Nicola Aricò

Laureato  presso la Facoltà di Architettura di Venezia nel 1976, ha avviato collaborazione  universitaria  presso Architettura  di Reggio Calabria nel 1977 presso le cattedre di Storia dell'Architettura e di  Storia  dell'Urbanistica.

Nel  1979  avvia  la ricerca sul Manierismo  in Sicilia sotto la guida di Manfredo  Tafuri e Maurice Aymard,  originando  da  alcuni  spunti tematici messinesi connessi alle conseguenze urbanistiche successive alla battaglia di Lepanto.

Ha  condotto  ricerche presso numerosi archivi e biblioteche europee da Dubrovnik a Madrid,  da  Simancas  a Parigi, quindi in Italia a Milano, Venezia, Firenze, Lucca, Massa Carrara, Roma, Napoli, Palermo.

Nel  1981 ha pubblicato Per una genealogia della normativa urbansitica in Sicilia secoli XIII-XVI che  costituisce il  primo  riferimento  saggistico  alla ricerca su Rinascimento e Manierismo in Sicilia.  E  ancora  Archiviare  il Dominio  nel Castello della Storia, saggio-guida alla comprensione dei legami tra viceregno di Sicilia  e  archivo di Simancas.

Nel 1982 partecipa al convegno per le celebrazioni antonelliane con Quartieri e fondiarietà urbana a Messina tra Quattro e Cinquecento; nello stesso anno pubblica in un volume miscellaneo di studi in onore di Carmelo Trasselli, con introduzione di Fernand Braudel, Materiali da costruzione a Messina tra Lepanto e la Peste.

Nel  1983 inizia la collaborazione con la rivista internazionale edita da Electa "Storia della città" diretta da  Enrico  Guidoni con il saggio Mestieri e spazio urbano a Messina nell'epoca di Ferdinando il cattolico. Ancora  con Guidoni  pubblica  nello  stesso anno il saggio scritto a due mani La geometria come  principio.  Momenti  della progettazione urbana a Palermo nei secoli XVII e XVIII.

Il  1984 è l'anno della monografia sulla riedificazione di Reggio Calabria dopo il terremoto del 1783  Riedifcare contro la Storia. Una ricostruzione illuminista nella periferia del Regno borbonico.

Tra  il 1984 e il 1989 collabora con il Touring Club d'Italia per la nuova redazione della guida regionale  Sicilia, occupandosi dell'intera area peloritana, partecipando altresì ad alcuni convegni e seminari in costante rapporto con la cattedra di Storia dell'Architettura di Palermo tenuta da Maria Giuffré.

Nel 1985 vince il concorso pubblico di ricercatore bandito da Architettura di Reggio Calabria.

Nel 1988 la rivista "Storia della città" dedica un intero numero monografico alla cartografia di Messina in occasione del terremoto del 1783 di cui Nicola Aricò è il curatore.

Seguono  altri saggi sulla stessa rivista, tra cui La statua, la mappa e la storia. Il don Giovanni d'Austria a  Messina e Urbanizzare la frontiera. L'espansione dalmata di Ragusa e le fondazioni trecentesche di Ston e Mali  Ston, quindi L'idea di piazza a Messina tra Rinascimento e Maniera.

Nel  1990 partecipa al convegno milanese su "L'Architettura della Compagnia di Gesù" dove ufficializza  il  rinvenimento di un codice manoscritto di Jacopo Del Duca a Messina.

Dall'anno accademico 1991-92 ottiene dall'Università di Reggio Calabria l'affidamento in supplenza per  l'insegnamento  di  Storia  dell'Architettura che mantiene fino all'anno accademico 1994-95 per  passare  poi  all'insegnamento di Storia della critica e della letteratura architettonica.

Dall'anno  accademico  1992-93 ricopre, con affidamento dell'Università di Messina, Facoltà  di  Ingegneria,  la supplenza per l'insegnamento di Storia dell'Architettura nel corso di laurea in "civile-edile".

Con la pubblicazione di nuovi saggi nel 1992 dà alle stampe il volume  Atlante di città e fortezze del Regno di Sicilia, edizione critica di due codici che si conservano presso la Biblioteca Nazionale di di Madrid.

Nel  1993-94 pubblica nuovi saggi su "Icaro" rivista del Dipartimento di Analisi e Architettura della città  mediterranea di Architettura di Reggio Calabria.

Dal luglio 1994 al febbraio 1995 è assessore all'Architettura e Urbanistica del Comune di Messina.

Nel 1995 scrive la postfazione al fotolibro commemorativo della cittadella universitaria di Messina.

Nel 1996  pubblica una prima stesura del saggio Illimite Peloro sul primo  Quaderno  del  Dipartimento  di Rappresentazione  e Progetto della Facoltà di Ingegneria di Messina.

Negli anni 1997-98 pubblica Messina nell’epopea di Lepanto, L’insediamento della Compagnia di Gesù a Messina dal 1547 all’espulsione tanucciana, Introduzione al volume antologico Messina nell’Ottocento.

Nel 1998 risulta vincitore del concorso per professore di seconda fascia in Storia dell’Architettura, prendendo servizio presso l’Ateneo di Messina e insegnando presso la Facoltà di Ingegneria, corso di laurea in Ingegneria Civile-Edile, Storia dell’Architettura, insegnamento di cui è unico titolare che ha tenuto ininterrottamente fino al corrente anno accademico.

Nel 1999 pubblica Illimite Peloro. Interpretazioni del confine terracqueo. Montorsoli Del Duca Ponzello Juvarra D’Arrigo; Un’opera postuma di Jacopo Del Duca: il Teatro Marittimo di Messina, in A. Casamento, E. Guidoni, a cura di, L’urbanistica del Cinquecento in Sicilia, Kappa, Roma; e Perché restiamo in Provincia, in A. Bianchi, O. Milella, a cura di, Centri storici minori del Mediterraneo, Gangemi, Roma.

Nell’anno accademico 2001-02, con il nuovo ordinamento, veniva avviato il corso di laurea triennale in Ingegneria Edile per il Recupero, dove attivando gli insegnamenti di Storia dell’Architettura 1 e 2, accettava l’incarico dell’insegnamento, che tiene a tutt’oggi, avendo esaurito il precedente corso interno al vecchio ordinamento.

Diviene redattore della rivista del Dipartimento di Rappresentazione e Progetto, cui afferisce, “DRP. Rassegna di Studi e Ricerche”, determinando la produzione di numeri monografici il primo dei quali cura personalmente sul tema dei centri storici minori, pubblicando nel 2001 il n. 3 della rivista Sicilia. Centri storici minori o piccole città, Sicania, Messina, dove sono il suo saggio Le invisibili città del mondo siciliano e due interviste a Giancarlo De Carlo e a Enrico Guidoni. Nel 2002 cura ancora il numero successivo della rivista (n. 4) dal titolo La penisola di San Raineri: diaspora dell’origine, dov’è il suo saggio Segni di Gea, grafie di Atlante. Immagini della Falce dal VI secolo a.C. all'epifania della Cittadella. Nello stesso 2002 vengono pubblicato gli atti del Secondo Forum di Reggio Calabria su “Le città del Mediterraneo”, a cura di M. Giovannini e D. Colistra, dov’è la sua relazione Appunti per una genealogia della città mediterranea, Kappa, Roma. Ancora nel 2002 viene pubblicato il n. 0 della rivista “Mesogea” dove pubblica Il cortile e il grattacielo, Mesogea, Messina. Nello stesso 2002 partecipa alla 4e Journées d’études du Musée des Plans-Reliefs di Parigi, I cui atti vengono pubblicati l’anno successivo nel volume Atlas militaires manuscrits europeens (XVIe-XVIIIe siecles), Parigi, dov’è la sua relazione La Sicile, deux vice-rois, trois atlas (1577-1640).

Nel 2003 collabora  con la Biblioteca Regionale di Messina per una mostra con catalogo del patrimonio incisorio della stessa , pubblicando Appunti per una storia iconografica della città. Le incisioni (secoli XVI-XVIII) nel catalogo a cura di M.T. Rodriquez, A. Repici, Nel Mediterraneo una Città e un'Isola: Messina e la Sicilia, Biblioteca Regionale di Messina, Messina.

Nel 2004 sono pubblicati gli atti del convegno tenuto a Palermo nel novembre 2002 sull’urbanistica medievale nel Mezzogiorno curati da A, Casamento e E. Guidoni, Le città medievali dell’Italia meridionale e insulare, Kappa, Roma, dov’è la sua relazione  "In nova urbe Messane": Un palinsesto urbanistico del secolo XII.

Nel 2005 ha pubblicato, in collaborazione con il FAI, La Torre della Lanterna di Giovannangelo Montorsoli, GBM, Messina. Ha avviato nello stesso anno l’insegnamento di Storia della Città e del territorio presso la Facoltà di Ingegneria di Messina, corso di laurea magistrale in Ingegneria Edile per il Recupero. Ha coordinato il Colloquio Internazionale “Architettura del confine terracqueo ed estetica barocca della città mediterranea”, tenutosi a Messina il 23 settembre 2005.

Ha pubblicato, in due volumi, tra 2005 e 2006, dopo una poliennale attività di ricerca sulla “pedagogia” della progettazione nel secolo dei Trattati, Libro di Architettura: il primo, di restituzione saggistica, con sottotitolo Da L.B. Alberti ad anonimo gesuita siciliano del tardo secolo XVI; il secondo, Edizione critica.

contatto

arico@ingegneria.unime.it