SOCIOLOGIA URBANA

Prof. Uff.: Nicolò LEOTTA

 

Corso di laurea triennale in

 

ANALISI DEI FENOMENI SOCIALI E POLITICI

(6 CFU)

 

 

Programma a.a. 2006/2007

 

 

Obiettivi

 

Il modulo si propone di:

 

a)      Far conoscere le principali questioni intellettuali dell’analisi sociologica del fenomeno urbano;

b)      illustrare i diversi contesti sociali in cui si sono sviluppati alcuni tipi di sistema urbano;

c)       sviluppare competenze di base nell’analisi sociologica del fenomeno urbano;

d)      fornire conoscenze di base sui metodi per l’analisi empirica dei dati socio-territoriali;

e)      analizzare le forme e il linguaggio delle immagini di città secondo una prospettiva storico-urbanistica di modelli  urbani e comunità locali;

f)        riconoscere le tecniche della ricerca socio-visuale per descrivere e comprendere le trasformazioni urbanistiche;

g)      sviluppare competenze minime nell'analisi visiva socio-territoriale dell’urbanità contemporanea;

h)      familiarizzarsi in modo propedeutico con le tecniche di ripresa e produzione visiva di immagini urbane;

i)        saper applicare i metodi della ricerca socio-visuale ai fenomeni empirici di  marketing territoriale urbano.

 

 

Contenuti

 

Il corso di Sociologia Urbana accomuna due diversi contesti tematici di ricerca e di pratica: l’urbanità e la cultura visuale. Il carattere d’insieme di questo modulo, integrando la comunicazione visiva alla città, guida lo studente seguendo quattro itinerari di viaggio nel tempo e nello spazio che attraversano siti archeologici e architetture balneari, luoghi e paesi, città e metropoli, global cities e comunità locali.

Il primo itinerario urbano, seguendo la lunga tradizione del “Grand Tour d’Italie” in piena età romantica, tocca le maggiori città d’arte italiane documentate nel ricco repertorio dei voyages pittoresques che delinearanno le coordinate iconografiche del turismo urbano del Bel paese. Segue l’itinerario americano della città in piedi: New York. Visioni d’oltreoceano che testimoniano il dirompente quanto inarrestabile sviluppo dello skyline newyorkese, la seduzione spettacolare di Times Square, i mille popoli della metropoli delle metropoli. L'aspetto narrativo del terzo itinerario descrive le tappe del turismo degli anni ’60 nella metropoli dal cuore antico: la  “dolce Roma”. Un percorso di turismo urbano cresciuto in maniera significativa attraverso il linguaggio cinematografico di vacanze romane e della dolce vita: testimonianze iconografiche di quando Hollywood si trasferì a  Cinecittà. Le tappe del quarto itinerario esplorano le anime della megalopoli padana del XXI°, una vasta regione geografica che si estende dalle Alpi agli Appennini, da Genova a Trieste, da Torino a Rimini. Un “tour” attraverso un sistema urbano reticolare che partendo dal cuore pulsante della grande Milano attraversa la Pianura Padana per concludersi sulle spiagge modaiole della costa adriatica.

Quest’ultimo itinerario (il quarto) affronta il tema complessivo dell’ osservazione visuale degli spazi del urbano contemporanea che oggigiorno risulta di grande attualità sia in termini puramente visivi che sul piano sociologico. Le modalità di interazione fra vita sociale e nuove forme spaziali della città nuova sembrano giunte a una svolta epocale che, all’alba del terzo millennio, delineano un network della struttura urbana con caratteristiche globali e locali.  Città-aereoporto, parchi a tema, grandi ricezioni alberghiere, stazioni di servizio per turisti, centri termali, come links locali di un ipertesto dell’ urbanglocal, costituiscono quella interfaccia di una nomadità la cui esperienza visiva sembra confermare che l’unica strategia cognitiva che rimane per immaginare, così come per leggere il luogo urbano, è ritagliare la sua specificità locale, definendo un certo spazio scelto come luogo di interesse e d’intervento. Il rapporto tra nomadità urbana e  comunità locali costituisce il nodo centrale del percorso didattico-visuale del presente corso.

 

 

Testi d’esame

 

- N. Leotta (2005), Approcci visuali di turismo urbano, Hoepli, Milano (allegato DVD) – Testo n° 1

- N. Leotta (2005), Modelli urbani e sociologia visuale, CUEM, Milano (allegato Cd-rom) – Testo n° 2

   - N. Leotta (2005), Le vie  del rame, CUEM, Milano  (allegato Cd-rom) – Testo n°3

 

Lo sguardo urbano: dispensa con DVD di supporto al corso

 

    - N. Leotta (2006), Lo sguardo urbano (dipensa con DVD)

 

Letture consigliate e di approfondimento

 

        - G. Martinotti (1993), Metropoli, Il Mulino, Bologna.

- S. Sassen (2004), Globalizzati e scontenti, Il Mulino, Bologna.

- AA.VV. (2006), Città. Architettura e società, Biennale di Venezia, Marsilio, Venezia.

 

Informazioni e materiale di supporto al corso 

 

I testi, le dispense e il DVD di supporto al corso sono disponibili presso la Libreria Hobelix.

 

Attività seminariale

 

 

Gli argomenti trattati nelle lezioni verranno poi approfonditi nei due seguenti seminari tematici:

1.      La città lineare (Regione dello Stretto)

2.      Paesaggi sonori urbani (Mediterranei)

 

Ricerca sul campo: Progetto PHOTOMETROPLIS

 

Assegnazione individuale (o di gruppo) di percorsi visuali di ricerca sul campo del Progetto PHOTOMETROPOLIS.

 

Ricevimento studenti

 

L’orario di ricevimento studenti sarà concordato nel corso della prima lezione del corso.

 

 

 

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Programma delle lezioni

 

Presentazione: Modelli urbani e sociologia visuale

 

 

Prima Lezione - Introduzione generale

·         Città e cultura  visuale  (Testo 1- Introd.; Testo 2 - Introd. –  Dispensa Lo Sguardo Urbano)

 

 

Prima Parte: Lo sguardo urbano

 

Percorso Storico-Semiologico (lavorare sulle immagini)

 

Seconda LezioneLa città storica:

 

      Lo sguardo romantico  (Testo 1 - Primo Itin.–  Dispensa Lo Sguardo Urbano)

 

·        Le città storiche e d’arte: il paesaggio urbano

 

 

Terza Lezione  - La città d’arte:

 

       Lo sguardo del turista (Testo 1 - Primo Itin.; Testo 2 - Primo cap. – Dispensa Lo Sguardo Urbano)

 

·        Le città di mare, villeggiatura e tempo libero

 

 

 

Quarta/Quinta Lezione – La città verticale: New York

               

      Lo sguardo dinamico-sociale (Testo 1 - Secondo Itin.; Testo 2 - Secondo cap. – solo

           approfondimento –  Dispensa Lo Sguardo Urbano)

 

·        New York: La città in piedi

·        La città mosaico - Leisure time - Coney Island

 

Sesta/Settima Lezione – Le città dal cuore antico

                                  

       Lo sguardo collettivo (Testo 1 – Terzo  Itin.; Testo 2 Terzo cap.- Dispensa Lo Sguardo Urbano)

 

·        La “dolce Roma” -  Cinecittà

·        La “grand” Milano  -  Mediolanum

 

 

Seconda Parte: New urban sociology

 

 

Percorso Empirico-metodologico (lavorare con le immagini)

 

Ottava/Nona Lezione – Urban Visual Sociology

      Lo sguardo socio-territoriale  (Testo 1- Quarto Itin. - DVD 4° Itin.- Dispensa Lo Sguardo Urbano)

·        Megalopoli padana

bulletLa città lineare (Regione dello Stretto di Messina)

 

Decima Lezione - Lo sguardo socio-territoriale 

bulletCooperazione internazionale e sviluppo urbano locale 

Case-study: Le vie del rame (Testo 3 – Seconda e Terza Parte – Dispensa Lo Sguardo Urbano)

 

 

 

Undicesima Lezione – Preparazione per l’esame finale

 

 

 

 

 

 

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Progetto PhotoMetropolis

E’ convinzione consolidata che la città di Messina stia subendo da qualche tempo un cambiamento radicale. Tale convincimento trova sempre più riscontro nella profonda crisi di identità dei tradizionali paradigmi urbani, dalla città storica stretta fra le sue mura alla città struttural-funzionalista, che mostrano un profondo e generale cambiamento tanto da rendere molto diverse le città odierne dalle tipologie architettoniche e spaziali finora conosciute.

L’attuarsi di questo complesso processo di trasfigurazione della città siciliana sta facendo emergere una nuova forma urbana caratterizzata da nuove pratiche insediative extra-urbane, dal decentramento produttivo regionale, dalla facilità di scambi di beni e servizi fra una località e un’altra.

Ci troviamo in presenza di una dispersione dell’urbanizzato capillarmente sostenuto dall’uso ormai generalizzato dagli strumenti di "istantanea adiacenza artificiale", reti telematiche, linguaggio informatico, Internet, video-conferenze, che hanno messo profondamente in crisi l’idea, così sedimentata nell’immaginario collettivo, del potere attrattivo centripeto della città, incentrata sul principio di propinquità ed isolata dalla campagna.

Oggi si assiste invece, ad una inversione di tendenza dove l’isolamento urbano si è rotto e la nuova forma urbana "occupa sempre più spazio", oltrepassa i suoi tradizionali confini, dilaga nella campagna e mescolando ormai, aspetti rurali ad altri tipicamente urbani e sub-urbani, assume una conformazione di città lineare.

Infatti, siamo testimoni, un po’ smarriti ma al contempo affascinati, del declino generalizzato di un certo tipo di città e dell’emergere di una "nuova forma urbana" che, ramificandosi in un territorio sempre più vasto, rappresenta un modello dell’urbanizzazione contemporanea, in quanto indicativa, non soltanto di una rilevante dimensione territoriale, demografica ed economica della città, ma anche di un nuovo assetto funzionale di essa.

Un territorio esploso, quello della città diffusa, che con le sue autostrade telematiche e i suoi filamenti extra-urbani, segna una profonda ri-definizione del paesaggio attraverso una "urbanizzazione del territorio".

Dunque, la nuova forma urbana totalmente diversa, per struttura spaziale e topologica dalla città-stato e dalla città industriale, rompe definitivamente con la distinzione tradizionale tra "dentro le mura" e "fuori le mura", tra "centro" e "periferia" generando invece un paradigma di città diffusa policentrica, frammentata e priva di luoghi forti.

Per un approccio socio-visuale dello spazio urbano

Si tratta di un processo, quello della trasfigurazione urbana contemporanea, che sembra subire una continua accelerazione. Una trasformazione della città così veloce che viene percepita dai suoi stessi abitanti in maniera confusa ed incerta suscitando talvolta disorientamento ed inquietudine.

Risulta dunque naturale che nella "città diffusa", caratterizzata da insiemi urbani e da tanti luoghi metropolitani con scarse connotazioni simboliche consolidate, non sia poi così difficile sentirsi spaesati e incapaci di "ri-organizzare" la propria percezione dello spazio e/o rischiare di perdere l’orientamento cognitivo incarnando così la pratica della deriva urbana, del perdersi metropolitano.

Da qui la necessità da parte dell’attore sociale di ri-contestualizzare quella visione, ormai obsoleta, della città tradizionale con una nuova immagine della forma urbana post-industriale. Una esigenza di ri-orientamento spaziale, quella espressa dalle popolazioni metropolitane che, nel percepire la trasfigurazione dell’habitat urbano, modificano contemporaneamente anche l’immagine cognitiva della città.

E parlando di nuova urbanità e della sua ri-organizzazione cognitiva e visuale si può palesemente constatare come la città e le immagini che la rappresentano si evolvono in maniera analoga, quasi parallela, dato che il linguaggio iconografico, storicamente, ne ha assunto i problemi e ne ha descritto i mutamenti.

 

L’obiettivo

L’uso delle arti visive, come uno strumento parallelo ed integrativo all’indagine sociologica del contesto metropolitano, è l’obiettivo principale che la Sociologia visuale della città (Urban Visual Sociology) intende realizzare. Una ricerca socio-iconografica sulla base dell’intrecciarsi di scritti sociologici e di percorsi iconografici, prenderà in esame il divenire della città di Messina,

L’obiettivo principale dello studio socio-iconografico sulla trasformazione urbana tardo-moderna, portato avanti da ricercatori , da fotografi, videomaker e cineasti, sarà quello di evidenziare come oggi non è più possibile prefigurare, come è stato per il passato, un’immagine urbana univoca a struttura rigida, ma cogliere un'immagine di città frammentata, caotica, in continua evoluzione e proiettata in un futuro dai contorni incerti ed imprevedibili.

 

La metodologia

In particolare si tratterà di cogliere una possibile liaison tra percorsi visuali e ricerca urbana. L'integrazione di queste due "strategie di lettura", risulta essere l'approccio metodologico del progetto PhotoMetrolis che, sviluppando parallelamente la specificità della comunicazione iconica e gli studi sociologici sulla città, vuole fornire una chiave interpretativa dei fatti sociali della dimensione urbana.

L’esperienza visuale e quotidiana di milioni di viaggiatori urbani contemporanei è una conferma dei problemi che si incontrano nel definire le aree metropolitane poiché l’organizzazione visiva dell’utente dell’ipercittà non può più essere quella della città tradizionale stretta fra le sue mura: i luoghi di riferimento sono cambiati, si disperdono e si confondono con un paesaggio urbano frammentato e in continua espansione. Così l’unica strategia cognitiva che rimane per immaginare come per progettare la città è ritagliare la sua continuità latente, definendo un certo campo come ipotesi d'intervento. La scelta di questo campo d'intervento nel ritaglio della città è la cosa più importante di tutto il progetto urbano. E il ritaglio è un ritaglio tematico ed espressivo non meno che territoriale. D’altra parte è proprio questa la pratica di vivere la città dal basso, l’esperienza elementare dell’attore sociale che, cieco nei confronti della complessità urbana che resta per lui opaca, esperisce la città senza però disporre di strumenti adeguati alla sua comprensione totalizzante.

E’ in questo modo di interiorizzare la città più per l’esperienza urbana che per la sua struttura, che si inserisce la strategia metodologica dei frame iconografici dellìattività di ricerca sul campo Progetto PHOTOMETROPOLIS di Sociologia visuale che, puntando sul filone della sociologia spazialista (Goffman 1969; 1974; Ledrut 1987; Collins 1992; Hannerz 1992; Giddens 1994), prende in esame le relazioni tra società e spazio con l’aiuto dei linguaggi iconografici. (Harper 1979, 1982; Sttasz 1979; Becker 1981; Curry, Clark 1983; Mattioli 1991; Cipolla, Faccioli 1993).

Una prospettiva di analisi che, associando il concetto sociologico del frame (Dal Lago 1995) al tempo iconografico, è in grado di costruire una simulazione di come alcuni siti della città costituiscano il background, o appunto la cornice ideale nella quale l’attore sociale può situare la propria azione. (Martinotti 1993).

Nell’ottica del frame socio-visuale, metodologicamente elaborato dal gruppo del Laboratorio, le relazioni tra spazio sociale e tempo dell’immagine saranno considerate fondamentali poiché nella città contemporanea, nelle sue forme e più ancora nella sua vita, il presente si dilata e si libera da una parte nel passato e dall’altra nel futuro. La dimensione temporale è frantumata e ridotta a episodi, ognuno dei quali autosufficiente nel contenere in sé il passato ed il futuro di cui hanno bisogno.

Se da una parte è lo spazio che fornisce un significato alla realtà, poiché è al suo interno che si svolgono le azioni degli attori sociali, dall’altra è l’immagine che, registrata in un determinato momento storico, ne fornisce la dimensionale temporale. Non è perciò possibile analizzare l’azione sociale de-contestualizzandola o astraendola dalla realtà spazio/temporale in cui essa si svolge.

Richiamando l’ipotesi di costruire una simulazione, come esperienza capace di far sentire le cose, con lo sguardo iconico si vuole ricostruire la visione spaziale che l’attore sociale ha del suo territorio urbano, del suo frammento lavorativo, del suo parziale geografico, del suo ri-organizzare l’immagine della città.

Il contigente, il frammentario, il relativo, il temporaneo diventano, sia pure solo accennati, parole chiave nel nuovo planning urbano. La città fondata su logiche di centralità spaziali, simboliche e culturali cede il passo alla città-collage o alla città-bricolage. Da qui la scelta metodologica di elaborare frame iconografici dei nuovi spazi di aggregazione sociale, nel tentativo di ridisegnare la nuova mappa cognitiva della città che, interpretando lo sguardo dell’attore sociale, sospende i giudizi e, al contrario, restituisce al soggetto una visione del suo nuovo ambiente.

Ed è in questo procedimento di visione dall’universale al particolare che i frame visuali, in quanto fisseranno un determinato contesto socio-spaziale, mireranno a prolungare la durata dello sguardo in modo da rallentare e modificare i tempi di osservazione tipici della vita metropolitana. Dato che la velocità dei ritmi vitali rappresenta un ostacolo alla ricezione del mondo esterno, si intende creare, tramite l’immagine, un’occasione di sospensione visiva, di rallentamento percettivo della realtà urbana. Si tratta di un procedimento non dissimile da quello proposto da G. Deleuze (1983), da J. F. Lyotard (1981) e, in particolare, dal sociologo dell’arte R. Calciati (1998), il quale utilizza l’esperienza estetica come pratica di percezione visiva della nuova urbanità.

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Filmografia Essenziale

 

Primo itinerario : il “Bel Paese”

 

·          Il Gattopardo,  L. Visconti, 1963

·          Morte a Venezia,  L. Visconti, 1971

·          Camera con vista, J. Ivory, 1985

·          Oci Ciornie,  N. Milchalcov, 1987

 

Secondo itinerario: New York, la città in piedi

 

·          C’era una volta l’America, S. Leone, 1980

·          Radio Days, W. Allen,  1985

·          Titanic, J. Cameron, 1997

·          Le gang di New York, M. Scorsese, 2002

 

Terzo Itinerario: La “dolce Roma” e la “grand Milan”

 

 

La “dolce Roma”

·          Bellissima, L. Visconti, 1951

·          Tre soldi nella fontana, J. Negulesco, 1952

·          Vacanze romane, W. Wiler, 1953

·          Journey to Italy, R. Rossellini, 1953

·          Souvenir d’Italie, A. Pietrangeli, 1956

·          Arrivederci Roma, M. Lanza, 1957

·          La dolce vita, F. Fellini, 1960

·          Mamma Roma, P. Pasolini, 1962

·          La ricotta, P. Pasolini, 1963

·          Se è martedì deve essere il Belgio, M. Stuart, 1969

 

La “grand Milan”

·          Miracolo a Milano, V. De Sica, 1951

·          La notte, M. Antonioni, 1958

·          Rocco e i suoi fratelli, L. Visconti, 1960

·          Il posto, E. Olmi, 1960

·          Una storia milanese, L. Visconti, 1963

 

Quarto Itinerario: Le metropoli europee

 

·          Morgan matto da legare, L. Anderson, 1958

·          Quattrocento colpi, F. Truffaut, 1958

·          Blow up, M. Antonioni, 1960

·          Alice nella città, W. Wenders, 1980

·          Sotto il vestito niente, Vanzina, 1980

·          IL cielo sopra Berlino, W. Wenders, 1985

·          Lisbon Story, W. Wenders, 1995

·          Caro diario, Nanni Moretti,  1992

 

Quinto Itinerario: Le metropoli del futuro

 

·          Metropolis, F. Lang, 1925

·          Farenhait 451, F. Truffaut, 1970

·          Blade runner, R. Scott, 1982

·          Tokyo-Ga, W. Wnders, 1987

·          Matrix, A. Wachowskj, 1999