Conferito il dottorato Honoris Causa in Neuroscienze al prof. Salvatore Di Mauro

 

L’Italia, il paese che gli ha dato i natali, gli riconosce il merito di una vita dedicata alla ricerca e allo studio delle malattie rare. Salvatore Di Mauro, 70 anni, veronese, ma papà siciliano, è un  professore di neurologia alla Columbia University e  da tempo lavora negli Stati Uniti. L’università di Messina il 26 febbraio  - nell’aula magna del rettorato – gli ha conferito il dottorato di ricerca honoris causa in ricerca clinica e traslazione in neuroscienze e oncologia. Un altro importante riconoscimento che arriva a pochi mesi dalla laurea honoris causa che l’Università di Pisa gli ha assegnato lo scorso novembre.   
Direttore della Columbia University Medical Center di New York, Di Mauro è stato il primo a definire le basi di molti difetti genetici; il suo gruppo multidisciplinare è considerato uno tra i migliori al mondo nello studio del mitocondrio.
Un dottorato honoris causa che è espressione di un progetto comune e fonde insieme ricerca clinica e di laboratorio». Con queste parole il rettore, prof. Francesco Tomasello, ha voluto esprimere la sua gratitudine nei confronti del prof. Di Mauro.
«A lui si deve il merito – ha sottolineato il preside della facoltà di Medicina Emanuele Scribano – di aver contribuito alla formazione e alla preparazione di giovani ricercatori italiani che adesso con i loro studi forniscono un importante contributo in Italia e all’estero».
«Il prof. Di Mauro è uno dei padri fondatori della medicina mitocondriale», l’ha presentato così il prof. Toscano, ordinario di Neurologia, richiamando l’attenzione posta nel campo delle malattie neuromuscolari. «In passato – ha proseguito Toscano – le malattie mitocondriali erano considerate molto rare; oggi invece costituiscono il gruppo più frequente di malattie neuromuscolari ereditate su base genetica».
Il prof. Giuseppe Vita, direttore del dipartimento di Neuroscienze, Scienze Psichiatriche e Anestesiologiche del Policlinico “G. Martino”, l’ha definito un “cacciatore di difetti enzimatici”, perché numerose sono state le malattie genetiche da lui individuate e descritte in dettaglio negli aspetti patogenici e clinici.
Per spiegare le caratteristiche della genetica mitocondriale, il prof. Di Mauro nella sua lectio magistralis si è servito del mito di Pandora, la donna a cui Giove donò il famoso vaso ricolmo di tutti i mali del mondo.
«È curioso che il dna mitocondriale – ha sottolineato il prof. Di Mauro - si conosca fin dal 1963, ma le prime mutazioni patogeniche furono scoperte solo nel 1988. Nel giro di 21 anni sono emerse oltre 200 mutazioni nel piccolo mtDNA, che è appunto diventato un vero e proprio vaso di Pandora».
Ma se da un lato sono stati scoperchiati molti mali e la terapia delle malattie mitocondriali è ancora inadeguata, «è pur vero – continua Di Mauro -  che c’è un grande fervore di idee su nuove strategie terapeutiche: quella speranza (spes, ultima dea) che nel mito di Pandora era rimasta sul fondo del vaso, al di sotto di tutti i mali».

 
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Dottorato di ricerca honoris causa

Video Intervista al prof. Di Mauro

Servizio di Valeria Arena
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