Indice dei nomi e delle località  
 
 

 

Mandanici (ME). Chiesa di S. Domenica. La facciata della Chiesa madre sotto il titolo di S. Domenica.
Mandanici (ME). Chiesa di S. Domenica
Particolare di capitello del portale d'ingresso in "calcarenite di Pizzo Ilici"

 

Mandanici (ME). Piazza della Chiesa Madre
L'intero abitato di Mandanici presenta caratteristiche di unicità costruttiva che vedono materiali esclusivamente locali utilizzati nella costruzione di varie evidenze monumentali, siano esse Chiese o Palazzi signorili. Queste peculiarità risiedono nel costante utilizzo di un unico tipo litologico - come riportato in seguito -  che presenta caratteristiche di unicità petrografica relativamente al suo ritrovamento nei Monti Peloritani.
Diverse sono le costruzioni che possono essere osservate, tutte evidenzianti il ricorso a tale materiale che sembra finire agli inizi del 1900 come uso locale.

Mandanici (ME). Chiesa di S. Domenica
Particolare della base di una delle colonne del prospetto della Chiesa Madre dedicata a Santa Domenica.

Nella zona di Mandanici sono riconoscibili tre unità tettoniche con terreni metamorfici sovrapposti: quella strutturalmente più bassa, affiorante in finestra tettonica nella parte meridionale di Vallone Badia, è rappresentata da scisti filladici di colore scuro; a questa si sovrappone un complesso filladico con intercalazioni di calcari cristallini, denominato Unità di Mandanici; mentre l'unità strutturalmente più elevata, denominata Unità dell'Aspromonte, è qui costituita da gneiss occhiadini, micascisti con intercalazioni di marmi e rare anfiboliti.
Nelle immediate vicinanze del centro di Mandanici appaiono alcune litologie definite "calcareniti sabbiose di Pizzo Ilici". Queste calcareniti rappresentano la copertura sedimentaria dell'Unità di Mandanici e poggiano sulle metamorfiti di quest'ultima. Le calcareniti in oggetto affiorano immediatamente a nord del paese e costituiscono l'intera sommità di una altura denominata Pizzo Ilici. In base ad osservazioni giaciturali e di campagna, questo affioramento viene interpretato come un lembo residuo di un piccolo bacino evaporitico di presumibile età giurassica.