Messina – “Donne e Infanzia”, il progetto che coinvolge il Ministero per le Pari Opportunità, è approdato anche all’Università di Messina, registrando curiosità e viva partecipazione fra le giovani donne intervenute numerose al seminario di orientamento svoltosi il 3 febbraio scorso in Aula Magna.

                Introdotto dalla prof. ssa Cettina Epasto, ordinario di Didattica generale, delegata dal Rettore per il Centro di ricerca didattica dell’Ateneo e componente del CPO dell’Università di Messina, cui si deve l’organizzazione della giornata, il seminario è stato tenuto da Corrado Di Vincenzo di Sviluppo Italia che, tra l’altro, ha potuto contare sulla presenza attiva della Consigliera provinciale di parità, Annamaria Tarantino, e della prof. ssa Antonella Cocchiara già presidente del CPO dell’Ateneo peloritano e oggi, assessore comunale alle pari opportunità. Particolare interesse ha suscitato la testimonianza di una giovane imprenditrice, Cecilia Gallo, che ha avviato un’attività nel settore dei servizi all’infanzia avvalendosi proprio di un finanziamento erogato da Sviluppo Italia. L’incontro era diretto a donne laureate e laureande in discipline psico-pedagogiche ed umanistiche, riconosciute come portatrici di svantaggi di “genere” in quanto donne e di svantaggi “formativi” a motivo di una laurea dai limitati sbocchi occupazionali. Un segnale di interesse, peraltro, è venuto dai giovani uomini presenti, anch’essi evidentemente attratti dall’opportunità di creare impresa in un settore tradizionalmente affidato all’iniziative delle donne e oggi in forte crescita.

Il seminario di orientamento all’autoimpiego si inserisce nella prima fase del progetto “Donne e Infanzia: più cura, più impresa” volto a favorire la nascita di nuove attività imprenditoriali al femminile nel settore dei servizi di cura per l’infanzia. A tal fine, il Ministero per le Pari Opportunità insieme a Sviluppo Italia, ha promosso un intervento di orientamento, formazione ed accompagnamento alla creazione di impresa, per la quale Sviluppo Italia - come spiegato nel materiale illustrativo diffuso durante il seminario - «gestisce alcune delle leggi che agevolano l’autoimpiego e le imprese giovanili». Grazie a questi strumenti legislativi, Sviluppo Italia ha potuto finanziare circa 57.000 nuove iniziative imprenditoriali.

Il programma del Ministero per le Pari Opportunità intende coinvolgere sette regioni del centro e del sud Italia (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia), territori che rientrano nel così detto Obiettivo 1. Si tratta di aree del paese tradizionalmente depresse, dove si riscontra un’offerta di servizi per l’infanzia minore rispetto alla crescita della domanda ed un tasso di disoccupazione femminile fra i più elevati. Sebbene negli ultimi anni il numero delle donne in entrata nel mercato del lavoro abbia fatto registrare un incremento, ciò non è bastato a ridurre la disparità fra i sessi. Nel 2000, il tasso di occupazione europeo femminile raggiungeva il 54Xontro il 72-2139062144i quello maschile, mentre l’Italia raggiungeva appena 39,6 88i occupazione femminile, rappresentando il fanalino di coda della Comunità europea. Da qui, l’idea di sostenere le imprese femminili nel settore dei servizi di cura all’infanzia per stimolare l’auto-imprenditorialità e venire incontro alla disoccupazione giovanile. Un modo concreto e diretto per dare risposta alle mutate esigenze delle lavoratrici di oggi: è un dato di fatto che la difficoltà di conciliazione fra professione e famiglia resti ancora un fattore critico per la crescita delle donne e dell’intera società. Il problema della conciliazione, quindi, deve tenere presente donne e uomini e, in questo senso, sia le istituzioni pubbliche che quelle private, sono coinvolte nella scelta di strategie sussidiarie tese ad arginare il problema. Il progetto in questione, peraltro, è diretto a sensibilizzare e responsabilizzare gli enti locali che, in questi ultimi anni, hanno lanciato qualche valida iniziativa proprio attraverso le leggi regionali. Sviluppare consapevolezza sul tema della conciliazione è un modo -  secondo Sviluppo Italia -  per favorire e facilitare l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro e accelerare lo sviluppo produttivo.

Lo strumento prescelto è la formazione, che coinvolgerà 15 Atenei del Mezzogiorno. I percorsi formativi forniranno alle partecipanti gli strumenti necessari per valutare le potenzialità economiche del progetto, le nuove opportunità di accesso al mercato del lavoro indipendente e le agevolazioni finanziarie ottenibili. Lo scopo è quello di ampliare le competenze acquisite attraverso i tradizionali corsi di laurea integrandole con competenze di tipo manageriale e imprenditoriale. L’approccio formativo le accompagnerà anche nell’elaborazione e nella stesura del proprio piano d’impresa che dovrà interessare attività come asili, ludoteche, baby parking.  

Per rientrare tra le destinatarie del progetto è necessario risiedere stabilmente in una delle sette regioni citate, mentre per iscriversi basta collegarsi sul sito del Ministero per Pari Opportunità (www.pariopportunita.gov.it)  e compilare, entro il 14/02/2006, il modulo disponibile per tutti gli interessati.