numero 7 – dicembre 2017

Immagine di copertina_Mantichora 7. 2018
Menadi che danzano intorno a uno xoanon di Dioniso.
credit: By MCAD Library
[CC BY 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/2.0)],
via Wikimedia Commons.

 

C’è qualcosa di nuovo anzi di antico…nei Performance Studies.

La parafrasi dell’ossimoro pascoliano ben si adatta a questo numero speciale della nostra rivista, più che sospesa tra passato e futuro, impegnata a sondare il carattere non infrequente o inedito, di certo raro e fecondo (soprattutto alle nostre latitudini), di uno sguardo proiettato verso l’orizzonte di un mondo antico in grado di riportarci alle scaturigini rituali di ogni dimensione performativa.
Non che siano mancate in questi anni, a partire dal nostro primo numero del 2011, le incursioni in un passato più remoto (e, segnatamente, nel milieu del mondo classico), tuttavia, il carattere organico del lavoro svolto da Matilde Civitillo, Sonia Macrì e Silvia Romani in Performatività e mondo antico: simboli, pratiche, oggetti, ritorni, impreziosisce notevolmente la nostra serie, arricchendola di una messe di contributi mirabili, capace di articolarsi secondo tre direttrici principali. Dai movimenti rituali (processioni, danze, pantomime, mascheramenti) alle pratiche ludiche vivificate dagli oggetti che ne declinano l’agentività, sino ai paradigmi performativi della vita quotidiana (le pratiche medico-curative, i folk-esorcismi).

Ci piace pensare che il movimento che la trama invisibile, eppure concretissima, di questo numero disegna, muova verso una ridefinizione di alcune questioni di metodo di fondamentale importanza. Lo sforzo della rivista, infatti, è sempre stato indirizzato ad enfatizzare la centralità del paradigma performativo. Tuttavia, qualora lo si sia fatto, non si ha più l’intenzione di ammiccare né alle sirene di un “ritorno” improbabile alla realtà né a quelle altrettanto seducenti di un dinoccolato postmodernismo.

Siamo sicuri, in tal senso, che la centralità del paradigma performativo sia ancora destinata a ribadirsi, come pensano taluni, nella chiave prevalente della postmodernità? D’altra parte, “ideologicamente”, i Performance Studies sembrano invece avere molto a che fare con le strategie dei Cultural studies, di cui condividono, per esempio, le ragioni di un’attenzione agli slittamenti identitari del nostro tempo (sessuali: gender, transgender etc.; culturali: studi postcoloniali etc.), tuttavia, se la preoccupazione dei PS non diventa stricto sensu quella di una militanza politica nella realtà, bensì, al contrario, della scoperta di ciò che il comportamento umano svela della realtà, allora si può ragionevolmente credere che questo “ritorno al passato” sia destinato ad assumere dei contorni imprevedibili e affascinanti. Come quello che riguarda anche la questione dell’interdisciplinarietà, da molti considerata appannaggio del presente più audace e spericolato. Concedendoci il lusso di una dichiarazione ottativa, lasciata di fatto in sospeso, fateci dire che se i Performance Studies muovono verso un’ottica esorbitante le sicurezze disciplinari più viete, questo ha incredibilmente a che fare con una dimensione epistemologicamente “antica”.

iconapdfCopertina – Gerenza – Indice

 

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Editoriale di Dario Tomasello

 

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Premessa di Silvia Romani

 

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iconapdfp.1 Un parto in maschera? Osservazioni sulla terracotta antropomorfica calcolitica della Fondazione Pierides (Larnaca, Cipro) di Luca Bombardieri

 

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p. 17 Bees and Birds in Aegean Epiphanic Dance di Karen Polinger Foster

 

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p. 29 Leonesse officianti e animali acrobati? Riflessioni su alcuni Mischwesen minoici e micenei alla luce delle evidenze epigrafiche tebane di Matilde Civitillo

 

iconapdfp. 72 Performance e giochi d’iniziazione in Grecia antica: la «tarta-tartaruga» (chelichelṓnē) e il «calderone» (chytrínda) di Salvatore Costanza

 

iconapdfp. 92 Il rhombos e la trottola di Salvatore D’Onofrio

 

iconapdfp. 102  di Corpi altrui, corpi propri: il teatro di prova della sfera medico-curativa antica di Svetlana Hautala

 

iconapdfp. 119 L’asino travestito da leone: performance e vocalità di un animale simbolico di Sonia Macrì

 

iconapdfp. 139 Curare con il diavolo: aspetti performativi di alcuni esorcismi bizantini e postbizantini di Tommaso Braccini

 

iconapdfp. 158 Dalla pantomima classica al ballet d’action di Caterina Pagnini

 

iconapdfp. 170 Ricreare il mito: Odyssey di Robert Wilson di Arianna Frattali

 

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p. 184 Dioniso interculturale. Gli adattamenti classici di Tadashi Suzuki di Fabio La Mantia

 

iconapdfp. 207 La memoria e il mito in Apocalypse now e Cuore di tenebra di Andrea Rabbito