quello della discussione critica delle argomentazioni filosofiche presentate nelle discussioni bioetiche sulle questioni della nascita (come ad esempio nella discussione sulla potenzialit nel suo lungo saggio del 1990 ). Un altra linea lungo la quale si articola il contributo di Mori raggiungendo significativi risultati ( anche come ricaduta della sua ricerca pi rivolta alla storia e alla teoria delletica ) quella della documentazione e pi chiara delineazione della distinzione tra approccio della sacralit e della qualit della vita alle questioni della bioetica: una distinzione che attraverso la sua produzione si largamente affermata come una delle alternative con cui segnare la diversit tra morale cattolica e morale laica. La sua produzione dunque del tutto degna di un giudizio meritevole e tenuto conto di essa e della intensa attivit che laccompagna Maurizio Mori da prendere in considerazione in modo del tutto prioritario per questa valutazione comparativa.
Giudizio espresso dal prof. Carlo Montaleone
Esecutore di un programma di ricerca sorprendentemente coerente, Maurizio Mori lavora da alcuni decenni alla definizione della portata e del senso assunti dai nostri pensieri valutativi in relazione a inferenze che consideriamo valide perch combinate con pensieri non valutativi. Rilevare questo nesso, che contemporaneamente il memento di una scomposizione, il compito che Mori si attribu fin dai primi lavori, come per esempio nel saggio Laborto e il principio di potenzialit (Rivista di filosofia, LXIX, 1978, pp. 280-291) e si ritrova, con varie articolazioni, in tutta la produzione successiva. Giocandolo su diversi piani – e in un dialogo stretto con lutilitarismo come testimonia limportante saggio su Juvalta (Erminio Juvalta e lutilitarismo, Rivista di storia della filosofia, XLI, 1986, pp. 597-618) – Mori non si limitava a descrivere un caso di utilizzazione della first-person perspective nelletica. Discutendo il regresso allinfinito in cui Juvalta era incorso sovrapponendo le condizioni fattuali per individuare lio allio come valore, Mori evidenziava tutta la fragilit di unoperazione affidata alla scoperta dellidentit personale come fatto/valore non scomposto, e dichiarava che larroccarsi su questo fatto/valore impedisce programmaticamente lindipendenza della morale da quella che allora egli definiva come metafisica della totalit.
Tutta la produzione successiva di Mori – da Utilitarismo e morale razionale del 1986 ai successivi volumi sulla fecondazione artificiale e alle questioni costitutive della bioetica – potrebbe appunto essere descritta come la critica ininterrotta di una metafisica della totalit che fagocita lindipendenza della morale. Ben consapevole delle opzioni rese obiettivamente possibili dalla scienza, il candidato non si risparmiato nel riaprire spazi di analisi, spesso accolti polemicamente, sui modi in cui un orizzonte prestabilito di fatti diventa – per innalzamento metafisico – valore. Con una scrittura resa pi penetrante sia dallassoluta mancanza di tentazioni compromissorie che dal perfetto padroneggiamento delle grandi tradizioni del pensiero filosofico e scientifico, egli ha schiettamente posto in risalto i limiti pratici e teorici di concezioni, che autoproclamandosi vere, impongono scelte e opzioni morali. In quanto interne allorizzonte umano, ma proprio per questo relative, perfettibili e funzionali ai dilemmi che via via si presentano e davanti ai quali ognuno ha il diritto di valutare ci che costituisce il suo maggior interesse, queste opzioni appaiono, nella ricerca di Mori, assai pi complicate. Infatti, esse non possono che mescolare le buone ragioni che sentiamo di avere per includere positivamente ci che veniamo a sapere del mondo e di noi stessi e le buone ragioni su cui dovremmo trovare laccordo affinch i nostri atteggiamenti valutativi non pregiudichino la rinegoziazione tra le enunciazioni pi aggiornate delle scienze e quelle attinenti al dominio normativo. Insomma, Mori sembra coltivare lidea di un conflitto filosofico programmaticamente aperto tra ci che si deve intendere per natura, la variet delle proposte della scienza e la stessa morale degli individui. Egli viene cos a precisare una proposta dove la libert individuale non discende da una verit incisa nel mondo o verso la quale il mondo dovrebbe guidarci, ma da scelte e progetti edificati da enti fallibili, irrimediabilmente operanti al di fuori delle tradizionali tutele fondazionaliste che da sempre rappresentano lo stratagemma, purtroppo solo apparente, per imporre unalternativa allinumano e al non senso. La prospettiva che ne scaturisce di unetica senza assoluti, consona allautonomia delle persone e, come il candidato stesso scrive, al servizio della felicit degli individui, termina in un discorso sulletica pubblica spogliata da qualunque pregiudizio che richiami una presunta struttura dellessere alla quale gli individui siano tenuti a conformarsi. Mettere la qualit della vita contro la sacralit della vita, con le enormi conseguenze pratico-politiche che impossibile ignorare o sottovalutare, la scelta che ha trasformato i pi recenti lavori di Maurizio Mori in testi di riferimento e di dibattito culturale.
Lattivit di curatore, recensore e commentatore del candidato, sempre condotta con stile persuasivo e asciutto, risulta intensissima. Innumerevoli i suoi articoli di bioetica, da quelli legati alla discussione sullaborto e sulla fecondazione assistita a quelli che investigano i diritti degli animali e la dignit nel morire. Per linsieme di queste ragioni, oltre a quelle riconducibili a una capacit di dialogo espressa da molti anni in Europa e altrove, Maurizio Mori si presenta come un candidato senzaltro meritevole della massima attenzione ai fini della presente valutazione comparativa.
Giudizio espresso dal prof. Demetrio Neri.
Assai ampia e continua nel tempo, la produzione scientifica del prof. Mori pienamente pertinente allarea di Filosofia morale e, gi a partire dai primi anni 80, ha avuto una forte incidenza nel dibattito bioetico italiano e internazionale (come dimostrano i molti saggi pubblicati su riviste internazionali o in volumi collettanei). Le principali direzioni di ricerca sviluppate dal prof. Mori riguardano, da un lato, la storia e teoria delletica e, dallaltro, le tematiche specifiche appartenenti allarea della bioetica. Perseguita a partire dagli anni successivi alla laurea con lunghi soggiorni allestero, la prima direzione di ricerca si concentrata sulletica utilitaristica e concretizzata nel volume Utilitarismo e morale razionale (1986), nonch in nunerosi saggi di carattere storico-teorico su vari autori e nella traduzione, con ampia introduzione, di due classici del pensiero etico anglo-americano: lEtica di W. K. Frankena e I metodi delletica di H. Sidgwick. La robusta preparazione teorica cos acquisita dal prof. Mori stata messa a frutto, a partire dai primi anni 80, nel nuovo campo della bioetica, su cui il prof. Mori ha avuto il merito, ampiamente riconosciuto, di essere stato tra i primi in Italia ad aver attirato. In questa direzione di ricerca la produzione scientifica del prof. Mori assai vasta e articolata, toccando pressoch tutti i temi che oggi sono di pertinenza della bioetica. Si segnalano qui i due volumi dedicati alla questione della fecondazione artificiale: il primo, del 1988, sotto laspetto dellesperienza giuridica, mentre il secondo, del 1995, ne approfondisce le implicazioni filosofiche ed etiche. E poi il volume del 1996 su Aborto e morale, di taglio pi divulgativo, ma che riesce a coniugare questa finalit col mantenimento di un alto standard di rigore metodologico e acume critico. I contributi su varie tematiche bioetiche apparsi sulle maggiori riviste specialistiche italiane e straniere sono moltissimi e, per ci stesso, di valore diseguale: tutti, in ogni caso, si lasciano apprezzare per la vastit dellinformazione e della documentazione e la chiarezza espositiva. In molti di essi, infine, in particolare quelli dedicati allapprofondimento teorico della distinzione tra letica della qualit della vita e letica della sacralit della vita, vengono raggiunti risultati di grande spessore teorico e originalit filosofica.
In conclusione, la dimensione internazionale in cui si colloca una parte rilevante della produzione scientifica del prof. Mori, unitamente alla sua ben nota incidenza nel dibattito bioetico nazionale e internazionale, nonch la valutazione positiva del curriculum didattico, consentono di affermare che il prof. Mori ha raggiunto la piena maturit scientifica ed dunque degno di essere preso in particolare considerazione ai fini della presente valutazione comparativa.
Giudizio espresso dal prof. Antonio Russo
Il candidato ha conseguito la laurea in Filosofia nel 1974, presso lUniversit di Milano; poi, nel 1987, ha ottenuto il Dottorato di ricerca in Teoria generale del diritto e filosofia analitica presso lo stesso Ateneo. Inoltre, ha trascorso, con borse di studio, numerosi periodi di ricerca allestero, soprattutto in Finlandia, paese in cui ha approfondito vari aspetti di logica deontica e teoria del valore con G.H. von Wright, e poi negli Stati Uniti con una Fulbright Scholars, conseguendo nellUniversit dellArizona anche un Master in Filosofia. Dal 1999 stato assunto come ricercatore di Filosofia del diritto presso lUniversit di Milano-Bicocca e, inoltre, a partire dallanno accademico 2004-05 stato assunto come professore di seconda fascia presso lUniversit di Torino. Inoltre, il candidato, in tutti questi anni, ha svolto una intensa attivit didattica e di conferenziere, in Italia e allestero. Attualmente, egli coordina la sezione di bioetica del Centro studi Politeia; poi, dirige a partire dal 1993 la rivista Bioetica. Rivista interdisciplinare, oltre a coordinare numerose attivit di ricerca di vario livello.
La sua produzione, per un verso si svolta, con continuit, coerenza e costanza, e con esiti largamente apprezzati anche a livello internazionale, su ambiti tematici quali la storia delletica, letica teorica(su questi aspetti si veda la monografia del 1986 su Utilitarismo e morale razionale, ma anche la curatela e la traduzione dellopera Metodi delletica di Sidgwick,1996). Per un altro verso, la vastissima bibliografia del candidato si concentrata, con i volumi su Questioni di bioetica (volume di Atti curato nel 1988), Bioetica. 10 temi per capire e discutere (2002), Aborto e morale(1996), La fecondazione artificiale (1995), sui principali aspetti relativi ad ambiti tematici quali leutanasia, la storia della bioetica e la stessa precisazione concettuale della scienza bioetica. Questi suoi interventi hanno ottenuto una risonanza in Italia e allestero, consentendo al candidato di guadagnarsi una significativa presenza anche nel dibattito internazionale. A questo riguardo sono, tra laltro, istruttivi i suoi contributi apparsi su riviste prestigiose come Bioethics(1993), The Hastings Centre Report (1987) oppure in opere collettanee quali The Future of Human Reproduction , a cura di J. Harris e S. Holm (1988). I risultati cos conseguiti da Maurizio Mori non sono stati privi di originalit, soprattutto per quanto concerne la possibilit di istituire una linea di demarcazione tra lapproccio della bioetica al tema della sacralit e la qualit della vita. Per tutti questi motivi, ritengo il contributo scientifico di Mori, ai fini della presente valutazione comparativa, non solo pienamente attinente al settore scientifico-disciplinare, ma degno della massima attenzione.
GIUDIZIO COLLEGIALE
Maurizio Mori
La produzione scientifica di Mori si caratterizza in primo luogo come del tutto congruente all'area disciplinare M-Fil/03. Da una parte, nel corso della sua ricerca, Mori ha contribuito a sviluppare ed accrescere la conoscenza, nella cultura filosofica italiana, di alcune importanti tematiche nella storia dell'etica da Sidgwick all'utilitarismo contemporaneo. Dall'altra, Mori ha molto contribuito alla genesi, al consolidamento e all'ampliamento di una riflessione bioetica consapevole del dibattito internazionale. Tali risultati Mori ha realizzato con rigore, originalit e innovativit apprezzate non solo nella nostra cultura, ma anche in un quadro di esigenza di internazionalizzazione della nostra riflessione etico-pratica. Mori ha accompagnato alla sua produzione scritta una continuativa attivit didattica e un'attivit non meno continuativa di organizzazione, coordinamento e propulsione di linee di ricerca e di approfondimento di vari settori dell'etica , come nel caso della direzione della rivista Bioetica, da lui stesso fondata. Su questa base, la Commisssione ritiene che Maurizio Mori meriti una speciale considerazione ai fini di questa valutazione comparativa.
Candidato Semplici Stefano
Giudizio espresso dalla prof.ssa Mariapaola Fimiani
Stefano Semplici professore associato di Etica sociale presso la Facolt di Lettere e Filosofia dell'Universit di Roma Tor Vergata dal 2001. E' membro della "Internationale Hegel-Vereinigung" e del Comitato scientifico della Fondazione "Centro studi filosofici di Gallarate". Alla cultura illuministica, alla filosofia classica tedesca, ad alcuni nodi della filosofia contemporanea sono orientati, fin dall'inizio, i suoi interessi di ricerca. La fenomenologia e l'ermeneutica costituiscono oggetto di discussione in saggi e interventi, mentre al nichilismo e a Weischedel dedicata la prima monografia del 1984, Un filosofo "all'ombra del nichilismo". W.Weischedel. Apprezzabile il lavoro su Kant, impegnato nell'esame dei problemi del male e della teodicea, oltre che del contesto dell'etica settecentesca (Dalla teodicea al male radicale. Kant e la dottrina illuminista della "giustizia di Dio", 1990). Costituiscono, inoltre, prove di sicura competenza i volumi su Hegel, dei quali il primo discute i problemi di etica e filosofia della religione (Socrate e Ges. Hegel dall'ideale della grecit al problema dell'Uomo-Dio, del 1987) e il secondo la questione dello "spirito assoluto" nella polemica del "nuovo pensiero" di Rosenzweig (La logica e il tempo. Il "nuovo pensiero" e Hegel, del 1992). La pi recente monografia, Il soggetto dell'ironia (2002), esamina, con evidente originalit, la genesi e il concetto moderno di ironia. Le sue attuali ricerche sono particolarmente attente alle questioni di etica applicata, di etica pubblica e di comunicazione interculturale, ai problemi teorici e normativi che attraversano, nel dibattito in corso, la pratica dei conflitti e della condivisione. I risultati scientifici di Semplici evidenziano una solida conoscenza della complessit dei contesti storici e delle fonti, un metodo chiaro di analisi, una disposizione teorica associata a curiosit intellettuale e a spirito critico.
Giudizio espresso dal prof. Eugenio Lecaldano Sasso La Terza
Stefano Semplici ha lavorato e insegnato presso la Facolt di Lettere e Filosofia dellUniversit di Roma Tor Vergata, dove dal novembre 2001 professore associato. Il lavoro di Semplici , apprezzabile per continuit e ampiezza , si in particolare concentrato sullapprofondimento dellelaborazione filosofica di lingua tedesca da Kant ad Hegel. A questo ambito storico-teorico nel 1987 ha dedicato il volume su Socrate e Ges visti appunto nellopera hegeliana come nucleo per unelaborazione rispettivamente dellideale di grecit e di una pi compiuta antropologia. Un approfondimento di questo stesso contesto storico-teorico il volume del 1999 Dalla teodicea al male radicale in cui si esamina il rapporto tra lanalisi da parte di Kant del problema della teodicea e la concezione illuministica della giustizia. Ancora ad Hegel Semplici ha dedicato nel 1992 il volume La logica e il tempo. Il nuovo pensiero e Hegel . Infine ad un ricostruzione della concezione moderna dellironia come elaborata da Kant e ripresa da Hegel dedicato il volume del 2002 Il soggetto dellironia. Proprio questultimo volume, sicuramente il pi significativo della produzione di Semplici, mostra accanto allindubbia padronanza delle opere della filosofia classica tedesca e ad una grande capacit di lavoro una qualche difficolt nella resa espositiva ed una difficolt a ricomporre la lettura dei testi intorno a tesi interpretative chiaramente delineate.
Giudizio espresso dal prof. Carlo Montaleone
Autore di numerose pubblicazioni su Weischedel, Kant, Hegel e Rosenzweig, Stefano Semplici uno studioso colto, curioso, ottimamente preparato sia sul piano filologico che su quello propriamente ricostruttivo. Nella sua monografia pi recente, Il soggetto dell'ironia, queste qualit emergono con grande nitidezza nel chiarimento dei molteplici aspetti in cui si sviluppata la situazione ironica nella cultura moderna. Attento e sensibile anche verso le questioni di etica pubblica, di etica applicata e di comunicazione interculturale, Semplici mostra grande perizia sia nel cogliere i problemi di fondo della filosofia attuale che le molteplici catene di implicazioni teoriche ivi gemmate.
Giudizio espresso dal prof. Demetrio Neri
Stefano Semplici si laureato in filosofia nel 1983 presso la Facolt di Lettere e filosofia dellUniversit di Roma La Sapienza ed ha lavorato dal 1986 al 2000 come tecnico laureato presso lUniversit di Roma Tor Vergata, dove dal giugno 2000 ha assunto la qualifica di ricercatore confermato. Dal novembre 2001, dopo aver conseguito lidoneit, stato chiamato in qualit di professore associato presso la Facolt di Lettere dellUniversit Tor Vergata, dove insegna Filosofia Morale. Il candidato presenta una nutrita produzione scientifica nella quale spiccano due fondamentali direttrici di ricerca: linteresse - sicuramente prevalente – per la filosofia classica tedesca della quale tematizza in modo particolare la filosofia della religione; e linteresse per alcuni aspetti e figure della filosofia contemporanea, che ultimamente si in particolare concentrato su aspetti delletica applicata e della bioetica. Oltre per i numerosi articoli e saggi riguardanti temi quali il nichilismo, la filosofia della religione di Hegel e lIlluminismo, apparsi anche in riviste internazionali, la produzione scientifica di Stefano Semplici si segnala per le monografie dedicate a Kant e ad Hegel, costruite con buona metodologia e sostenute da solide basi conoscitive, incentrate soprattutto sui problemi della filosofia della religione e della teodicea. Lampiezza degli interessi, la continuit e la congruenza della sua produzione al settore scientifico-disciplinare, rendono Stefano Semplici degno di essere preso in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa.
Giudizio espresso dal prof. Antonio Russo
Il candidato ha conseguito la laurea e, poi, il diploma della scuola di perfezionamento in filosofia presso lUniversit di Roma, La Sapienza, sotto la direzione del prof. Marco Maria Olivetti. Dal 1986 al 2000 ha svolto attivit come tecnico laureato presso lUniversit di Roma Tor Vergata, sede in cui dal giugno 2000 stato assunto come ricercatore confermato. Dal novembre 2001 professore associato presso la stessa Universit, dove insegna Etica sociale. Il candidato presenta 5 monografie e vari saggi e articoli. I volumi sono: Un filosofo all'ombra del nichilismo. W. Weischedel, Roma, Armando, 1984; Socrate e Ges. Hegel dall'ideale della grecit al problema dell'Uomo-Dio, Padova, CEDAM, 1987; Dalla teodicea al male radicale. Kant e la dottrina illuminista della giustizia di Dio, Padova, CEDAM, 1990; La logica e il tempo. Il nuovo pensiero e Hegel, Genova, Marietti, 1992; Il soggetto dell'ironia, Padova, CEDAM, 2002. Semplici anche membro della Internationale Hegel-Vereinigung e del Comitato scientifico della Fondazione Centro studi filosofici di Gallarate. Dirige a Roma, a partire dal 1995, la Residenza Universitaria Lamaro-Pozzani, della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro. Dal 1990 al 1996 stato Co-direttore della rivista Appunti di cultura e politica; dal 1998 dirige la Collana di Studi e Ricerche Dario Mazzi (Bologna, il Mulino). La sua produzione denota un rigore scientifico attestato da una notevole e costante produzione e da una ampia ricchezza di contenuti. Semplici ha pubblicato vari volumi, di solido impianto scientifico, sugli aspetti etico-religiosi del pensiero di Hegel e di Kant. Nei suoi scritti pi recenti, egli, comunque, ha analizzato anche problematiche relative al problema della comunicazione interculturale e delletica del lavoro. Dallesame complessivo dei suoi testi, viene fuori, accanto ad una rigorosa metodologia di ricerca scientifica, anche una prospettiva teorica non priva di alcuni tratti di originalit. Accanto a vari interventi, di mole e di respiro non ampio, il candidato prende in considerazione nei suoi lavori migliori ed analizza con notevole rigore, alcuni dei principali temi del dibattito filosofico-religioso sullet dellIlluminismo, quali il problema del male e della connessione tra nuovo pensiero e Hegel. Nellinsieme, i lavori di Semplici sono limpidi, espongono con chiarezza le tematiche affrontate e denotano piena attinenza con il settore disciplinare qui considerato. Per questi motivi egli, qui, in questa valutazione comparativa merita di essere giudicato pienamente maturo. La qualit complessiva della produzione scientifica rende il candidato meritevole del giudizio di idoneit.
GIUDIZIO COLLEGIALE
Stefano Semplici
Semplici uno studioso che si caratterizza per un'ampia produzione su di un'area problematica sicuramente pertinente al settore disciplinare oggetto di questo concorso. Il suo lavoro particolarmente apprezzabile per la continuit con cui ha saputo rendere esplicite linee tematiche presenti nel pensiero classico tedesco tra Kant ed Hegel. Significativo il modo col quale Semplici ha affrontato la questione della teodicea in Kant ed indubbiamente originale lo sforzo col quale cerca di ricavare da Kant ed Hegel una particolare interpretazione del concetto di ironia. Il livello di approfondimento, sul quale si muove la ricerca di Semplici, la rende aperta ad ulteriori precisazioni e determinazioni che possano dare compiutezza alle sue tesi storico-teoriche. Apprezzabile stato l'impegno didattico di Semplici e la sua presenza, sia sul piano nazionale che su quello internazionale, alle occasioni di approfondimento pubblico della conoscenza della filosofia classica tedesca. Stefano Semplici uno studioso senz'altro degno di un giudizio positivo.
In conformit ai criteri di massima prestabiliti, dopo ampia ed esauriente discussione, che si svolge attraverso la comparazione dei giudizi individuali e collegiali espressi sui candidati, la commissione ha proceduto alla votazione.
Il presidente, dopo aver ricordato che ogni commissario dispone di due voti positivi, corrispondenti al numero massimo di idonei che la commissione pu dichiarare e che non consentito astenersi, ha invitato ogni commissario, interpellato secondo lanzianit nel ruolo, ad esprimere palesemente il proprio voto su ognuno dei candidati, i cui nomi sono stati letti in ordine alfabetico:
Aqueci Francesco: voti 4
De Franco Raffaella: voti 0
Mori Maurizio: voti 5
Semplici Stefano: voti 1.
Come si evince dalla votazione, con deliberazione assunta allunanimit, la commissione ha individuato quali idonei, nella valutazione comparativa per la copertura di un posto di professore di ruolo di I fascia per il settore scientifico-disciplinare M-FIL/03 della Facolt di Scienze della Formazione dellUniversit di Messina, i seguenti candidati elencati in ordine alfabetico:
Aqueci Francesco
Mori Maurizio
La Commissione ha quindi proceduto alla stesura della presente relazione riassuntiva dei lavori svolti.
Al termine delle operazioni concorsuali, la commissione ha trasmesso al Magnifico Rettore e al responsabile del procedimento la relazione, i verbali e gli atti della valutazione comparativa, per gli adempimenti successivi.
La seduta, come risulta dal verbale n.4, stata tolta alle ore 20.00.
Scritta, letta e approvata seduta stante.
Messina, 15.2.2006.
La Commissione
-Prof. Eugenio Lecaldano Sasso La Terza, Presidente
-Prof.ssa Mariapaola Fimiani, membro..
-Prof. Carlo Montaleone, membro..
-Prof. Antonio Russo, membro
-Prof. Demetrio Neri, segretario.