L'Ateneo peloritano guarda al Congo

Ci sono tanti modi per contribuire alla crescita e allo sviluppo dei paesi poveri. Di certo l’alfabetizzazione è uno tra gli strumenti più efficaci. Ed è proprio sulla formazione che l’Università di Messina e l’Università di Graben di Butembo (Repubblica del Congo) hanno puntato per garantire nuove prospettive di crescita professionale alle nuove  generazioni africane. Con la convenzione firmata oggi prende il via ufficialmente il progetto che consente ai migliori laureati della facoltà di medicina dell’Università di Butembo di specializzarsi nell’ateneo messinese.
Al convegno, nell’aula magna del rettorato, hanno partecipato il rettore Francesco Tomasello, il rettore dell’Università Cattolica di Graben, prof. Mafikiri Tsongo Angelus,  l’Arcivescovo Mons. Calogero La Piana, il vescovo di Butembo S.E. Paluku Siculi Melchisederk, il professor Giuseppe Anastasi, coordinatore del collegio dei prorettori e responsabile per l’ateneo messinese della cooperazione tra le due istituzioni.
«Oggi inizia una nuova stagione, ha detto il Rettore professor Francesco Tomasello. L’Italia e il Congo sono uniti per fare il bene della comunità». Grande soddisfazione è stata espressa anche da Monsignor Calogero La Piana: «per la città l’accordo firmato oggi rappresenta un piccolo, grande segno di collaborazione , un momento di apertura, di condivisione. L’importante – ha ribadito Mons. La Piana – è che si cominci».
Il rettore di Graben, professor Mafikiri, ha illustrato la storia della sua università, fornendo in particolare uno spaccato della realtà africana che fino a qualche anno fa non poteva contare su un numero sufficiente di medici. Un’università giovane, quella di Graben, nata nel 1989, e che conta in tutto 7 facoltà. Circa 1300 studenti di cui il 37% ragazze iscritte a medicina, un dato simbolico in una realtà come l’Africa. Ma se i futuri medici di Graben possono acquisire una buona conoscenza per quanto riguarda la medicina generale, mancano ancora le condizioni per un’adeguata formazione specialistica. Ecco perché l’opportunità offerta a questi studenti diventa significativa, ancor di più se si pensa che c’è un impegno preciso, da parte della facoltà di Graben, ad assorbire come personale docente proprio quei medici che si specializzeranno nella città dello Stretto.
Il vescovo di Graben, invece, ha evidenziato che questo accordo rappresenta uno strumento indispensabile per fornire un servizio alla comunità africana. I giovani che approfondiranno le loro conoscenze scientifiche potranno diventare il tramite per unire nazioni e culture diverse. Il prorettore Anastasi ha confermato, a conclusione dell’incontro, il suo impegno  affinché questo progetto possa fornire un serio contributo per risolvere il problema della sanità in Africa.
Con la convenzione, di durata decennale e rinnovabile, le due università hanno promesso, inoltre, che lavoreranno insieme affinché le lauree conseguite nelle rispettive facoltà, diventino nel tempo equipollenti.

 
Video La convenzione con l'Università di Graben


Servizio di Valeria Arena
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