L’Estraneo nella società attuale, riflessioni e prospettive nell'incontro con Massimo Cacciari

Chi è il nemico? Si è chiesto Massimo Cacciari durante l’incontro avuto il  25 settembre nella chiesa di S. Maria Alemanna con la prof. Caterina Resta, docente di filosofia Teoretica e filosofie del novecento nella facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Messina.
Un appuntamento culturale pensato per affrontare un tema importante della nostra attualità: “l’Estraneo nell’Orizzonte Politico dell’era della globalizzazione”.
L’incontro, organizzato dall’associazione Celeste e dal parco ecologico S. Jachíddu, è stato moderato da Rita Fulco che collabora con la cattedra di filosofia teoretica.
Un tema, quello dello straniero, già analizzato dalla prof. Resta nel suo ultimo testo: “L’estraneo. Ostilità e Ospitalità nel pensiero del Novecento”; un libro ricco, colto, importante - come lo ha definito il sindaco di Venezia - dal quale emergono alcuni concetti chiave per capire come ciascun individuo dovrebbe rapportarsi con il diverso. «Il nemico non è l’estraneo; è semplicemente colui che non può non essere diverso da me e che proprio per questa sua diversità, mette in crisi».
L’uguaglianza fa a pugni con la fraternità, ha evidenziato Cacciari; relazionarsi con l’altro non significa confondersi o “sciogliersi” con esso, ma riconoscere la libertà altrui e attraverso di essa scoprire la propria. Un principio, quest’ultimo, ribadito dalla prof. Resta che nel suo intervento ha messo in evidenza anche il problema della responsabilità: «Il filosofo Lévinas – ha detto la professoressa – parla di una responsabilità che precede la libertà; si tratta di qualcosa che non abbiamo scelto, ma con cui ci troviamo a fare i conti in quanto l’essenza stessa dell’uomo è basata sul principio dell’ “essere con altri” perché umano significa apertura. Ne deriva che è l’ospitalità a venir prima dell’ostilità, specie in un’epoca come quella odierna in cui i confini sono più che mai valicabili».
Da qui l’affermazione che vi è un errore fondamentale in cui il generale umano inciampa da sempre: quello di credere che ogni persona abbia una sua identità assoluta; in realtà essa si costruisce e si arricchisce solo attraverso il rapporto con l’altro, attraverso il confronto con quel prossimo che è al tempo stesso hostis e hospes, nemico e ospite, vicino e lontano.
E la paura? Che cosa la scatena? Quella c’è e ci sarà sempre – osserva il filosofo - non la si può negare, al contrario bisogna accettarla e averne cura perché essa rappresenta un elemento essenziale nella costruzione di una relazione di ospitalità.

 
Video L’Estraneo nell’Orizzonte Politico dell’era della globalizzazione

Video Intervista al prof. Cacciari
Video Intervista alla prof. Resta


Servizio di Valeria Arena
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