Sport e Medicina: l’Università di Messina presenta quattro progetti all’assessore regionale alla salute Massimo Russo

 

Lo sport può essere più efficace di una medicina. Così come una struttura dotata degli attrezzi giusti può essere più fruibile di un qualsiasi ospedale. Sono solo alcuni dei messaggi lanciati l’uno marzo durante l’incontro che l’Università di Messina ha organizzato al palazzetto dello sport della cittadella dell’Annunziata con l’assessore regionale alla salute Massimo Russo.
Prima di dare inizio ai lavori il rettore - prof. Francesco Tomasello -  ha voluto ricordare con un minuto di silenzio il dott. Nunzio Romeo, il presidente dell’ordine dei medici di Messina, scomparso improvvisamene nella notte tra domenica e lunedì.
«Il policlinico e le altre aziende messinesi – ha detto il rettore sono un giacimento di professionalità; con adeguati processi di ristrutturazione possono dare risposte soddisfacenti agli utenti».
Una manifestazione, quella alla cittadella, pensata per promuovere alcuni progetti messi a punto dall’ateneo peloritano, che valorizzano le potenzialità dello sport nella cura e nel trattamento di alcune patologie.
«L’obiettivo – ha detto il prof. Giuseppe Anastasi, direttore del dipartimento di biomorfologia e biotecnologie – è quello di cominciare a creare ambulatori in cui somministrare lo sport come un farmaco; da qui l’idea di un centro clinico di medicina dello sport e riabilitazione all’interno della cittadella».
C’è poi un altro progetto su cui è stata posta l’attenzione; si chiama NEMO-SUD e punta a costituire in Sicilia un centro clinico polispecialistico per le malattie neuromuscolari. Tale struttura, già attiva dal 2008 al Niguarda di Milano, ha come destinatari principali i pazienti affetti da distrofia muscolare, SLA e amiotrofie spinali.
«Se tale centro fosse operativo anche qui – ha detto il dott. Alberto Fontana, presidente dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare – significherebbe dare una speranza a tutte quelle famiglie che ogni giorno vivono il dramma  della malattia». «E ce ne sono molte, moltissime che dalla Sicilia vengono a Milano – ha continuato il prof. Mario Melazzini, presidente dell’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica. Ciò che manca nei confronti del paziente neuromuscolare è la sua presa in carico con una attenzione particolare».
È necessario, infatti, pensare alla malattia neurologica con un approccio multidisciplinare che veda al centro la persona e attorno, sul territorio, strutture e strumenti in grado di fare la differenza. Sul piano degli investimenti è solo una goccia nell’oceano, ma è importante.
L’Università di Messina ha in cantiere anche un altro progetto: SANIPROV. Illustrato dal responsabile Area sistemi e infrastrutture del Centro di calcolo d’ateneo, dott. Melchiorre Monaca (Centro di Calcolo d’Ateneo), esso nasce da un’analisi della Fevermat s.r.l. - in collaborazione col Cecum – per creare un sistema informativo centralizzato finalizzato all’ottimizzazione, alla gestione, all’analisi e al controllo della spesa sanitaria, sia a livello delle singole aziende sanitarie, sia a livello regionale.
Sul concetto di centralità del malato, più volte richiamato durante l’incontro - si è soffermato anche il direttore generale del policlinico, Giuseppe Pecoraro, intervenuto - insieme ai colleghi Armando Caruso (Papardo – Piemonte) e Salvatore Giuffrida (ASP) - per illustrare le basi del progetto inter – aziendale oncologia e telemedicina. «Il problema delle risorse – ha detto Pecoraro – è un falso problema; è necessario razionalizzare un sistema che di razionale non ha niente e in cui bisogna incidere sui comportamenti. L’università in tal senso non può sottrarsi al suo ruolo di guida e deve pretendere che i futuri operatori del settore sanitario siano preparati in modo adeguato».
Tutti presupposti alla base di una riorganizzazione sanitaria che l’assessore Russo, nell’intervento conclusivo,  ha detto essere stata il motivo portante del suo incarico: «Siamo al giro di boa dei due anni; è tempo di bilanci: tra pochi giorni presenteremo a Roma il progetto definitivo di riorganizzazione ospedaliera. Dopo 10 anni la regione siciliana avrà il suo piano sanitario. Le risorse – lo ribadisce anche l’assessore Russo – ci sono, ma vanno ottimizzate; in questo periodo abbiamo dovuto tagliare gli sprechi, in poche parole: costruire la nuova sanità».  
I progetti presentati fanno parte di questa nostra trasformazione e devono essere realizzati. Per farlo bisogna formare persone competenti; l’università ancora una volta ha una grande responsabilità.

 


Video
L'incontro con l'assessore Russo
Video Intervista all'assessore Russo
Video
L'intervento del dott. Pecoraro
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Intervista al dott. Melazzini


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