Soroptimist International d'Italia
Club di Messina
Facoltà di Lettere e Filosofia
Univesità degli studi di Messina
Incontro - Dibattito
Diritti Umani e Multiculturalismo: una promessa per il XXI secolo
Messina 16 dicembre - ore 16,00
Facoltà di Lettere e Filosofia
Aula Magna
Campus Annunziata
Saluti del prof.re Vincenzo Fera
Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia
Saluti della dott.ssa Carmela Brancato Rizzo
Presidente del Soroptimist International Club di Messina
Introduzione e Coordinamento dei Lavori della
prof.ssa Giusi Furnari Luvarà
Socia soroptimist Club di Messina
Coordinatrice Area Programma Diritti Umani
Relatori:
ore 16,00
prof. Girolamo Cotroneo
Ordinario di Storia della Filosofia Università di Messina
I DIRITTI UMANI VERSO NUOVI ORIZZONTI
Ore 16,30 prof.ssa Sara Domianello
Ordinario di Diritto Ecclesiastico Università di Messina
APPARTENENZA RELIGIOSA E DIRITTI FONDAMENTALI: UNA SFIDA DEGLI INTOLLERANTI NELLE SOCIETA' MULTICULTURALI
Ore 17,00
Antonino Spinelli
Laureando in Filosofia (Università di Messina)
OLTRE IL PRINCIPIO DI TOLLERANZA
ORE 17,30
dott.sse Maria Luisa di Stefano e Serena Repici
(Corso di Laurea specialistica in Editoria e Giornalismo Università di Messina)
DIRITTI UMANI E MULTICULTURALISMO: LA VOCE DEI MEDIA
DIBATTITO


Relazione finale di Giusi Furnari Luvarà
Il 16 Dicembre 2006, il Soroptimist International Club di Messina, sotto la Presidenza della dott.ssa Carmela Brancato Rizzo, e con la collaborazione della prof.ssa Giusi Furnari Luvarà, socia responsabile per il coordinamento dell’ Area programma Diritti Umani, ha organizzato un Incontro-Dibattito sul tema Diritti umani e multiculturalismo: una promessa per il XXI secolo. L’Incontro è stato realizzato con la collaborazione della Facoltà di Lettere e Filosofia, che ha reso disponibile i locali, l’attrezzatura radiovisiva e il personale competente per la realizzazione di un video documento, funzionale alla giornata di lavoro, per le riprese dell’andamento dell’Incontro e per la sua realizzazione audiovisiva.
I relatori chiamati ad animare l’incontro sono stati: Il prof.re Girolamo Cotroneo, Ordinario di Storia della filosofia (Università di Messina), che ha trattato:I diritti umani verso nuovi orizzonti; la prof.ssa Sara Domianello, Ordinario di diritto Ecclesiastico (Università di Messina) che ha parlatodel tema: Appartenenza religiosa e diritti fondamentali: una sfida degli intolleranti nelle società multiculturali; Antonino Spinelli, laureando in Filosofia (Università di Messina), che si è soffermato sulla nozione di Tolleranza: Il concetto classico di tolleranza e il problema dei diritti di gruppo; le dott.sse Maria Luisa Di Stefano e Serena Repici, iscritte al Corso di Laurea specialistica in Editoria e Giornalismo (Università di Messina), che hanno trattato il tema: Diritti umani e Multiculturalismo: la voce dei Media, avvalendosi anche del supporto di un video, realizzato per l’occasine dalla dott.ssa Maria L. Di Stefano.
Hanno introdotto i lavori: il prof.re Vincenzo Fera, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia; la dott.ssa Carmela Brancato Rizzo, Presidente del Soroptimist di Messina. Ha Coordinato i lavori la prof.ssa Giusi Furnari Luvarà, associato di Storia della filosofia (Università di Messina).
La scelta del tema dell’Incontro è stata correlata alla ricorrenza del Soroptimist Day e alla giornata dei diritti umani, ricorrente il 10 Dicembre. A tal fine, l’Assemblea plenaria delle socie, in un antecedente incontro programmatico, era convenuta sul proposito di porre al centro dell’attenzione le connessioni tra l’affermazione della valenza universale dei “diritti umani” e la questione delle società multiculturali. La costituzione da parte del Ministero dell’Interno di una Consulta per l’Islam italiano ( Ottobre 2005) è stata anche motivo di incoraggiamento nell’orientamento del Club a perseguire e approfondire un confronto sull’argomento.
Coniugando la tematica del multiculturalismo con la prospettiva dell’avanzamento dei diritti umani si è voluta indirizzare la discussione su due questioni centrali che interessano anche il complesso organizzarsi delle politiche globali e la centralità, in questo contesto, del processo di unificazione politica dell’Europa. Al fine della promozione di politiche culturali rispondenti alle esigenze cui sono chiamate a rispondere le società occidentali in un momento storico che le vede impegnate in un profondo processo di trasformazione, si è ritenuto importante contribuire alla chiarificazione di un ordine di riferimento concettuale relativo a tematiche di ampia eco antropologica, sociale e politica, e che vengono percepite troppo spesso in chiave di conflitto culturale, anche quando esse sono di tutt’altra natura. Percepite in chiave scontro culturale e religioso questioni che riguardano la relazionalità sociale tra gruppi differenti nelle società multiculturali possono facilmente aprire la via a uno dinamica di chiusura difensiva del tipo amico/nemico. Tale rischio di chiusura risulta deprecabile sul piano etico, e pericolosa sul piano politico, sia interno che esterno, risultando, tra l’altro, incompatibile con le dinamiche del nostro tempo. A tal fine è certamente di non trascurabile rilievo tentare di cogliere il senso delle connessioni di sviluppo che intercorrono tra il riconoscimento politico di società multiculturali e la configurazione istituzionale e giuridica di esse, all’interno di uno stato di diritto, di cui giustamente vanta gloria la tradizione europea-occidentale.
Non si può disconoscere che alcune insufficienze che si sono riscontrate, a partire dagli anni Sessanta del secolo appena trascorso, nelle politiche del melting point negli Stati Uniti d’America e in Canada, possono fare da indicatore di senso anche in Europa e in Italia oggi anch’esse impegnate in processi di trasformazione culturale e istituzionale che vanno nel senso del confronto con realtà sociali multiculturali.
La questione qui brevemente disegnata orienta l’ambito della discussione anche nel senso del rilevamento di alcune sostanziali insufficienze che gravitano soprattutto intorno alla difficoltà di continuare a fare riferimento a un concetto di “cittadinanza” pensato in riferimento alle identità politiche nazionali in un contesto storico che vede socialmente operanti pressioni di riconoscimento che vengono da gruppi sociali di differente identità religiosa e culturale. In questo contesto vengono messe in gioco la questioni dei diritti umani e la traduzione di essi in azioni positive, con le quali si intende rendere praticabile l’orizzonte della cittadinanza multiculturale e dunque dare risposta alla questione della configurazione dello spazio politico istituzionalizzato congruente alle dinamiche multiculturali delle odierne società.
Avviando l’Incontro la dott.ssa Carmela Brancato ha rilevato l’importante funzione che il Soroptimist può e deve svolgere in questo contesto di discussione, ricordando la ormai ben consolidata attività del Club nel tessuto civile locale, nazionale e internazionale; impegni che qualificano il Soroptimist, tra l’altro, come importante “mediatore culturale” tra società civile e sua rappresentazione politica. Il Prof.re Girolamo Cotroneo, affrontando la tematica dei Diritti umani ha tracciato il vettore di senso verso cui muove questo antico patrimonio di civiltà occidentale che in età moderna, a partire dalla Rivoluzione francese ha affermato l’universalità dei diritti, consegnando alla storia l’assunto che non vi sono diritti là dove non vi sono doveri. Ha quindi sottolineato l’urgenza di dare senso a questa civiltà del diritto, rispondendo alle nuove esigenze poste in essere dalle condizioni politico-storiche odierne, ricordando come i diritti siano storici. Essi infatti sono sempre maturati in risposta alle pressioni dei soggetti interessati e con il volto rivolto ai bisogni del tempo.
La Prof.ssa Sara Domianello, ha chiarito l’importanza, nell’avanzare delle società multiculturali, della “laicità” dello Stato, auspicando la maturazione di una normativa che regolarizzi i rapporti tra questo e le varie componenti culturali e religiose che vivono al suo interno. A tal fine è apparso rilevante ricordare come il Diritto, in quanto regolatore neutro e imparziale, possa giovare ad articolare le varie componenti che attengono all’ambito delle relazioni “identitarie” di gruppi e individui tra loro differenti. Lasciate coesistere in un reticolato di spazio pubblico statuale, che giuridicamente le garantisca attraverso sistemi concordatari, verrebbe meno il carattere conflittuale della differenza religiosa e culturale. Così facendo si opererebbe nel senso della realizzazione della “laicità” dello Stato, rendendo disponibile alla “differenza” quello spazio pubblico-politico di cui necessitano le società multiculturali.
Antonino Spinelli, avviando una analisi storica del concetto di Tolleranza, ha poi sottolineato le differenze di significato che la nozione assume nel contesto della problematica che attiene alle società multiculturali. Ha quindi rilevato il grande rischio a cui vanno incontro le moderne società liberali, se acconsentono a concedere diritti che sono di natura individuali a gruppi che si presentano come “identità”comunitarie. Il rischio consiste –ha detto- nella possibilità che i diritti del gruppo possano essere in contrasto con i diritti individuali garantiti dalle costituzioni. In questo caso non è tanto l’idea astratta della individualità, come prototipo della cittadinanza, concepita in chiave di pensiero politico moderno, a entrare in collisione con l’idea della “cittadinanza” coniugata nella differenza, quanto il criterio stesso della originarietà del diritto: l’uno pensato come comunitario e che pone l’individuo al servizio del gruppo; l’altro che lo inscrive nell’individuo, e a partire da questo coniuga i diritti umani universali.
La dott.ssa Serena Repici ha ricordato la condizione dell’apolide nell’Europa delle guerre mondiali al fine di rendere percepibile l’assoluta fragilità di chi abbandona la sua terra, venendosi poi a trovare in una sorta di “nessun luogo”, inuna “superfluità mondana” che lo espone a qualunque disconoscimento di diritti/doveri: non più cittadino della sua patria e non cittadino della terra in cui si è recato, lo “straniero” è un apolide “schiuma del mondo”- come direbbe Hannah Arendt.Un’indagine sul campo è stata compiuta dalla dott.ssa Maria Luisa Di Stefano, che ha realizzato un video-documento relativo alla situazione della differenza culturale a Messina. Ha quindi intervistato numerose persone, tutti tra loro di differente provenienza, cultura e religione conducendo un’indagine sulla tipologie di risposte che viene data, a questa presenza multiculturale sul nostro territorio, dalle strutture pubbliche, dal volontariato, dalla realtà cristiano-cattoliche.
Il video si è concluso con un commento molto articolato della relatrice, la quale ha rilevato come i media mentre prestano poco attenzione a mettere a fuoco la problematica multiculturale nel nostro paese, troppo spesso intervengono invece a sottolineare fatti di cronaca al fine di mettere in evidenza i lati più oscuri e negativi della presenza di stranieri irregolari e regolari - ma di altra religione e cultura - sul nostro territorio.
Le relazioni, riprese e intrecciate dall’intervento della coordinatrice, hanno dato vita a un fecondo e articolato dibattito, con cui si è conclusa la serata, che ha visto un’ampia partecipazione di pubblico anche di giovani studenti.