L’Università di Messina, il Policlinico “G.Martino” e i comuni di Messina e Reggio insieme per monitorare le malattie genetiche nell’area dello Stretto

 

Ricerca e prevenzione sul territorio. Sono queste le parole chiave che animano il protocollo d’intesa firmato, il 23 febbraio nei locali del rettorato, dall’Università di Messina, dal policlinico “Gaetano Martino” e dai comuni di Messina e Reggio Calabria con cui si da via a un progetto di monitoraggio delle malattie genetiche nell’area dello stretto.

«Un accordo serio e importante, che – come ribadito dal rettore, prof. Francesco Tomasello – è frutto di un attento lavoro portato avanti dal gruppo del prof. Carmelo Salpietro, direttore dell’UOC di Genetica e Immunologia del Policlinico».

Adesso i risultati delle ricerche devono essere diffusi sul territorio; è fondamentale, infatti, che vi sia una corretta informazione sui rischi genetici, per garantire un’adeguata assistenza alla diagnosi prenatale. L’intento è quello di ridurre l’incidenza dei difetti congeniti, prevedendo anche follow up dei pazienti con patologie genetiche poligeniche (obesità, allergopatie, febbri periodiche, etc.).

Almeno 1/5 della popolazione adulta è colpita da patologie croniche su base genetica; tra le più note ci sono: sindrome di down, talassemia, sindrome di Williams, sindrome di Prader –Willi e molte altre. «Ci siamo accorti – ha detto il prof. Salpietro – che vi sono paesi della provincia di Messina in cui alcune malattie ereditarie hanno un’incidenza molto alta; eppure al momento non possiamo contare su un monitoraggio accurato che ci consenta di stilare un censimento». Il progetto nasce con questo proposito: valorizzare l’informazione e avviare un’intesa tra i 6 consultori presenti nel territorio comunale messinese, i 5 consultori reggini e l’Unità operativa complessa di Genetica e Immunologia Pediatrica del Policlinico universitario. Perché sono soprattutto i bambini ad essere colpiti da gravi malattie genetiche.

Il progetto promuove un programma di sensibilizzazione sul territorio; è infatti prevista la possibilità di contattare le nuove coppie in procinto di sposarsi, per individuare quelle a rischio e procedere con uno screening sull’anemia mediterranea, fibrosi cistica e altre patologie genetiche.

Il finanziamento totale previsto da parte dei comuni di Reggio e Messina è di 60.000,00 euro annui (30.000,00 euro il Comune di Messina e 30.000,00 euro il Comune di Reggio Calabria). L’ateneo peloritano (Dipartimento di Scienze Pediatriche Mediche e Chirurgiche, U.O.C. di Genetica ed Immunologia Pediatrica) attiverà le procedure concorsuali per acquisire 2 specialisti in Genetica Medica che coordineranno il rapporto tra le Strutture Sanitarie presenti nei due Comuni e l’U.O.C. di Genetica ed Immunologia Pediatrica.

Per il direttore generale del policlinico, Giuseppe Pecoraro, si tratta della forma più emblematica di accordo che sigla il legame tra un’azienda, culla della sperimentazione, e il territorio.

«Ci rincontreremo tra un anno – ha detto il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca – per valutare i risultati di questo accordo-; c’è la necessità - ha proseguito il primo cittadino – di creare una rete, un sistema, fondamentale per la prevenzione delle malattie genetiche».

A rappresentare il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, c’era l’assessore ai lavoro pubblici Francesco Sarica, il quale ha sottolineato come «tale incontro sia espressione della volontà comune del fare cultura e del crescere insieme; un patto, quello firmato,  che attua soprattutto una sinergia profonda tra Messina e Reggio».

 
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La firma della convenzione

Servizio di Valeria Arena
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Immagini e montaggio di Sergio Busà sergiobusa@libero.it