Qual è la differenza tra studenti ripetenti e studenti
fuori corso?
Sono
considerati studenti ripetenti:
coloro che abbiano seguito il corso di studi, cui sono iscritti, per
l'intera sua durata, senza aver preso iscrizione a tutti gli
insegnamenti previsti dagli ordinamenti didattici o senza aver ottenuto
le relative attestazioni di frequenza;
coloro che, pur avendo completato la durata legale del corso di studi,
intendano modificare il piano di studio mediante inserimento di nuovi
insegnamenti cui mai avevano preso iscrizione.
Sono considerati studenti fuori corso:
coloro che abbiano frequentato tutti gli insegnamenti richiesti per
l’intero corso di studi finché non conseguano il titolo accademico;
coloro che, non abbiano superato gli esami obbligatoriamente richiesti
(ovvero non abbiano conseguito, ove richiesto, il numero minimo di
crediti formativi) per il passaggio all’anno di corso
successivo;
coloro che non hanno ottenuto l'iscrizione al successivo anno di corso
per decorrenza dei termini.
In
cosa consiste la figura del Tutor all’Università?
Questa è negli
intenti la funzione del tutorato: fornire assistenza
agli studenti nel loro percorso di studi.
Due sono i modi in cui gli atenei mettono in pratica il tutorato.
Per legge i
primi a cui spetta l'attività di assistenza agli
studenti sono i professori.
La richiesta di assegnazione del tutor
avviene mediante la compilazione
di un apposito modulo che è possibile trovare all'interno della
modulistica d'iscrizione. In seguito, sarà
assegnarlo allo studente.
Il tutor è una figura di
riferimento per lo studente per quanto concerne i problemi relativi al proprio
percorso di studi e diventa un valido aiuto durante lo studio, non rimanendo
una
figura lontana. Lo studente, frastornato dall'impatto con l'università
o bloccato da un esame, può evitare, caso estremo, di abbandonare gli
studi, il tutor, infatti, lo segue dall'inizio alla fine della sua carriera
fornendogli suggerimenti utili o incoraggiandolo in momenti di particolare
difficoltà.
L'altro
strumento con cui dare assistenza agli studenti consiste in appositi uffici per
l'accoglienza e l'orientamento interni alle facoltà. Si tratta di strutture
pensate per rispondere alle richieste dello studente dall'ingresso
all'università alla fine degli studi.
Tesi di laurea:
cos’è e come si richiede l’assegnazione
1) la disciplina nella quale lo studente intende
laurearsi deve essere
compresa, salvo eccezioni debitamente autorizzate dal Consiglio di
Facoltà, nell'elenco delle materie dell'indirizzo prescelto nell'ambito
di quelle inserite nel piano degli studi approvato: è preferibile che
lo studente vi abbia conseguito una buona votazione o, comunque, una
votazione superiore alla media dei voti ottenuti.
2) ogni Indirizzo stabilisce annualmente il numero massimo delle tesi
che indicativamente ciascun docente dovrà seguire, superato il quale lo
studente potrà essere indirizzato verso altre discipline
(periodicamente verrà pubblicato un elenco aggiornato delle tesi
seguite da ciascun docente); presso
costituito un archivio delle tesi assegnate. Nell’archivio sono
conservate schede, redatte dai singoli docenti, contenenti informazioni
sullo studente, indicazioni sul titolo (provvisorio) della tesi, la
materia, la data dell’assegnazione, la presumibile data di discussione.
3) se entro l'anno successivo alla data di assegnazione lo studente non
ha ancora iniziato il lavoro di tesi, verrà cancellato dall' archivio.
La decadenza, comunque, non pregiudica la riassegnazione
della tesi
nella materia stessa;
4) nella preparazione dell'elaborato finale, il laureando è tenuto a
uniformare il formato della tesi a precisi criteri.
Le prime fonti da consultare :
1)Che cosa è una tesi di laurea?
La tesi di laurea rappresenta il momento finale e più qualificante
dell’attuale carriera universitaria; questa consiste in un lavoro
originale condotto dallo studente sotto la guida del docente titolare
della materia (relatore) e dei suoi collaboratori. Per sostenere la
tesi su una materia occorre averne superato l’esame. Tuttavia le
disposizioni in materia di tesi di laurea, così come la presenza o meno
dell'obbligo di svolgere la tesi alla fine di un corso di laurea,
dipende dai singoli atenei i quali, in seguito all'emanazione della
legge "Ruberti" (341/90), hanno acquisito
ampissima autonomia.
2) A cosa ci servirà
Oggi possono esistere importanti analogie tra lo svolgimento della tesi
e la messa a punto di una nuova attività imprenditoriale. Occorre
innanzitutto un forte interesse per uno specifico ambito, e questo deve
poi tradursi in un'idea promettente: un argomento o un problema che, in
qualche suo aspetto, possa essere affrontato in modo innovativo.
3) La prima fonte da consultare per orientarsi
I libri di testo, quelli ove si sono preparati gli esami, vanno ora
osservati con un'altra attenzione e divengono utili strumenti per la
tesi di laurea. Osservando alcuni aspetti, di regola tralasciati in
fase di preparazione degli esami, si possono trarre molte informazioni
utilizzabili proficuamente: l'Indice, la forma scritta, la forma delle
tabelle e dei grafici, il contenuto dell'Introduzione e della
Conclusione, le note a piè di pagina e i Riferimenti bibliografici
divengono ora essenziali. Anche
osservata meglio: ci si accorgerà che molti libri indicati fra
le "Letture consigliate" nei diversi programmi di insegnamento
possono
essere utili strumenti per iniziare la ricerca.
SCHEMA GENERALE PER
1)Titolo ed oggetto della tesi
2)Obiettivo che si vuole perseguire
3)Strumenti che si utilizzeranno per raggiungerlo
4)Metodo di ricerca che si intende utilizzare
5)Fonti di riferimento che si intendono consultare.
6)Principali risultati che si intende ottenere
1) L'oggetto della tesi va scelto cercando di ripercorrere la propria
carriera universitaria, ripensando ai temi più stimolanti, favorendo le
proprie propensioni culturali, eccetera. E' necessario far emergere
un'idea. Fissato un tema, anche generale, la ricerca inizia consultando
i libri o i saggi più recenti: aiutandosi con le note e con i
riferimenti bibliografici reperiti, si risale ai lavori più vecchi. Ne
segue lo sviluppo di una bibliografia che tende ad espandersi.
All'inizio sembra che si espanda senza fine; ciò è dovuto a due
elementi: l'inesperienza e la probabile genericità del tema iniziale.
2) L'obiettivo che ci proponiamo di perseguire può essere la
dimostrazione o la contestazione di una tesi scientifica che verrà
presentata grazie agli studi ed alle ricerche che verranno svolte. Ciò
che verrà affermato dovrà essere dimostrato.
3) Gli strumenti che verranno impiegati potranno essere studi su libri
di testo, internet, ma anche esperimenti in laboratorio, indagini
scientifiche, interviste ed altri elementi utili al raggiungimento
degli scopi.
4)Il metodo di ricerca dipenderà dagli strumenti che avrete scelto per
dimostrare la vostra tesi. Ci sarà chi visiterà tutte le biblioteche,
chi si rinchiuderà in laboratorio e chi farà entrambe le cose.
5) Tra tutte le fonti, le biblioteche restano il primo luogo da
visitare, anche se oggi le ricerche su internet sono molto valide; in
essi si possono trovare le tracce per iniziare, i primi elementi
bibliografici. In ogni caso sarà il relatore ad indicare i testi dai
quali partire. Segnare sempre tutti i riferimenti trovati nei libri,
indicati a lezione, trovati leggendo qua e là, scorrendo indici di
riviste, ecc. E' utile mantenere sempre in ordine la bibliografia mano
a mano che si procede. Per delimitare il campo di indagine bisogna
passare da un argomento generico ad un argomento generale e da questo
ad un argomento preciso, formulando un'ipotesi di lavoro. Fissarla in
modo chiaro, scriverla in una pagina o in poche frasi e discuterla con
il relatore. Scrivere un breve documento nel quale si chiariscono le
ipotesi e si costruisce uno schema sulla base del quale si pensa di
svolgere la tesi.
6) I risultati che si auspica di ottenere sono legati agli obiettivi
che vi siete posti di raggiungere: la dimostrazione della vostra tesi
dovrà avvenire in modo convincente, attraverso la presentazione degli
elementi necessari a convincere il vostro futuro pubblico (innanzitutto
la commissione di laurea) . E' quindi importante presentare nel modo
più chiaro possibile come avete svolto l'attività di ricerca e quali
sono state le vostre fonti.
Struttura
-Indice
-Introduzione
-Capitoli centrali
-Conclusioni
-Note
-Bibliografia
-Allegati centrali
-Riassunto
L'indice: dovrà essere una delle prime cose da fare, se non addirittura
la prima in quanto questo è una rappresentazione dell'ipotesi di
lavoro: essa può essere cambiata nel corso della stesura, ma è
necessario dare la possibilità al relatore di avere in mente il tema e
il suo sviluppo quando ne legge una parte, specie se relativamente
breve.
Introduzione: deve contenere gli elementi fondamentali che servono a
far comprendere il lavoro, anche a chi non avrà il tempo di leggerlo in
tutte le sue parti. Di conseguenza dovrà illustrare con chiarezza gli
obiettivi e le ragioni sottostanti alla loro scelta, fornire alcuni
cenni in merito alla letteratura rilevante, presentare gli strumenti
utilizzati (la metodologia) e l'organizzazione essenziale in parti e in
capitoli.
I capitoli centrali: avranno una struttura che varia in funzione
dell'ambito disciplinare e della metodologia impiegata. Qui sarà
opportuno proporre una rassegna della dottrina rilevante. E' però
importate evitare l'analisi dettagliata di contributi solo
marginalmente attinenti all'argomento trattato nella tesi. Se si
ritiene che un certo argomento meriterebbe un maggiore approfondimento è
meglio rinviare alla letteratura.
Le conclusioni: rappresentano l'ultimo capitolo della tesi ed il
coronamento del lavoro svolto. Non devono sembrare un riassunto bensì
un momento di verifica della struttura adoperata nell' elaborazione dei
dati e delle informazioni. Saranno chiare e scientifiche ed in
particolare, occorre richiamare il metodo di ragionamento seguito nel
lavoro, riportando i risultati più importanti che sono emersi. Inoltre,
bisogna menzionare i possibili futuri sviluppi della ricerca e fornire
eventuali indicazioni di carattere normativo. Le conclusioni vanno
armonizzate con l'introduzione; in esse si deve dare giustificazione e
dimostrazione delle prese di posizione.
Come e dove si inseriscono le note? Vanno sempre utilizzate per
documentare la fonte delle proprie conoscenze. Non vanno fatte
affermazioni che non siano puntualmente documentate. In generale, la
nota resta un rinvio breve, ma frequente e va fatta preferibilmente a
piè di pagina. Se la nota vuol indicare semplicemente la fonte
dell'idea o dell'informazione, si userà il riferimento direttamente nel
testo; se la medesima indicazione richiede qualche specificazione o
qualche spiegazione si userà la nota a piè di pagina, molto importante
perchè mostra al lettore l'approfondimento della trattazione.
Le note per le leggi? Con riferimento alle leggi e alle norme in
genere, per non appesantire il testo, i riferimenti andranno in nota la
prima volta che si citano, mentre nel testo rimarrà la sigla
convenzionale. Ad esempio la prima volta che si cita il Testo Unico
bancario, si scriverà nel testo "il Testo Unico bancario (D. Lgs. n.
353/93)" e in nota "D. Lgs. n. ... del ...:
Titolo esteso e completo
della legge o del decreto, in G.U. n. ..., del...)". Successivamente il
riferimento sarà solo nel testo utilizzando indifferentemente T.U.,
oppure T.U. bancario, a seconda che il riferimento possa essere confuso
con un altro Testo unico (ad esempio il T.U. finanziario, il Tuir o
altro). Analogamente per le Circolari della Banca d'Italia, della
Consob, dell'Abi, dell'Assonime, ecc.
Come fare la bibliografia
Ogni citazione (a piè di pagina, o nel corpo del testo) sarà
successivamente riportata alla fine della tesi, in una parte
appositamente intitolata "Riferimenti Bibliografici". Si tratta
dell'elenco delle opere citate, in ordine alfabetico e descritte per
esteso: gli esempi possono essere tratti dai libri o dagli articoli
consultati. Con riferimento al caso appena esemplificato, si scriverà:
Rossi R., Ruberti E. (1993) "L'Italia dal 1861
al 1945", Mulini, Roma
Il formato carattere di autore, titoli dei libri o dei saggi, nomi
delle riviste, ecc. possono essere desunti dai libri consultati.
L'importante è che vi sia completa omogeneità nell'uso dei caratteri:
tutto questo lavoro può essere fatto automaticamente da un programma
apposito, del tipo EndNote o altro. Le tabelle e le
figure vanno
numerate progressivamente e titolate con un titolo breve e
significativo. Nelle tabelle complesse, i cui dati sono poi usati
direttamente nel testo, è bene numerare le colonne e poi
all'occorrenza, fare riferimento alla tabella e alla colonna cui ci si
richiama. Ogni tabella deve avere la fonte da cui è riportata o, nel
caso di elaborazione personale, la fonte da cui sono derivati i dati.
Nel caso i dati originari siano stati elaborati si userà la
frase: "Nostra elaborazione ottenuta con il metodo ......". Nelle
tabelle vanno sempre indicati gli anni di riferimento, le unità di
misura (numero, quantità, valori ecc.). Anche in questo caso gli esempi
possono essere tratti dai libri o dagli articoli consultati.
Le citazioni degli autori...
Quando si citano altri autori per esteso, le parti di una certa
lunghezza (almeno tre righe di testo) o quelle che si vogliono
evidenziare, dovranno essere tenute separate e fatte rientrare in modo
visibile, con spaziature sopra e sotto.
LO STILE
La tesi non è un romanzo, una novella, un articolo di un quotidiano
oppure un elenco di informazioni. Deve essere un saggio: aiutarsi
allora osservando la forma e la struttura dei libri di testo, cercare
di capire come sono strutturati e come sono scritti, ispirarsi alle
forme che si preferiscono o che appaiono più consone all'argomento
prescelto. In ogni caso sarà opportuno utilizzare frasi brevi, semplici
e incisive, con poche subordinate. Aggettivi e avverbi con grande
parsimonia e non utilizzare mai i superlativi. Utilizzare spesso il
condizionale perchè forse non siamo ben sicuri di quello che
affermiamo. Non utilizzare frasi di collegamento fra paragrafi o fra
capitoli (frasi finali del tipo: "fino ad ora abbiamo parlato di...";
oppure frasi iniziali del tipo: "qui si parlerà di..."): il titolo
del
capitolo, del paragrafo, della sezione debbono essere sufficientemente
esaurienti. In caso contrario, spezzare ulteriormente il tema in un
nuovo paragrafo.
I termini in lingue estere che non sono entrati nel linguaggio corrente
(verificare in un vocabolario) vanno scritti sempre in corsivo e di
norma al singolare. In corsivo i termini del tipo in primis, tout
court, cash management, ecc. Si scriverà "le option"
e non "le
options"; "gli swap"
piuttosto che "gli swaps".
LE SCADENZE DA RISPETTARE
Per l'ammissione all'esame finale di laurea lo studente dovrà:
- al momento della richiesta di assegnazione della tesi deve essere
consegnato in Segreteria di Presidenza un modulo col titolo
provvisorio, firmato dal relatore.
-quaranta giorni prima dell'inizio della sessione di laurea, lo
studente deve presentare alla Segreteria Studenti la domanda di
ammissione e il libretto universitario, completo di tutti gli esami
sostenuti in base all'ultimo piano di studio approvato dal Consiglio di
Corso di Laurea.
-entro trenta giorni dalla sessione di laurea, lo studente è tenuto a
presentare alla Segreteria di Presidenza il modulo col titolo
definitivo della tesi.
-almeno venti giorni prima della sessione di laurea, tutti gli esami
del proprio piano di studio devono essere stati superati.
Entro il quindicesimo giorno dalla discussione, il laureando dovrà:
-presentare in Segreteria Studenti quattro copie della tesi da timbrare.
-consegnare personalmente al relatore, ai due correlatori e in
biblioteca le copie timbrate della tesi.
Pubblicazioni sull'argomento:
Umberto Eco: "Come si fa una tesi di laurea" -Bompiani,
1995
P. Melograni: "Guida alla tesi di laurea" -Bur
Rizzoli, Milano, 1993
L.G. Brusati, P. Rondo Brovetto: "Come si fa
una tesi di laurea in
Economia Aziendale", EGEA, Milano, 1996
NB In seguito alla forte autonomia di cui godono tutte le università,
alcune potrebbero avere disposizioni diverse per quanto riguarda
scadenze, lunghezza o presentazione della tesi. Vi consigliamo, quindi,
di verificare personalmente questi dati nella vostra facoltà.
Cosa sono i
crediti formativi e come vengono attribuiti?
Il
Credito Formativo Universitario costituisce la misura del volume di lavoro di
apprendimento, compreso lo studio individuale, richiesto ad uno studente in
possesso di una adeguata preparazione iniziale per l'acquisizione di conoscenze
e abilità nelle attività formative previste dagli ordinamenti didattici dei
corsi di studio. Il credito è la misura convenzionale dell’impegno di uno
studente medio. Tale misura è fissata in 25 ore: dire che una materia
corrisponde a 8 crediti vuol dire quindi che essa comporta per lo studente un
impegno di 200 (25 x 8) ore, comprensive di lezioni, esercitazioni e studio a
casa. I crediti vengono conseguiti dopo il superamento dell’esame o di altra
prova di verifica della preparazione dello studente, qualunque sia la votazione
riportata (da
L’acquisizione
dei crediti liberi è vincolata alla frequenza di corsi, seminari, attività di
laboratorio…o è possibile che vengano riconosciuti sostenendo esami?
Il riconoscimento di determinati insegnamenti quali
crediti liberi
dipende esclusivamente dal consiglio di corso di laurea. E’ necessario,
pertanto, rivolgersi al coordinatore del proprio CdL.
Esistono agevolazioni per gli studenti lavoratori?
Per quanto concerne le agevolazioni agli studenti
lavoratori relative a
riduzioni di programmi o frequenza a laboratori o seminari, si tratta
di decisioni a discrezione dei docenti.
La legge (Art.10 L.300/70) prevede che i lavoratori dipendenti, sia privati
che pubblici, possano usufruire di permessi o di particolari agevolazioni per
la realizzazione del diritto allo studio, allo scopo di elevare la propria
cultura e di sviluppare le proprie capacità professionali. Questo riguarda
tutti i lavoratori studenti iscritti e che frequentanti regolari corsi di
studio in scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione
professionale, statali, parificate, legalmente riconosciute o comunque
abilitate al rilascio di titoli di studio legali. La disposizione si applica
anche a coloro che frequentano corsi di formazione professionale.Permessi per lo svolgimento di esami:
Tutti i lavoratori studenti, compresi quelli universitari (anche fuori corso),
hanno diritto ad un giorno di permesso retribuito per lo svolgimento
dell’esame. La concessione del permesso non è subordinata all’esito dell’esame,
ma dipende solo dal fatto che lo stesso venga sostenuto. A tal fine, su
richiesta del datore di lavoro, il lavoratore è obbligato a presentare la
documentazione che comprova l’avvenuto esame. Il permesso giornaliero viene
concesso indipendentemente dall’ora in cui viene effettuato l’esame e quindi
anche se non coincide con l’orario di lavoro. Lavoro a turni: I
lavoratori studenti hanno diritto ad essere impiegati in turni di lavoro che
facilitino la frequenza ai corsi e la preparazione degli esami. L’esercizio di
questo diritto però non deve costituire uno svantaggio per gli altri lavoratori
non studenti. Il datore di lavoro deve soltanto impiegare il lavoratore in
turni o regimi di orario già esistenti in azienda, che lo agevolino nella
frequenza.Lavoro straordinario:
Il lavoratore studente può rifiutare di prestare lavoro oltre l’orario normale.
Cosa fare per
aderire al Progetto “Laureare l’esperienza”?
I
giornalisti professionisti e pubblicisti, appartenenti all’Ordine
Nazionale dei Giornalisti, che intendano iscriversi all’Università degli
Studi di Messina nei corsi di laurea inseriti nel progetto “Laureare
l’esperienza” devono compilare l’apposito modulo, disponibile nel sito
dell’Ordine, accompagnandolo con eventuali certificazioni, al fine di
documentare la richiesta di crediti formativi(non oltre sessanta), concessi a
cura dei singoli corsi di laurea, così come previsto dalla convenzione relativa
al progetto citato. Il modulo con gli altri adempimenti per l’iscrizione va
presentato alle segreterie dei corsi di laurea.
Una Commissione formata dal Coordinatore del progetto, dai presidenti dei corsi
di laurea interessati, e dal Presidente dell’Ordine dei Giornalisti vaglierà la
documentazione presentata
inviandola
poi ai rispettivi corsi di laurea per i provvedimenti di loro competenza.
E’ possibile ottenere qualche attestato che certifichi
la conoscenza delle lingue straniere tramite l’ateneo messinese?
Si, rivolgendosi al C.L.A.M.
(Centro Linguistico d'Ateneo
Messinese), sito in Via Luciano Manara,
54 - Tel. 090.6010170 - Fax
090.6011433 - email: clamonline@unime.it
L’esame di certificazione linguistica mira a valutare le quattro
abilità stabilite dal Common European Framework of Reference for
Languages (CEF).
Il superamento dell’esame porta al conseguimento di un certificato di
livello (A2, B1, B2, C1), che riporta la performance totale del
candidato e dettagli sulle prove parziali, suddivisi per abilità.
L’esame di certificazione si articola in una serie di prove, che mirano
ad accertare le quattro competenze linguistiche: le abilità ricettive
(comprensione scritta e comprensione orale) e le abilità produttive
(produzione scritta e produzione orale).
L’esame è consigliato a tutti gli utenti CLAM che abbiano frequentato
un corso. Tuttavia, anche gli utenti esterni che desiderano conseguire
un certificato, possono sostenere l’esame, previo pagamento di una
tassa di segreteria di € 45. Al momento dell'iscrizione verrà
rilasciata gratuitamente
I
linguistica presso l’Università di Messina.
Per ottenere ulteriori informazioni si consiglia di visitare il sito
www.clam.unime.it
Cos’è l’ECDL?
L'Università degli Studi di Messina ha deciso di adottare la patente europea
del computer (“European Computer Driving
Licence – ECDL”) come standard di riferimento per la
certificazione delle abilità informatiche di base dei propri studenti. La
patente europea del computer o ECDL è una certificazione internazionalmente
riconosciuta che attesta che una persona possiede l'insieme minimo delle
abilità necessarie per poter lavorare col personal computer - in modo autonomo
o in rete - nell'ambito di un'azienda, un ente pubblico o uno studio
professionale. La certificazione ECDL è considerata uno standard di riferimento
in quanto rispetta criteri di uniformità (i test sono identici in tutti i
paesi, garantendo la circolabilità del titolo) e di
neutralità rispetto a produttori e fornitori (i test possono essere svolti sia
su software proprietario che “open source”). Il
referente nazionale per le certificazioni ECDL è AICA (Associazione Italiana
per l’Informatica e il Calcolo Automatico). I contenuti ECDL sono strutturati
in sette moduli e sono previste sia una certificazione intermedia “START” (4
moduli) che una certificazione completa “FULL” (7 moduli):
1 - Basic concepts of Information
Technology (Concetti teorici di base)
2 - Using the computer and managing
files (Gestione dei documenti)
3 - Word processing (Elaborazione testi)
4 - Spreadsheets (Fogli elettronici)
5 - Databases/Filing systems (Basi di dati)
6 - Presentation (Presentazione)
7 - Information Network Services
(Reti informatiche)
Presso il nostro Ateneo sono attivi due Test Center ECDL presso i
quali gli studenti, possono svolgere attività di formazione e sostenere le
prove di certificazione.
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Come si effettuano le immatricolazioni e le iscrizioni
on-line?
Collegandosi al sito www.unime.it
nella sezione dedicata agli “studenti” verrà richiesto di inserire dati anagrafici, di residenza, relativi
alla propria condizione economica e patrimoniale, e di indicare la facoltà
ed il corso di laurea scelto. Documenti obbligatori da allegare
al plico di immatricolazione:
- Autocertificazione del titolo di studio di scuola media superiore (vedi
modulo allegato);
Si consiglia di allegare un certificato semplice del titolo di studio per
evitare errori o imprecisioni.
- Copia fotostatica di un documento di riconoscimento;
- 2 foto formato tessera identiche stampate su carta fotografica. Altri formati
di stampa e di carta non verranno considerati;
- Copia fotostatica del codice fiscale;
- 1 marca da bollo da applicare sulla domanda di immatricolazione;
- Certificato di vaccinazione antitubercolare (solo per gli immatricolati alla
facoltà di medicina e chirurgia);
- Copia fotostatica dell’autocertificazione dei redditi.
QUADRO
A - Dati anagrafici
Inserire i dati anagrafici riguardanti lo studente
dichiarante e specificare la posizione militare, stato civile, ecc..
QUADRO
B - Residenza fiscale
Comunicare la residenza fiscale dello studente e, nel caso in cui non coincida,
il recapito dove lo studente desidera ricevere comunicazioni ufficiali da parte
dell’Università.
QUADRO
C - Titolo di scuola media superiore (diploma)
Inserire il tipo di diploma
conseguito, l’istituto di conseguimento, il comune, provincia e CAP
dell’istituto, l’anno di conseguimento, la votazione ottenuta e il tipo dI documento presentato presso la segreteria (per es.
originale, certificato, autocertificazione).
QUADRO
D – Eventuali altri titoli o abilitazioni
Inserire eventuale idoneità ad un corso integrativo (da compilare solo in
presenza di Maturità quadriennale), Laurea/diploma universitario (per chi si
immatricola ad un corso di laurea specialistica o seconda laurea o scuola di
specializzazione) e/o abilitazione all’esercizio professionale (solo per gli
immatricolati ai corsi di specializzazione).
QUADRO
E – Scelta del Corso di Studi
Indicare l’Anno Accademico,
Compilata la
modulistica e pagati i
versamenti, è necessario recarsi presso la segreteria studenti della propria
facoltà e consegnare il tutto. E’ possibile avere un aiuto consultando le
istruzioni per l’uso mediante questo link:
https://segreterie.unime.it/selfweb/HelpProceduraweb.pdf
Quali sono le modalità
di calcolo delle tasse di immatricolazione/iscrizione?
Di seguito vengono descritte le modalità con cui si calcolano le tasse
di immatricolazione/iscrizione
all’Università degli Studi di Messina.
La tassa di immatricolazione è costituita da due parti:
1. la prima, di acconto, uguale per tutti, per un importo pari a €
285,00 si compone di:
a. Tassa di
immatricolazione-iscrizione pari a € 179,19
b. Diritto allo studio € 75,00
c. Contributi € 30,81 (includono modulistica, Siae,
Laboratori e biblioteca, assicurazione)
2. la seconda, di conguaglio è determinata, sulla base
dell’autocertificazione sui redditi presentata
dallo studente secondo, quanto segue:
PRIMA FASE: della riga C10 (totale redditi
complessivi) dell’autocertificazione prendere il
totale della colonna C6 e sommarlo al 20% dei totali delle colonne C8
e C9. Il totale ottenuto
ci darà l’Indicatore della Condizione Economica (ICE).
SECONDA FASE: individuare il coefficiente nella
scala di equivalenza di seguito riportata
Il numero dei componenti il nucleo (C11) aumenterà figurativamente per
ognuna delle
situazioni indicate ai campi C12, C13, B1, B2. Per ogni componente
oltre i 10 aggiungere
0.15.
TERZA FASE: dividere l’ICE ottenuto nella
prima fase per il coefficiente determinato nella
seconda fase. Si otterrà l’Indicatore della Condizione Economica Riparametrato (ICER).
Individuare nella
tabella seguente l’importo da pagare (CG Al netto dell'acconto).
ISTRUZIONI PER
(Artt. 2 e
QUADRO A Studente Dichiarante
Inserire i dati riguardanti la facoltà ed il corso di Laurea, i dati anagrafici
e la residenza fiscale, dove lo studente intende ricevere comunicazioni ed
eventuali documentazioni ufficiali da parte dell’Università.
QUADRO
B Situazione personale dello Studente dichiarante
B1 Studente indipendente (Lavoratore), barrare SI
qualora sussistano contemporaneamente due condizioni:
a) avere residenza
esterna all'unità abitativa della famiglia d’origine, in alloggio non di
proprietà di un suo membro, da almeno due anni dall’eventuale cambio di
residenza regolarmente dichiarato presso la propria Segreteria.
b) indicatore della Condizione Economica (ICE) derivante esclusivamente da
redditi da lavoro, non inferiore a € 6.500.
B2 Barrare SI in caso di mancanza di uno dei
genitori (orfano/a).
B3 Barrare SI se disabile con invalidità superiore al
65%.
B4 Studente con invalidità compresa tra il 31% ed il
65%: Indicare valore
B5 Studente proveniente dai seguenti paesi che, dall'elenco
fornito dal M.A.E. e trasmesso dal M.U.R.S.T., risultano avere nel 1996 un reddito nazionale
inferiore a 2696 dollari:
· Angola, Bangladesh, Benin,
Bhutan, Burkina Faso,
Burundi, Repubblica Centrafricana, Ciad, Congo,
Repubblica Democratica del Costa D’Avorio, Djibouti,
Eritrea, Etiopia, Gambia, Guinea, Guinea-Bissau,
Haiti, Laos, Repubblica popolare del Madagascar, Malati, Mali, Mauritania,
Mozambico, Nepal, Niger, Nigeria, Rwanda, Senegal,
Sierra Leone, Sudan, Tanzania, Repubblica U. di Togo, Uganda, Yemen, Zambia.
B6 Studente straniero proveniente da un paese diverso
da quelli presenti nell'elenco precedente.
QUADRO
C Situazione familiare con redditi e patrimoni personali e dell'intero nucleo
C2 Codice fiscale dei componenti il nucleo familiare,
escluso il dichiarante.
C3 Relazione di parentela con lo studente: es: PD padre, MD madre, CN coniuge, FG figlio/a, FR
fratello/sorella. Lasciare in bianco negli altri casi.
C4 Studenti universitari. Barrare la casella nel caso
in cui il componente del nucleo familiare sia uno studente universitario
diverso dal dichiarante.
C5 Componenti Invalidi. Barrare la casella nel caso
in cui al componente del nucleo familiare sia riconosciuta una invalidità
superiore al 65%.
C6 Reddito complessivo al netto dell'IRPEF (ICE). Va
riportato il reddito complessivo del nucleo familiare relativo all'anno 2006.
Tale reddito è indicato nei modelli fiscali di dichiarazione (mod. unico, mod.730, mod.740, mod.101, mod.201. Per il
calcolo delle tasse universitarie non si deve utilizzare il reddito riportato
sul modello ISEE )
presentati dal nucleo familiare. È composto dalla somma dei redditi al netto
dell'IRPEF, derivanti da lavoro autonomo, di impresa, dipendente, assimilati e
dai cespiti immobiliari (case, terreni ecc.).
C7 Indicare il tipo di reddito: 1 redditi da lavoro
dipendente/pensione; 2 redditi da lavoro autonomo; 3 redditi da impresa; 4
altri tipi di reddito.
C8 Valore da patrimoni immobiliari (ICP). Va
riportato l'imponibile definito ai fini dell'I.C.I.
al 31/12/2006. È esclusa totalmente dalla valutazione la prima casa di
proprietà, se adibita a residenza del nucleo familiare, ad eccezione di quelle
appartenenti alle categorie catastali A1, A8, A9, per le quali va indicato
solamente il 50% dell'imponibile definito ai fini dell'I.C.I.
È escluso l'eventuale immobile adibito alla propria attività lavorativa. Sono
altresì esclusi dalla valutazione i terreni agricoli di proprietà direttamente
destinati o adibiti all'uso dell'impresa agricola. L'imponibile I.C.I. si ottiene moltiplicando la rendita o la presunta
rendita catastale per i seguenti coefficienti di legge:
· 34 per le unità immobiliari urbane classificate nelle categorie catastali C1
ed E
· 50 per le unità immobiliari urbane classificate nelle categorie catastali A10
e D
· 100 per le altre unità immobiliari urbane
· per i terreni agricoli moltiplicare per 75 la rendita dominicale (rilevabile
sull'estratto catastale del terreno).
· Per le aree fabbricabili va riportato il valore dichiarato ai fini della
determinazione dell'I.C.I.. (valore commerciale del
terreno)
La rendita catastale è indicata nell'estratto o nel certificato catastale
dell'immobile, quella presunta va invece ricavata facendo riferimento ad un
immobile di pari requisiti catastali. Es. di calcolo per
un immobile di categoria A2 con rendita catastale di € 105:
Imponibile I.C.I.= €. 105 x 100 = €. 10.500.
ATTENZIONE. Il garage, la cantina, ecc. fanno parte della casa, ma hanno una
rendita catastale distinta, da dichiarare.
IMMOBILI ALL’ESTERO. I patrimoni immobiliari localizzati all’estero, detenuti
al 31 dicembre dell’anno precedente alla presentazione della domanda, sono
valutati solo nel caso di fabbricati, considerati sulla base del valore
convenzionale di 500 euro al metro quadrato.
C9 Valore da patrimoni mobiliari. Vanno dichiarati:
· depositi bancari e postali, titoli di stato, obbligazioni, certificati di
deposito, buoni fruttiferi ed assimilati, in base al valore nominale delle
consistenze alla data del 31/12/2006;
· fondi di investimento, quote di OICVM e SICAV, consistenza delle quote al
31/12/2006;
· partecipazioni azionarie in società di capitali; per le società quotate in
borsa la valutazione avviene con riferimento alla consistenza delle azioni
possedute al 31/12/2006;
Per le società di capitali non aventi quotazioni di mercato, la valutazione
avviene moltiplicando il valore del patrimonio netto per la quota di
partecipazione che risulta dall'ultimo bilancio approvato alla data di
presentazione dell'autocertificazione.
PATRIMONI MOBILIARI ALL’ESTERO. I patrimoni mobiliari sono valutati sulla base
del tasso di cambio medio dell’euro nell’anno di riferimento, definito con
decreto del Ministero delle finanze, ai sensi del decreto-legge 28 giugno 1990,
n. 167, articolo 4, comma 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
agosto 1990, n. 227, e successive modificazioni ed integrazioni
C10 totale redditi complessivi. Riportare i relativi
totali, indicati nelle colonne C6, C8 e C9.
C11 Totale componenti nucleo familiare: Indicare il numero
complessivo dei componenti il nucleo familiare comprensivo dello studente
dichiarante. Per nucleo familiare si intende tutti coloro che risultano nello
stato di famiglia dello studente alla data di presentazione della domanda.
Sono considerati appartenenti al nucleo familiare convenzionale: i genitori
dello studente, se non legalmente separati o divorziati, ed altri figli a loro
carico, anche qualora non risultino conviventi dalla documentazione anagrafica;
Nel caso di studenti figli di genitori separati legalmente o divorziati, si
considera facente parte del nucleo familiare il genitore che percepisce gli
assegni di mantenimento dello studente.
C12 Indicare eventuali altri studenti universitari
nel nucleo familiare, oltre al dichiarante.
C13 Indicare il numero dei componenti il nucleo
familiare, (escluso lo studente dichiarante), con una invalidità riconosciuta
superiore al 65%.
|
ICE - Indicatore della
Condizione Economica. È ottenuto sommando ai redditi da lavoro di tutti i componenti
il nucleo familiare convenzionale, al netto dell'IRPEF, il 20% dell'ICP. Ai
fini del calcolo, i patrimoni ed i redditi relativi ai fratelli ed alle
sorelle, considerati membri del nucleo familiare convenzionale, vanno
dichiarati al 50% |
|
ICP - Indicatore della
Condizione Patrimoniale. È definito con modalità specifiche dalle seguenti
componenti: Patrimonio immobiliare (fabbricati e terreni edificabili) con
esclusione della prima casa; Terreni agricoli con esclusione in caso di uso
diretto in attività; 30% del valore dell'imponibile I.C.I.
per la nuda proprietà. |
Per quanto non
espressamente previsto si può fare riferimento al DPCM 09/04/2001 emanato ai
sensi dell'art.4 della L 02/12/1991 n.390 ed al D.P.R. n.306 del
25/07/1997.
Perché dal sito dei Servizi delle Segreterie
on-line (https://segreterie.unime.it/selfweb/#) spesso non risultano
tutti gli esami effettivamente conseguiti dallo studente?
Perché è possibile che i dati relativi al singolo
studente non siano ancora stati aggiornati.
Cosa fare in caso di perdita della password
necessaria per l’accesso ai Servizi di segreteria on-line?
Occorre rivolgersi alla segereteria
studenti della propria Facoltà.
A chi ci si può rivolgere per avere
informazioni sugli alloggi a Messina?
Ci si può rivolgere all'ERSU ( Ente Regionale per il diritto allo Studio Universitario, Via
A. Gasparro, is.337) E' un
Ente della Regione Siciliana istituito per attuare e coordinare varie forme di
interventi a favore degli studenti iscritti all'Università di
Messina attraverso aiuti in denaro e servizi che agevolino la
frequenza, la continuità degli studi e la conoscenza delle possibilità
occupazionali una volta conseguita la laurea.
Cosa bisogna fare
per ottenere il riconoscimento di crediti formativi avendo svolto attività
extra-universitarie?
Occorre presentare
una domanda, redatta in carta libera, insieme alla documentazione che attesta
l’attività svolta, al coordinatore del proprio corso di laurea. In seguito, in
sede di Consiglio di corso di laurea verrà stabilito il numero dei CFU da
riconoscere allo studente.